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Visioni creative: la palestra per il cervello

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Bentornati su "Visioni creative" ✨ Tutti siamo capaci di guardare le cose. Ma abbiamo mai pensato a  immaginarle diverse, da un altro punto di vista? Questo spazio è una palestra per la tua mente -  ho già pubblicato altri esercizi in questa rubrica (li troverai sicuramente) - nata per una cosa sola: accendere la tua fantasia e spegnere la noia.  Solo divertimento per il cervello. Cosa ti propongo oggi?  Cose un po' fuori dal comune, tipo: ▶️ scrivere i manuali d'istruzioni per l'impossibile (come si monta un colpo di fulmine?); ▶️ giocare con il filtro del " senza " (riesci a descrivere un tramonto senza usare i colori?); ▶️ spiare la storia , creando la  playlist musicale segreta di personaggi famosi (cosa ascoltava Giulio Cesare?). Come funziona? Io ti lancio una sfida veloce. Tu metti da parte i pensieri e provi a rispondere. Non devi essere uno scrittore o un artista, basta la voglia di giocare con le parole. Sei pronto a cambia...

Antichi mestieri e tradizioni in mano alla Generazione Z

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Qualcosa sta cambiando nella Gen Z.  È notizia di qualche giorno fa che i nati tra il 1997 e il 2012 stanno riscoprendo il valore delle cose fatte a mano, dei ritmi lenti e delle usanze di un tempo .  Mettono da parte la tecnologia per un bisogno profondo, cioè quello di ritrovare gesti concreti, autentici e radicati nella terra. Vediamo insieme cosa stanno riscoprendo👇🏻 • I borghi antichi : l'esplorazione a piedi o in treno dei piccoli borghi antichi e isolati • La cucina delle origini : la scelta di ingredienti a chilometro zero e la cucina tradizionale locale • La pazienza dell'attesa : la preparazione del pane fatto in casa e la cura dei lievitati • I piccoli riti domestici : l'abitudine di stendere le lenzuola al sole • La manualità profonda : il lavoro a maglia, il ricamo e l'arte di modellare la ceramica • I vecchi mestieri : il ritorno all'agricoltura e alle professioni artigianali che rischiavano di sparire • La moda sostenibile : l'acqu...

Come cambia il nostro modo di scrivere con l'umore

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Provate a fare un piccolo esperimento: scrivete quando siete calmi e fate la stessa cosa quando siete arrabbiati o nervosi. Notate delle differenze? Ebbene, sapete che la rabbia cambia la vostra scrittura in modo fisico?  Quando siete spaventati o di fretta, le dita saltano le lettere, le parole si uniscono e la punteggiatura scompare perché il corpo trasmette la tensione direttamente sui tasti. Che usiate un tablet, uno smartphone o il computer, lo schermo copia gli errori in modo finto. Qualsiasi dispositivo corregge i testi usando formule matematiche. Anche quando un computer prova a fingere un errore umano , inserisce soltanto imperfezioni meccaniche e ripetitive che ha copiato da internet. La mente umana sotto stress , invece, fa qualcosa di completamente diverso. Dimentica il soggetto della frase, inserisce una parola sentita per caso alla radio o perde improvvisamente il filo. Questo accade a chi scrive di getto, seguendo i propri pensieri (flusso di co...

Maturità 2026: tra riti e ricordi

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In questi giorni i portali per studenti come Skuola.net e Studenti.it si sono riempiti di consigli sui riti scaramantici più famosi. Questo perché la data di inizio degli esami di maturità, lo scoglio più duro, più temuto, avanza prepotentemente. In che modo i maturandi scaricheranno l'ansia dell'ultimo minuto?  Tra i " must " che ogni anno tornano fuori ci sono:  il pellegrinaggio a San Gabriele per far benedire le penne dell'esame; il rito della lucertola di Pisa: toccare quella di bronzo sulla porta del Duomo; il classico voto scritto sulla sabbia, sperando che l'onda lo cancelli del tutto. Ci sono poi le piccole ossessioni personali: chi usa solo una certa marca di penne, chi ascolta Venditti a ripetizione e chi si mette la maglietta fortunata che non lava dai tempi del biennio. ( Fonti : Skuola.net e  Studenti.it ) E voi, quale oggetto avete conservato nel cassetto dei vostri esami? A quale rito ricorrerete? Pensateci bene... Adesso pr...

