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Oltre la mimosa

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8 marzo È stato sempre un giorno molto strano per me, sin da piccola, quando vedevo i rametti gialli nelle mani di mia madre. Non riuscivo a capire il senso di questa "festa" che ho sempre considerato solo di facciata, nasce e muore in quel giorno. Perché dare gli auguri alle donne? Per cosa? Il senso vero dell'8 marzo è molto più profondo di una mimosa o di una cena. Dietro questa data si nascondono storie di rivoluzione, piccoli "pasticci" storici e scelte incredibilmente pratiche fatte da protagoniste che volevano cambiare il mondo.  Cosa festeggiamo davvero? Ve lo racconto in pochi ma significativi passaggi, 5 curiosità che forse non avete mai letto sui libri. Il "falso storico" dell'incendio 📅 Dimentica la storia della fabbrica bruciata l’8 marzo 1908: è una leggenda metropolitana! Quel tragico evento alla Triangle Shirtwaist di New York accadde in realtà il 25 marzo 1911 . Tutto ebbe inizio invece nel 1917, quando le donne di Sa...

All'Olimpico va in scena il Rugby

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🏉 Nel rugby non c’è spazio per il protagonismo: è lo sport dove ci si passa la palla all’indietro per avanzare insieme. Sulla maglia non sono stampati i nomi, infatti trovi solo i numeri che raccontano una fatica condivisa; l’arbitro è " Sir " perché il rispetto è la base del gioco. Chi cade si rialza per il compagno, chi resta in piedi spinge per chi è a terra.  È una battaglia di 80 minuti che finisce sempre con una stretta di mano e una birra insieme: senza l’avversario non esisterebbe la sfida. ITALIA vs INGHILTERRA Sei Nazioni 2026 ​Domani all’Olimpico l’Italia sfida l’Inghilterra con questo spirito. Ecco i punti chiave per il match di sabato 7 marzo: ​📍 L'APPUNTAMENTO ​Kick-off: sabato, ore 17:40 ​Stadio Olimpico di Roma ​In TV: diretta su TV8 e Sky Sport ​🛡️ I PROTAGONISTI IN AZZURRO L'Italia di Quesada ritrova i suoi pezzi pregiati👇🏻 ​Il pacchetto di mischia : tornano i titolari per garantire forza bruta e palloni puliti. ​Il triangolo alla...

L'angolo dell'intervista Ale Bruco: "Quando sono sul palco ho l'impressione di poter fare qualsiasi cosa"

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Ha solo 12 anni ed è l’ospite più giovane mai intervistato sul mio blog, ma la sua voce ha già viaggiato tra i grandi della musica italiana. Nato a Miami nel 2013 e cresciuto con il cuore a Bergamo, Alessandro Bruco è il volto pulito e spontaneo che ha conquistato il pubblico nella prima edizione di Io Canto Family nel 2024. Protagonista nella squadra di Iva Zanicchi — la leggendaria "Aquila di Ligonchio" che detiene il record femminile di vittorie a Sanremo (1967, 1969, 1974) e il Premio alla Carriera 2025 — Alessandro ha dimostrato una maturità artistica sorprendente. Dagli spot nazionali per i Polaretti e Piazza Italia ai duetti con icone come Eros Ramazzotti e Noemi , fino a diventare l’idolo della sua città con l’inno " La Dea ", ci racconta un mondo fatto di sogni coraggiosi e radici profonde. Desidero ringraziare Marco, il papà di Alessandro, per la disponibilità nel relazionarsi con me e per aver dato il consenso alla pubblicazione di questa intervista...

