Haaland, il re dei Vichinghi
Non c’è spazio per le leggende nel Mondiale 2026 fatto di sensori e statistiche. Eppure, ogni volta che Erling Haaland scatta verso la porta, il prato sembra trasformarsi in una spiaggia norvegese battuta dal vento. Guardando la partita Messico VS Norvegia di domenica sera la mia immaginazione ha preso il sopravvento: al posto di un calciatore che corre, ho visto un guerriero che sbarca. Il rumore dei tacchetti sull'erba è diventato il cigolio di una nave vichinga che si infrange sulla sabbia. Haaland diventa così un uomo del IX secolo che ha sbagliato epoca, o forse siamo noi che abbiamo dimenticato cosa significhi davvero la forza bruta. Il fischio finale è il segnale che la battaglia è finita. Le luci dello stadio si attenuano e, per un istante, lascio correre il pensiero a due civiltà : il campo da gioco si trasforma nel suolo di terra battuta del villaggio di Asterix . Mi sembra di entrare in una di quelle storie: il silenzio teso dei novanta minuti viene interro...