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Piuttosto che: opzione o preferenza?

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Bentornati a un nuovo appuntamento di Parole in tasca ! Stasera cosa facciamo? Possiamo guardare una serie TV, piuttosto che uscire a fare una passeggiata, piuttosto che ordinare una pizza... Un momento! Siamo sicuri di aver usato le parole giuste?  Se amate la precisione della lingua italiana, in questa frase c'è un tranello che potrebbe cambiare completamente il senso di quello che volete dire. Oggi affrontiamo un vero e proprio "tormentone" degli ultimi anni: l'uso di " piuttosto che ". Vediamo innanzitutto come se la cavano i nostri due amici 👇🏻 Chiara e Francesco sono seduti sul divano nel tardo pomeriggio, intenti a organizzare il fine settimana tra amici sullo smartphone. Francesco: «Allora, ho scritto nel gruppo: "Sabato possiamo andare al cinema, piuttosto che fare un giro in centro, piuttosto che prendere una pizza da asporto". Così ognuno sceglie quello che preferisce!» Chiara: (alza gli occhi dallo schermo ...

Il tempo mai vissuto

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Esiste una parola strana, a nemoia  ( neologismo d'autore creato nel 2012 dallo scrittore John Koenig per il suo progetto letterario The Dictionary of Obscure Sorrows ) , che descrive la nostalgia per un tempo che non si è mai vissuto; una malinconia inspiegabile per un’epoca in cui non si era ancora nati. Per quanto mi riguarda gli anni '80 e '90 sono stati i protagonisti della mia vita e concordo con il chiamarli "indimenticabili".  Il vivere era diverso, si gestiva tutto diversamente e diversa era la concezione del tempo e dello spazio. Che cosa penserebbe un protagonista dell'epoca digitale in merito a quegli anni? Avrebbe voglia di viverli o sarebbe contento di come trascorre il proprio tempo?  Ho provato a fare venir fuori la sua voce... Tutti parlano di un passato che non ho vissuto. Vedo immagini di cartoni animati e di film che hanno segnato un'epoca, leggo scritte come "Ma che ne sanno i 2000!" sui social e commenti su quant...

Manifestare è un diritto, far paura no

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Se una chat sul telefono svuota le classi... Esprimere le proprie idee, scendere in piazza e protestare è un diritto di tutti. Questa è la democrazia .  Ma quando la protesta si trasforma in violenza, c'è qualcosa che si rompe. Lo stiamo vedendo in questi giorni, le immagini sono terribili, si rimane allibiti di fronte a tutto questo. E, purtroppo, quando quella violenza si sposta nel mondo virtuale e diventa un messaggio sul telefono che minaccia gli adolescenti, si supera un limite pericolosissimo. Nelle ultime ore la paura è entrata nelle case di tante famiglie.  È bastata una notifica sui telefoni dei ragazzi che frequentano le scuole superiori.  Un messaggio girato da chissà chi, pieno di minacce pesanti: si parlava di aggressioni, blocchi e violenze di gruppo contro le studentesse fuori dalle scuole e dalle università. Un passaparola selvaggio che in pochi minuti ha fatto il giro dei gruppi WhatsApp e dei social, rimbalzando di città in città...

Visioni creative L'Amerigo Vespucci e il vascello dei desideri

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L'immagine in questa foto sicuramente sarete in molti a riconoscerla: è la maestosa Amerigo Vespucci , ripartita dal porto di Marina di Ravenna proprio ieri, 18 ottobre, destinazione La Spezia per la consueta sosta lavori e manutenzione di fine tour. Purtroppo le foto non sono mie, ma di alcuni conoscenti che sono andati a vedere questa meraviglia prima che ripartisse per il suo viaggio. Altri di voi l'avranno magari anche visitata da vicino, oltre che fotografata. Sapete che...? ⚓ Una piccola curiosità poco nota : non tutti sanno che a poppa della Vespucci esiste un'elegante balconata in legno chiamata " Giardinetto ". È l'unico veliero navigante al mondo a conservarla ancora. Anticamente, sui grandi vascelli del Settecento, questa balconata serviva ai capitani per coltivare erbe aromatiche e piantine medicinali utili a combattere lo scorbuto durante le lunghissime traversate nell'oceano. Quando la realtà incontra la fantasia 🏴‍...

La merenda oggi si fa di corsa

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Ieri ci siamo lasciati con il ricordo dei nostri pomeriggi rilassanti e alle invitanti merende che ci aspettavano davanti alla TV dopo aver fatto i compiti. Ma se oggi aprissimo lo zaino dei ragazzi, quali spuntini troveremmo? Le abitudini sono cambiate parecchio. Una recente indagine della Unione Italiana Food mostra uno scenario diverso: la merenda dei più giovani, oggi, si fa di corsa . Mentre noi avevamo il piacere di stare seduti in cucina, o sul divano della sala, i ragazzi di oggi non ne hanno il tempo perché hanno giornate piene come quelle dei grandi: scuola, corsi di inglese, musica, sport. I numeri lo confermano e ci fanno capire come si è trasformato questo momento. • Tutto fuori casa : quasi un ragazzo su due (il 47%) fa merenda fuori casa. Lo snack si mangia al volo, in macchina o sui mezzi pubblici, mentre ci si sposta da un impegno all'altro. • Vince la comodità : per l'84% dei genitori la parola d'ordine è "praticità". Nello zaino si...

Spezzare la fame, ritrovare il buonumore

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Merenda, pausa, break: a cosa vi fanno pensare? Il mio ricordo corre subito a quando di pomeriggio, dopo i compiti, l'acquolina in bocca si faceva sentire. C’era un momento preciso in cui lo stomaco diceva "basta". Arrivava in mezzo al pomeriggio, magari davanti alla TV, e si sentiva il bisogno di "qualcosa di buono". Per molti di noi, quel momento profumava di pane e Nutella, di una fetta di torta o di biscotti fatti in casa, del rumore della plastica di una merendina scartata in fretta. Oggi gli esperti lo chiamano con paroloni inglesi come snacking o lo definiscono il "quarto pasto". Ma la verità è molto più semplice: la merenda è una cosa che ci fa stare bene. È una mappa dei nostri ricordi. Anche oggi che siamo adulti, il modo in cui facciamo una pausa al lavoro o a casa assomiglia molto a quel vecchio rito.  Abbiamo solo cambiato ingredienti, divisi in tre grandi categorie: • Il gruppo del salato : quelli che nel cassetto della scriv...

A me mi: errore o licenza poetica?

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Bentornati a un nuovo appuntamento di Parole in tasca . Spero tanto che queste micro lezioni a voi vi piacciano. Sono degli spazi che possono farvi sciogliere a voi dei dubbi, delle incertezze e...ops, un attimo! Qui c'è qualcosa che non va. Ve ne siete accorti? A me mi sembra di aver sbagliato qualcosa... Eh, sì oggi affrontiamo proprio uno dei grandi spauracchi della nostra infanzia, quella frase che ha fatto sobbalzare generazioni di insegnanti: " A me mi ". Quante volte ce lo siamo sentiti dire? " A me mi non si dice! ". Ep pure, nel parlato quotidiano, ci scappa in continuazione per dare enfasi e rinforzare ciò che diciamo. Ma tra la regola grammaticale e l'espressività della lingua parlata c'è una bella differenza. Vediamo come la pensano i nostri due amici prima di fare chiarezza👇🏻 Chiara è seduta alla scrivania, intenta a correggere la bozza di un articolo con un evidenziatore in mano. Francesco, dall'altra parte della st...