L'angolo dell'intervista Caffa: "Fare musica sarà sempre un viaggio di ricerca ed evoluzione"

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Romano, classe 2003, Niccolò Caffarelli — in arte Caffa — vive la musica come un modo per stare in mezzo alla gente.  Scoperto da Claudio Cecchetto che produce il suo primo EP, Ho solo 16 anni , ha portato le sue canzoni sui palchi importanti di  Amici (2021) e Viva Rai 2 con Fiorello (2023); ha collezionato successi come il premio " Play Music Stop Violence " (2023) e " Energie per Roma " (2026). Tra i quasi 20 brani pubblicati, Maturità è il singolo più conosciuto, con oltre 100.000 stream su Spotify. Oggi, però, la sua dimensione preferita resta la strada.  Per Caffa, infatti, fare il busker tra i turisti e i locali del centro è un modo per " farsi giustizia " e uscire dalla cameretta, cercando quel contatto fisico che solo l'asfalto sa regalare.  In questa intervista ci racconta la sua Roma e la scelta di dedicarsi totalmente alla musica , alle parole che fanno provare grandi cose. Dal nuovo singolo Se prendo la penna  alla voglia di far ...

City car 2026: quando sono i ragazzi a disegnare il futuro.

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Le city car che vediamo ai grandi saloni dell’auto sono diventate spazi aperti, progetti  che nascono dalla voglia di esprimersi.  Cosa c'è di nuovo? Si sta facendo un passo avanti importante perché i grandi brand hanno intenzione di lasciar parlare i ragazzi.  Ma in che modo? Dando loro la possibilità di mettersi in gioco e plasmare il proprio futuro . È una realtà che sta crescendo: i centri stile e le università, infatti,  collaborano  per portare su strada le idee di chi la città la vive davvero. L’esempio concreto è arrivato dalla Milano Design Week 2026 , conclusasi lo scorso 26 aprile. Il progetto " Ciao Futuro " di FIAT ha portato sotto i riflettori tre concept di city car nati dalle matite degli studenti dello IED di Torino e dell'ISIA di Roma.  Ippo: l'essenzialità urbana con interni lavabili e spazi pronti a tutto;   Lumo: una stanza itinerante che gioca con luce e trasparenze per il massimo relax;    Su Misura:  lo spa...

L'angolo dell'intervista Juri Livorati: "I nativi digitali non hanno mai provato la vita di prima e, anche volendo, farebbero fatica a invertire la rotta"

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L'ospite di oggi è uno studioso del comportamento umano, un papà di tre figli che sfida la routine e uno scrittore che, già nel 2012, pubblicava un thriller dal titolo profetico: L’eredità .  Chi segue Jury Livorati sui social lo conosce come il volto di mille personaggi : il capo autoritario, il cliente difficile, l'osservatore dei nostri tempi. Ma dietro lo schermo c’è un percorso meno lineare di quanto si possa pensare. Dopo averlo visto su Rai 1 nel celebre quiz di Marco Liorni , Jury si è fermato per rispondere alle domande che gli ho proposto per il blog. In questa intervista mette da parte la brevità degli algoritmi per raccontare i suoi passaggi di vita: dai tanti lavori trasformati in sketch al bisogno viscerale di creare, fino a una visione lucida e ironica della società in cui siamo immersi. 1) Benvenuto, Jury! Se dovessi descrivere l’umore di questo momento — tra la fine dell'esperienza televisiva a L'eredità e il ritorno alla quotidianità soci...