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City car 2026: quando sono i ragazzi a disegnare il futuro.

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Le city car che vediamo ai grandi saloni dell’auto sono diventate spazi aperti, progetti  che nascono dalla voglia di esprimersi.  Cosa c'è di nuovo? Si sta facendo un passo avanti importante perché i grandi brand hanno intenzione di lasciar parlare i ragazzi.  Ma in che modo? Dando loro la possibilità di mettersi in gioco e plasmare il proprio futuro . È una realtà che sta crescendo: i centri stile e le università, infatti,  collaborano  per portare su strada le idee di chi la città la vive davvero. L’esempio concreto è arrivato dalla Milano Design Week 2026 , conclusasi lo scorso 26 aprile. Il progetto " Ciao Futuro " di FIAT ha portato sotto i riflettori tre concept di city car nati dalle matite degli studenti dello IED di Torino e dell'ISIA di Roma.  Ippo: l'essenzialità urbana con interni lavabili e spazi pronti a tutto;   Lumo: una stanza itinerante che gioca con luce e trasparenze per il massimo relax;    Su Misura:  lo spa...

L'angolo dell'intervista Juri Livorati: "I nativi digitali non hanno mai provato la vita di prima e, anche volendo, farebbero fatica a invertire la rotta"

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L'ospite di oggi è uno studioso del comportamento umano, un papà di tre figli che sfida la routine e uno scrittore che, già nel 2012, pubblicava un thriller dal titolo profetico: L’eredità .  Chi segue Jury Livorati sui social lo conosce come il volto di mille personaggi : il capo autoritario, il cliente difficile, l'osservatore dei nostri tempi. Ma dietro lo schermo c’è un percorso meno lineare di quanto si possa pensare. Dopo averlo visto su Rai 1 nel celebre quiz di Marco Liorni , Jury si è fermato per rispondere alle domande che gli ho proposto per il blog. In questa intervista mette da parte la brevità degli algoritmi per raccontare i suoi passaggi di vita: dai tanti lavori trasformati in sketch al bisogno viscerale di creare, fino a una visione lucida e ironica della società in cui siamo immersi. 1) Benvenuto, Jury! Se dovessi descrivere l’umore di questo momento — tra la fine dell'esperienza televisiva a L'eredità e il ritorno alla quotidianità soci...

A te, mamma❤️

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Da figlia dedico queste parole a mia madre che non c'è più. Da mamma spero che i miei figli mi guardino sempre con sguardo innocente e puro. Nel giorno della Festa della mamma ho voluto mettere giù un pensiero che racchiude tante emozioni, sensazioni e ricordi  Un flusso di coscienza fatto di versi di alcune canzoni conosciute. Tracce di te Mi ricordo che stavamo praticamente sempre insieme, tua unica missione era farmi stare bene ( Alex Britti ). Eravamo io e te, tra un "fatti mandare dalla mamma a prendere il latte" ( Gianni Morandi ) e quel tuo modo di essere, affezionata a quella gonna un po' lunga, così elegantemente anni Cinquanta ( Edoardo Bennato ). Viva la mamma perché tu non sei un sogno, tu sei vera ( Edoardo Bennato ). E io ti gridavo: "Ciao mamma, guarda come mi diverto!" (Jovanotti) mentre scoprivo il mondo. Ma il mondo, fuori, sa essere freddo e io ti chiedo: "Difendimi dai lunghi inverni, da tutti i dubbi che non ho, dal mon...

