Parole in tasca Le regole della "d" eufonica
Benvenuti al secondo appuntamento di Parole in tasca ! Dopo aver rispolverato i confini e le sorprese dell'acca (post del 17 settembre), oggi andiamo a togliere qualche incertezza su una lettera che spesso causa perplessità: la D (eufonica, per gli amici). Quante volte vi è venuto il dubbio amletico davanti alla tastiera o su un foglio qualsiasi? Sicuramente tante. Mettere o non mettere quella "d" eufonica? Spesso si tende ad abbondare, ma la regola della lingua italiana è molto semplice: la d eufonica va usata solo ed esclusivamente davanti a vocale uguale (es.: vado ad aprire; ed ecco l'ultima proposta). Quando non si usa : non va mai inserita se la parola successiva comincia con una vocale diversa (es. a Empoli e non ad Empoli ) o se inizia già con la lettera "d" (es. a dicembre e non ad dicembre ). Ma allora, se la regola vuole la vocale uguale, perché diciamo sempre " ad esempio " anche se la parola inizia con la " e ...