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Macchine spente, pensieri accesi

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Oggi, 22 settembre, si celebra la " Giornata mondiale senz'auto ". Nata per dare un respiro alle nostre città soffocate dal traffico, questa ricorrenza non è solo un invito ecologico, ma una provocazione culturale.  Ci sfida, infatti, a superare l'automatismo con cui afferriamo le chiavi della macchina anche per fare poche centinaia di metri. Per quanto mi riguarda non ho problemi, la sfida la vinco io... perché a camminare non ho problemi! Quella che, invece, è ormai diventata una necessità è limitare sì l'uso dell'auto per ridurre l'impatto ambientale - le emissioni di CO2 e la qualità dell'aria che respiriamo sono al primo posto - ma volete mettere il risparmio di benzina visti i prezzi dei carburanti? Tuttavia, c'è un beneficio che è spesso invisibile: la riconquista del nostro tempo e della nostra salute mentale. L'abitacolo di un'auto ci isola dal mondo, trasformando il tragitto in una fonte di stress tra semafori, code e...

Pace: dove stiamo sbagliando?

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Questo nome (astratto in grammatica) evoca in me una calma intensa. Se chiudo gli occhi e provo a rifletterci più approfonditamente riesco a trovare un equilibrio che a parole è difficile spiegare. È una sensazione di benessere, di tranquillità, di appagamento. Ebbene, parlare di pace in tempi di guerra è difficile.  Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Pace , sentiamo ancora di più questo peso. Perché, vedete, non è semplice porre fine a tutte le ostilità se non c'è una seria presa di posizione. Non sto parlando di accordi economici e politici, di trattative sottobanco o alla luce del sole... quella non è pace, anche se la chiamano così. Pace è accontentarsi di quello che si ha. Pace è non voler a tutti i costi invadere il territorio di un altro. Pace è aiutare chi è in difficoltà, non perseguitarlo. Pace è vivere bene con tutti. Ho pensato a questa storia, mentre riflettevo su cosa scrivere...i bambini sono il nostro futuro, e chi più di loro ha biso...

Tempo di autunno, tempo di giochi: come sono cambiati

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Ci sono giorni in cui i cassetti della memoria si aprono e mi ritrovo catapultata in un momento vissuto. Oggi è capitato ai giocattoli ... che dire, ho giocato tanto con bambole e bambolotti, a ognuno davo un nome e mi mettevo lì a fare la maestra, oppure a servire dei gustosi piatti che la fantasia di quel momento creava. Poi sono arrivate le Barbie, con tutti i loro accessori, i piccoli mobili, la macchina telecomandata, la vespa, il cavallo e i pomeriggi diventavano infiniti. Rivedere oggi quei momenti mi fa pensare a come cambia il tempo, e a come certe atmosfere sappiano tornare puntuali ogni anno. L'aria mattutina fresca che profuma di settembre, le giornate che iniziano ad accorciarsi e la sera che arriva un po' prima: siamo nella stsgione in cui la casa torna a essere il centro della creatività, del calore e, naturalmente, del gioco .  Ma se osserviamo con attenzione la realtà di oggi, ci accorgiamo che il modo di giocare è cambiato radicalmente negli ultimi...

🍜 Ricetta per un venerdì sera perfetto

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Oggi voglio proporvi una ricetta , ma non di quelle da Master Chef o da creator di TikTok. L'altra sera una nuova notizia in TV mi ha dato lo spunto per questo post.  È indirizzato soprattutto a voi ragazz@ tra i 13 e i 19 anni. Vi dico che ho messo a disposizione tutti gli ingredienti che animano la vostra esistenza adesso (nel servizio mandato in onda sono proprio questi i punti emersi): l'ansia per le guerre là fuori, gli interrogativi sul lavoro , il sogno di svoltare facendo gli influencer e, purtroppo, anche l'ombra tossica del gioco d’azzardo online, che per tanti sta diventando una dipendenza da cui è difficile staccarsi. Sembra una ricetta alquanto indigesta se ci fate caso, di quelle che ti lasciano con lo stomaco chiuso, con l'amaro in bocca. Dopo la prima settimana intera di scuola (o la seconda, dipende dalla vostra regione di appartenenza), tra il trauma della sveglia alle sei/sette, e i corridoi affollati, la batteria sociale è ufficia...

Parole in tasca (perché anche la grammatica ha il suo cuore)

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Cari lettori, da oggi inserisco nel blog una nuova rubrica che non vuole assolutamente appesantire o rendere noiosa la vostra lettura. La scrittura creativa, ormai lo sapete, è importante per sviluppare il talento di ognuno e dà la possibilità di mettersi alla prova: in una parola di creare con le proprie emozioni, sensazioni, di guardare oltre. È chiaro che alla base di tutto ciò c'è una struttura importantissima e, spesso, ancora poco chiara: la grammatica . Lo spazio che ho in mente di offrire è da vedere come un piccolo aiuto per togliere dubbi, ripassare alcune regole fondamentali e magari fare pace con qualche fantasma del passato scolastico. Niente giudizi, niente voti in rosso: solo un angolo leggero e alla portata di tutti per custodire le parole con cura. Da qui " Parole in tasca "! Un appuntamento periodico in cui apriremo insieme il cassetto dei dubbi linguistici più comuni, quelli che ci fanno fermare a metà frase con la penna sul foglio o con i...

Visioni creative

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Il dandy misterioso Immagina di essere lì.  Il selciato della città è umido, i passi rimbombano leggeri sul lastricato e il tempo sembra essersi fermato per un attimo. È la sensazione che ho avuto nel momento in cui ho visto questo straordinario veicolo nelle strade di Bruxelles. Non ho resistito a fotografarlo...sapevo che mi sarebbe servito, in un certo modo... Di fronte a te c'è questa un'elegante carrozza d'epoca, con le sue grandi ruote a raggi e le finiture in legno lucido. I sedili in pelle scura ti invitano a salire, ma qualcuno ha appena preso posto, nascondendosi dietro la capote. Non vedi il suo volto, solo il cappello rosso che spicca sul nero della carrozza e del suo abito. Ha appena dato un ordine secco e sussurrato al cocchiere (fuori campo), prima di voltarsi verso il finestrino e restare immobile. 👉 Il tuo turno Ascolta bene. Quella figura ha appena pronunciato una frase breve, un comando o un segreto, a bassa voce. 🖊️ Prova a scrivere la sua ...

L'angolo dell'intervista Nicola e Emma si raccontano

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Viaggio nel mondo (e nel cuore) di Casa Silva Ci sono incontri che nascono per far sorridere e finiscono per farti pensare. Mi sono imbattuta per caso sui social nei video di Casa Silva , il progetto nato dall'intuizione di Nicola Silva e di sua figlia Emma . Quella che a un primo sguardo sui social appare come una esilarante sit-com familiare – fatta di gag, malintesi e dinamiche tipiche del rapporto tra un genitore e un'adolescente – custodisce in realtà uno spazio di ascolto autentico. Dietro la telecamera e le risate dei fuori onda, Nicola ed Emma utilizzano l'ironia per scardinare tabù , parlare di empatia , accogliere le diversità e affrontare temi complessi come il bullismo o la crescita . Ma chi sono davvero quando si spengono le luci del set? E cosa si muove dietro a un format che ha conquistato il web parlando il linguaggio sincero delle famiglie di oggi? Li ho invitati nel mio blog per fare due chiacchiere: ne è nata una conversazione intima e brillante, che...