Uno Skyline di luci per ricordare
A volte la tecnologia smette di essere fredda e diventa un prolungamento del nostro bisogno di ricordare. L'ho pensato guardando le immagini di New York . Venticinque anni dopo. 11 di settembre . Un quarto di secolo. Com'è possibile che sia passato così tanto tempo se l'odore di quel pomeriggio di settembre, la polvere e quel senso di fine del mondo sono ancora così nitidi davanti agli occhi? Questa volta non erano solo i soliti due fasci di luce blu a tagliare il cielo. C'erano i droni. Duemila novecento settantasette droni...2977. Esattamente uno per ogni respiro spezzato quel giorno. Vederli salire insieme, coordinati da un algoritmo che per una volta ha l'anima, e vederli disegnare nel vuoto le sagome delle Torri Gemelle a grandezza naturale fa un effetto strano. È un'architettura di fantasmi luminosi. Una geometria fatta di niente, eppure così pesante, così vera. Ci ostiniamo a riempire i vuoti. Ricostruiamo con la luce quello che il fuo...