La pace non è un premio
Oggi la parola PACE è dappertutto: nei titoli dei giornali, nei post sui social, nei discorsi dei potenti. Eppure, più viene pronunciata, più il mondo sembra ignorarla, mentre la violenza non si ferma mai. Perché scriverla ovunque se poi conta solo chi è più forte? Forse per non prendere decisioni più difficili, o per nascondere che questa parola è diventata fragile, quasi invisibile. Tra i banchi di una scuola ci sono dei ragazzi stanchi di promesse vuote. Giorgia e Nicolas,i protagonisti di questa nuova storia, sono stati diretti: per loro la pace non è un trofeo da esibire, ma qualcosa che rischia di sparire sotto un colpo di spugna. La pace non è un premio (dibattito in IV D) Il professor Roveri aveva scritto la parola PACE a caratteri cubitali, occupando tutta la lavagna. Si voltò verso la classe e posò il gessetto. "Allora," disse, cercando lo sguardo di qualcuno tra i banchi, "ne parlano tutti i telegiornali. I capi del mondo dicono che è l'unica via. Ma per v...