Il primo anno insieme

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365 giorni di blog  È nato tutto per caso.  Così ho iniziato il primo post per presentare me e la mia avventura scritta. È passato un anno , non mi sembra vero,  sono arrivata fin qui dopo aver riflettuto bene sulla linea da seguire e sui contenuti da offrirvi. Non vi nascondo che più di una volta ho pensato di abbandonare tutto, ma qualcuno mi ha detto di non mollare, di continuare a scrivere. Grazie, Laura Venezia , per avermi spronata nel momento in cui ho pensato di "chiudere i battenti" (se volete scoprire la sua storia di fotoreporter di successo, trovate l'intervista scorrendo le pagine del blog). A questo spazio virtuale sto affidando i miei pensieri, è come un diario su cui scrivere le tappe importanti, le sfide, le cadute, i sogni... Attraverso le storie che leggete conoscete un po' me, i miei pensieri e le mie emozioni. Perché? Il mio obiettivo è ancora quello di instillarvi quella "malsana" voglia di leggere e scrivere . " Malsa...

L'angolo dell'intervista. Giacomo Maiolini: "Un video virale o un milione di like non sono certificati di talento, sono solo dati di traffico"

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Definirlo un produttore discografico è riduttivo. Giacomo Maiolini è, prima di tutto, un architetto del tempo e del successo. Nato nel 1963 nel cuore della Franciacorta, ha trasformato un garage di provincia nell'epicentro della dance mondiale fondando, nel 1984, la Time Records . Le cifre della sua carriera sono impressionanti: 120 milioni di dischi venduti, 7 miliardi di stream e oltre 400 certificazioni globali. È l'unico discografico italiano ad aver scalato per quattro volte la vetta della classifica del Regno Unito ed è il " padre " dell' Eurobeat , il genere che ha fatto ballare il Giappone per vent'anni.  Il suo peso nell'industria è tale da aver segnato il definitivo riconoscimento della dance nel tempio della musica italiana: è stato proprio lui, nel 2024 , a portare sul palco del Teatro Ariston per la 74ª edizione del Festival di Sanremo giganti come Bob Sinclar e Gigi D’Agostino , regalando ad Amadeus e al pubblico momenti di st...

Un anno di pensieri in libertà: verso il primo compleanno

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Mancano solo 2 giorni... Sabato 9 maggio il mio blog festeggia il primo compleanno.  È stato un anno intenso, fatto di parole scritte di getto e di riflessioni nate per caso.  Ma perché ho scelto di chiamare questo spazio proprio "Flusso di coscienza"? Una parola difficile, penserete voi, ma niente di più semplice: significa scrivere quello che senti, proprio come ti passa per la testa, senza troppi filtri o paure di sbagliare.  Ecco un esempio concreto del mio caos mattutino:  "Ieri mi  sono svegliata di malumore perché la pioggia incessante della notte e il rumore del temporale mi hanno fatto capire che un'altra giornata di sole era ormai persa e che potevo dire addio ai tiepidi raggi che questa primavera non ha voglia di mostrare e che siamo a maggio  poi verrà giugno il solstizio d'estate e dopo sei mesi saremo di nuovo a Natale non è possibile come vola il tempo e mi sembra così veloce da non starci più dietro ". Per capire meglio la bellez...

​"Il gioco non deve essere realtà": Gabby16bit e il coraggio di restare umani sul web.

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Se navigate su YouTube , è impossibile non esservi imbattuti almeno una volta nel suo sorriso. L'ospite che vi presento oggi è uno dei volti storici del web italiano: Gabby16bit (all’anagrafe Gabriel Weiss). Ha iniziato nel 2013 e da allora non si è più fermato, collezionando numeri stratosferici: 3 milioni di iscritti e oltre 3 miliardi di visualizzazioni . ​Ma dietro i pixel di Minecraft o le sfide su Roblox , chi è davvero Gabriel?  Dovete sapere che in questi 12 anni Gabriel ha fatto di tutto: ha giocato a centinaia di titoli diversi, ha scritto fumetti di successo e oggi si dedica persino allo sviluppo di videogiochi veri e propri. La sua forza è stata quella di restare " family friendly ", diventando un punto di riferimento per migliaia di ragazzi che, nel tempo, sono cresciuti insieme a lui.  Gabriel ha anche un lato molto riflessivo e ci sono aspetti che emergono di lui davvero interessanti... Ve ne svelo qualcuno perché nell'intervista c'è tant...