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Il vuoto di memoria

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Non ci si fa mai caso, eppure credo che succeda a tutti. Stiamo dicendo o facendo qualcosa e poi... puff... all'improvviso, in un attimo, ce ne dimentichiamo. Ti ritrovi immobile in corridoio con la postura di un manichino difettoso e lo sguardo fisso sul quadro del pittore di cui non ricordi mai il nome. Perché sono qui? Volevo prendere le chiavi dell'auto, stavo andando a fare la lavatrice o dovevo fare uscire il cane? Nel dubbio rimani lì, congelato, mentre il cervello cerca disperatamente un richiamo, un collegamento prezioso che non arriva.  La scienza la fa facile, lo chiama " effetto soglia ": dice che attraversare una porta resetta la memoria a breve termine. Praticamente le porte sono come quelle strane creature in Harry Potter , quelle che si nutrono di ricordi positivi...i dissennatori  ecco, proprio loro, che ci lasciano lì a fissare il vuoto. La cosa peggiore è quando ti succede davanti al frigorifero aperto. Oltrepassi la soglia della cucina...

L'angolo dell'intervista Lucia Mascino: "Abbiamo bisogno del racconto delle cose per capirle"

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Ho l'immenso piacere di aver ospite nel mio blog un'attrice che sicuramente avrete visto nel piccolo schermo ultimamente. Una professionista straordinaria che con ben quattro candidature ai Nastri d'Argento e la vittoria del Premio Anna Magnani   ha saputo lasciare il segno nel piccolo schermo attraverso progetti di successo come Una mamma imperfetta di Ivan Cotroneo, la serie Sky I delitti del BarLume nei panni del commissario Vittoria Fusco e, di recente, nel toccante ruolo di Antonia Salzano nel film tv di Canale 5 Il mio nome è Carlo , dedicato alla storia di Carlo Acutis. Ma Lucia Mascino  si distingue soprattutto per una rara profondità artistica, maturata in anni di teatro al fianco di maestri come Danio Manfredini . Per lei la recitazione non è intrattenimento da algoritmi, ma una forma di resistenza culturale. È la capacità di  « attraversare la fragranza della vita attraverso una finzione per celebrare quella vera che a volte viviamo senza accorgercene ». ...

La moda ci veste e si connette con noi

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Hai mai desiderato che un oggetto potesse sentire i tuoi stati d'animo, proteggerti in silenzio o cambiare forma insieme ai tuoi pensieri? Siamo abituati a pensare ai gadget come a oggetti freddi, qualcosa da impugnare o guardare. Ma la tecnologia  si sta insinuando velocemente nei nostri armadi: non si tiene più in mano, si indossa e diventa una seconda pelle che si confonde con le attuali abitudini. Diventa invisibile, intima e complice dei momenti più sinceri. Ecco come la moda sta diventando un’estensione della nostra mente👇🏻 1. Orecchini che sussurrano idee Dimentica le vecchie cuffie di plastica! Oggi i nuovi auricolari sono veri e propri gioielli di alta moda: orecchini a clip o piccoli punti luce in oro e resina. Non tappano l'orecchio e sfruttano piccole vibrazioni per farci sentire la musica o la voce di un assistente digitale direttamente nella testa. Inoltre, ci permettono di ascoltare i nostri brani preferiti senza isolarci dal rumore del mondo estern...

Piuttosto che: opzione o preferenza?

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Bentornati a un nuovo appuntamento di Parole in tasca ! Stasera cosa facciamo? Possiamo guardare una serie TV, piuttosto che uscire a fare una passeggiata, piuttosto che ordinare una pizza... Un momento! Siamo sicuri di aver usato le parole giuste?  Se amate la precisione della lingua italiana, in questa frase c'è un tranello che potrebbe cambiare completamente il senso di quello che volete dire. Oggi affrontiamo un vero e proprio "tormentone" degli ultimi anni: l'uso di " piuttosto che ". Vediamo innanzitutto come se la cavano i nostri due amici 👇🏻 Chiara e Francesco sono seduti sul divano nel tardo pomeriggio, intenti a organizzare il fine settimana tra amici sullo smartphone. Francesco: «Allora, ho scritto nel gruppo: "Sabato possiamo andare al cinema, piuttosto che fare un giro in centro, piuttosto che prendere una pizza da asporto". Così ognuno sceglie quello che preferisce!» Chiara: (alza gli occhi dallo schermo ...

Il tempo mai vissuto

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Esiste una parola strana, a nemoia  ( neologismo d'autore creato nel 2012 dallo scrittore John Koenig per il suo progetto letterario The Dictionary of Obscure Sorrows ) , che descrive la nostalgia per un tempo che non si è mai vissuto; una malinconia inspiegabile per un’epoca in cui non si era ancora nati. Per quanto mi riguarda gli anni '80 e '90 sono stati i protagonisti della mia vita e concordo con il chiamarli "indimenticabili".  Il vivere era diverso, si gestiva tutto diversamente e diversa era la concezione del tempo e dello spazio. Che cosa penserebbe un protagonista dell'epoca digitale in merito a quegli anni? Avrebbe voglia di viverli o sarebbe contento di come trascorre il proprio tempo?  Ho provato a fare venir fuori la sua voce... Tutti parlano di un passato che non ho vissuto. Vedo immagini di cartoni animati e di film che hanno segnato un'epoca, leggo scritte come "Ma che ne sanno i 2000!" sui social e commenti su quant...

Manifestare è un diritto, far paura no

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Se una chat sul telefono svuota le classi... Esprimere le proprie idee, scendere in piazza e protestare è un diritto di tutti. Questa è la democrazia .  Ma quando la protesta si trasforma in violenza, c'è qualcosa che si rompe. Lo stiamo vedendo in questi giorni, le immagini sono terribili, si rimane allibiti di fronte a tutto questo. E, purtroppo, quando quella violenza si sposta nel mondo virtuale e diventa un messaggio sul telefono che minaccia gli adolescenti, si supera un limite pericolosissimo. Nelle ultime ore la paura è entrata nelle case di tante famiglie.  È bastata una notifica sui telefoni dei ragazzi che frequentano le scuole superiori.  Un messaggio girato da chissà chi, pieno di minacce pesanti: si parlava di aggressioni, blocchi e violenze di gruppo contro le studentesse fuori dalle scuole e dalle università. Un passaparola selvaggio che in pochi minuti ha fatto il giro dei gruppi WhatsApp e dei social, rimbalzando di città in città...

Visioni creative L'Amerigo Vespucci e il vascello dei desideri

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L'immagine in questa foto sicuramente sarete in molti a riconoscerla: è la maestosa Amerigo Vespucci , ripartita dal porto di Marina di Ravenna proprio ieri, 18 ottobre, destinazione La Spezia per la consueta sosta lavori e manutenzione di fine tour. Purtroppo le foto non sono mie, ma di alcuni conoscenti che sono andati a vedere questa meraviglia prima che ripartisse per il suo viaggio. Altri di voi l'avranno magari anche visitata da vicino, oltre che fotografata. Sapete che...? ⚓ Una piccola curiosità poco nota : non tutti sanno che a poppa della Vespucci esiste un'elegante balconata in legno chiamata " Giardinetto ". È l'unico veliero navigante al mondo a conservarla ancora. Anticamente, sui grandi vascelli del Settecento, questa balconata serviva ai capitani per coltivare erbe aromatiche e piantine medicinali utili a combattere lo scorbuto durante le lunghissime traversate nell'oceano. Quando la realtà incontra la fantasia 🏴‍...