"La caricatura è un’arte nobile, e non tutti la sanno fare": così si racconta Federico Cecchin
Il tratto veloce, la figura che prende vita da uno schizzo, la forma dei visi che non aspetta altro di essere conclusa per emozionare chi si ha di fronte. Sono tanti gli artisti che vediamo per strada, ci fermiamo a osservarli e ad applaudirli. Personalmente sono stata sempre attratta da questo tipo di arte così vera e, all'apparenza, semplice. Ecco perché qualche mese fa, dopo essermi imbattuta in un video particolare sui social, ho voluto provare a fare alcune chiacchiere con il suo artefice...
"Chi sono? Non sono nessuno di speciale: sono solo un ragazzo a cui è sempre piaciuto disegnare, nient’altro. Forse sono anche un po’ ADHD, anche se ci sono arrivato tardi a capirlo. Però una cosa l’ho sempre avuta chiara nella vita: il mio grande obiettivo è sempre stato disegnare".
Vi presento Federico Cecchin, il caricaturista "gentile".
Disegna persone da tutta la vita, ma prima ancora le osserva. È stato tra i primi a portare la caricatura digitale negli eventi aziendali e il primo in Italia a sperimentare il disegno con il casco per la realtà virtuale. È direttore artistico del primo Festival internazionale italiano della caricatura che si svolge ogni anno al Palazzo del Fumetto di Pordenone; l’ideatore del marchio “Bastardi Dentro” e, nel tempo, ha partecipato a diversi programmi televisivi e talent show, anche all’estero. Oggi lavora come performer con le sue caricature.
Gli piace guardare ciò che lo circonda, cercando sempre qualcosa che vada oltre l’apparenza, per poi trasformarlo in un disegno creativo, immediato e spesso inaspettato.
Cosa cerca Federico in un volto? Leggete bene questa risposta...
"Non cerco qualcosa di preciso. Anzi, preferisco che le persone non mi guardino mentre disegno.
Credo sempre di fissare un punto esatto, perché ciò che vedo in quel momento deve essere solo mio. Devo concentrare tutto lì, per riuscire a tradurre quello che percepisco in pochi secondi ed essere veloce ma anche accurato".
Questa precisione si traduce in un insieme di cose e non in un solo dettaglio.
"Nella persona c'è lo stile, l’espressione che riesci a dare, l’energia del volto.
La caricatura va oltre il semplice ritratto, deve parlare anche quando le linee che disegni non coincidono perfettamente con il volto reale".
Dovete sapere che Federico usa un tratto 'gentile' per trasmettere immagini che raccontano qualcosa e sono tutt'altro che una presa in giro.
"La caricatura è un’arte nobile, e non tutti la sanno fare. Fa sorridere, ma può anche far riflettere.
Io ho scelto di non creare caricature estreme, ma piuttosto dei cartoon: immagini che riescano a raccontare l’espressione delle persone attraverso un tratto più armonioso. Lo definirei quasi più 'design'".
Vederlo all'opera è davvero impressionante nel senso positivo del termine - vi consiglio di guardare i suoi video - e la sua arte ha scelte ben precise.
"Il mio lavoro è fatto di decisioni immediate. Ci sono facce molto “disegnabili” dove bastano tre tratti, altre più sfuggenti. Quando lavoro live parto dagli occhi col pennarello; da foto uso la matita per ragionare di più. Ma la forza di un segno nero diretto è incredibile. Credo nel "less is more": un disegno bello è pulito ed essenziale".
Un tratto veloce, dicevo all'inizio, che ha un suo perché e Federico ci spiega da cosa nasce.
"Non ho molta pazienza. Vivo una vita piena, incastrando famiglia, lavoro, viaggi e social network. Non posso permettermi di riflettere troppo. Mi hanno insegnato che scegliere, spesso a discapito di qualcos’altro, è ciò che rende una persona un professionista.
L’unica cosa che richiede davvero lentezza e infinita pazienza è la maturazione interiore: quella necessaria, per esempio, per scrivere un libro, proporre un progetto personale o continuare a evolversi senza pensare mai di essere arrivati alla fine della conoscenza".
Vedete, cari lettori, Federico disegna in un minuto... sì, gli bastano 60 secondi per creare. È davvero fantastico, sembra irreale!
"In un minuto puoi disegnare moltissime cose, ma devi scegliere, devi avere il coraggio di lasciare indietro alcuni aspetti per valorizzarne altri. Quindi si torna sempre lì: alla scelta e al coraggio. Poi è ovvio che, se una persona ha una barba enorme o mille dettagli particolari, difficilmente puoi stare dentro al minuto".
Ma in che modo riesce a farlo? Come si pone davanti al soggetto che ha di fronte e come riesce a catturare la sua essenza, o meglio l'anima? Seguite bene questo passaggio...
"Conta il silenzio iniziale. Conta guardare le persone con affetto, ma un affetto vero, non costruito. Bisogna cercare di comprenderle, perché vuoi davvero sapere chi sono. Parlare, a volte, mi serve soprattutto per aiutarle a non sentirsi in imbarazzo, anche se spesso quello in imbarazzo sono io, soprattutto quando interrompono quel legame mentale ed emotivo guardandomi mentre disegno.
Io, per disegnare bene qualcuno, devo quasi “spiarlo”. Quando mi guardano, sembra sempre che vogliano capire cosa sto facendo e si perde la magia".
Tra i tanti disegni che Federico ha realizzato lo emozionano maggiormente "quelli dedicati a persone che non ci sono più, persone che hanno lasciato un segno profondo nella vita degli altri, anche per il modo in cui le racconto sui social".
E quando posa la penna e torna a essere un passante qualunque, quando cammina tra la gente pensa sempre che potrebbe avere...
"...materiale da disegnare fino alla fine dei miei giorni. Ed è una cosa che mi rincuora, perché significa che ci sarà sempre spazio per il lavoro, la sperimentazione e nuove idee".
I disegni rimangono, sono come un album di ricordi che compongono il puzzle della vita. Se lo stile di Federico potesse parlare...
"sceglierebbe qualcosa di futuristico, lineare e pacifico. Qualcosa che possa restare come un segno indelebile. In fondo, tutti desideriamo non essere dimenticati, ed è per questo che vale la pena lasciare un segno positivo".
Commenti
Posta un commento