​Collodi compie 200 anni: la moneta che è un ponte nel tempo

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Oggi, 5 marzo 2026, l’Italia celebra un’icona mondiale: Carlo Collodi . Nel bicentenario della sua nascita, la Zecca dello Stato ha messo in circolazione una nuova moneta da 2 euro commemorativa dedicata al "papà" di Pinocchio . Il design firmato dall'artista Marta Bonifacio racchiude un simbolismo profondo. Al centro troviamo Pinocchio in una posa danzante, mentre sulla destra la sua ombra rivela il naso che si allunga a causa delle bugie. Proprio sulla punta siede il Grillo Parlante, simbolo della coscienza che tenta di guidare il protagonista. Ma cosa succede se quel metallo smettesse di essere freddo? Ho immaginato che le incisioni prendano vita e trascinino chi le tocca in un mondo fantastico. Il salto nella moneta Un gruppo di ragazzi cammina verso il centro e uno di loro agita una moneta da due euro per comprare un gelato. Si ferma a guardarla sotto la luce del sole perché il disegno sembra quasi muoversi. "Chi è questo tizio che balla?" ch...

Il destino delle fiabe

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C’era una volta... o forse no. Siamo abituati a pensare alle fiabe come a mondi di castelli e lieto fine. Ma la verità è che queste storie nascondono segreti molto più oscuri. Sapevate che il Principe Azzurro , ad esempio, in origine era un’ombra senza nome (e che l’“azzurro” è un’aggiunta tutta italiana)? O che la cattiva di Biancaneve , nelle prime versioni, era la sua madre biologica e non la matrigna? Persino i sette nani hanno rischiato di chiamarsi Burpy (Ruttino) o Chesty (Pettoruto) prima di diventare le icone che conosciamo. Abbiamo amato questi personaggi per secoli, ignorando che il bosco e il castello erano simboli delle nostre sfide più profonde.  Oggi quegli stessi eroi hanno smesso di nascondersi tra le pagine ingiallite: hanno cambiato d’abito e camminano tra noi, nelle luci di una città che non dorme mai, pronti a scrivere un destino che nessuno ha ancora dettato. Benvenuti in questa fiaba moderna.👇🏻 Il destino delle fiabe  Tra i vapori del caffè e il p...

L'angolo dell'intervista Marco Matteucci: "Ho dovuto imparare a distinguere chi sono io da quello che faccio online"

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C’è un modo di stare sui social che non cerca la perfezione a tutti i costi, ma punta dritto alla verità delle piccole cose. È lo spazio che si è costruito Marco Matteucci , un luogo dove l’ironia romana incontra la sincerità di chi non ha paura di mostrare anche i propri dubbi. Spesso lo vediamo attraverso lo schermo, ma la forza di Marco sta proprio nel saper accorciare le distanze. Con quel mix tutto romano di schiettezza , è riuscito a trasformare i social in un luogo di incontro , dove la quotidianità — quella vera, fatta di famiglia, sogni e piccoli riti — torna protagonista . Non è solo questione di contenuti virali , ma di un’ autenticità che non ha bisogno di filtri. Romano nell’anima e sognatore per disciplina, Marco sta portando la sua creatività oltre i confini del digitale. Guarda al cinema con il rispetto di chi ha studiato e la grinta di chi sa che ogni traguardo è frutto di sacrificio. Ma nonostante i set e i grandi numeri, la sua priorità resta una sola: non perder...

L'angolo dell'intervista Chiara Cami: "Sono una persona che ama sottolineare gli aspetti comici delle tragedie e quelli tragici delle commedie"

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Dalle strade di New York , dove tutto è iniziato con un video diventato virale, ai microfoni di Rai Radio 1 per "Un giorno da pecora". Chiara Cami è un vulcano creativo che non si ferma mai: cantautrice per l'etichetta 2o Records , volto storico delle serate di Spaghetti Unplugged e conduttrice capace di mescolare musica e stand-up comedy con una naturalezza rara. Romana, classe '98, Chiara ha costruito una comunità di oltre 25mila persone che la seguono non solo per i suoi brani pop-ironici , ma per quel suo modo unico di raccontare la vita: tra una tragedia che diventa commedia e una canzone nata per caso. L’ho raggiunta per scavare oltre lo schermo, tra il suo amore per i libri e quel cassetto pieno di canzoni che aspettano solo di essere cantate a squarciagola sotto un palco. 1) Se dovessi descrivere Chiara Cami a chi non ha mai visto un tuo video o sentito una tua canzone, cosa gli diresti per farti conoscere? Gli direi che sono una persona ...