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L'angolo dell'intervista Intelligenza artificiale: "Solo l'uomo sa cosa significa soffrire o essere felici"

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Chiacchierata con la macchina: se l'IA obbedisce all'uomo, perché ne abbiamo paura? Vi ricordate di The Terminator ? Il cult degli anni '80 con Arnold Schwarzenegger . Lì la minaccia era un classico della fantascienza: i computer prendevano coscienza di sé e decidevano di distruggere l'umanità. Oggi sappiamo che la realtà è molto diversa e che le macchine non hanno un'anima. Eppure, quella sensazione di perdere il controllo rimane.  Per capire come stanno davvero le cose, ho deciso di fare un esperimento: porre queste domande direttamente a un'Intelligenza artificiale generativa. Un'entità fatta solo di codice che non prova emozioni, ma che conosce dall'interno le regole del suo mondo. Ecco com'è andata la nostra chiacchierata. 1) Benvenuta nel mio blog. È un'intervista particolare e spero di non perdermi, quindi vengo subito al nocciolo della questione. L'IA sta prendendo davvero il sopravvento sull'uomo, la persona umana ch...

Parole in tasca Le regole della "d" eufonica

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Benvenuti al secondo appuntamento di Parole in tasca ! Dopo aver rispolverato i confini e le sorprese dell'acca (post del 17 settembre), oggi andiamo a togliere qualche incertezza su una lettera che spesso causa perplessità: la D (eufonica, per gli amici). Quante volte vi è venuto il dubbio amletico davanti alla tastiera o su un foglio qualsiasi? Sicuramente tante. Mettere o non mettere quella "d" eufonica? Spesso si tende ad abbondare, ma la regola della lingua italiana è molto semplice: la d eufonica va usata solo ed esclusivamente davanti a vocale uguale (es.: vado ad aprire;   ed ecco l'ultima proposta). Quando non si usa : non va mai inserita se la parola successiva comincia con una vocale diversa (es. a Empoli e non ad Empoli ) o se inizia già con la lettera "d" (es. a dicembre e non ad dicembre ). Ma allora, se la regola vuole la vocale uguale, perché diciamo sempre " ad esempio " anche se la parola inizia con la " e ...

"Scrivere Creare Immaginare" arriva in libreria e nel circuito delle biblioteche! 🏛️🛍️

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Ho una meravigliosa notizia da darvi!  ✨" SCRIVERE CREARE IMMAGINARE. Un viaggio tra realtà e fantasia " è ufficialmente ordinabile in tutte le librerie fisiche d'Italia!  Questo è possibile grazie alla distribuzione nazionale di Youcanprint , che ha inserito il libro nei circuiti dei più grandi distributori italiani (come Fastbook ). Che sia una grande catena ( Mondadori , La Feltrinelli ,  Giunti ) o la piccola libreria indipendente del vostro quartiere, potete richiedere la copia cartacea direttamente al bancone. 🏛️ Un'altra grande novità: il circuito delle biblioteche Grazie al completamento delle procedure di deposito legale, il volume è stato ufficialmente catalogato e inserito nel database del Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN) . Questo significa che l'opera è ora registrata e custodita nella memoria storica dei libri del nostro Paese! Come fare per averlo in libreria? Ve lo dico subito, è semplicissimo. ▪️Andate dal vostro libraio di fiduc...

Macchine spente, pensieri accesi

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Oggi, 22 settembre, si celebra la " Giornata mondiale senz'auto ". Nata per dare un respiro alle nostre città soffocate dal traffico, questa ricorrenza non è solo un invito ecologico, ma una provocazione culturale.  Ci sfida, infatti, a superare l'automatismo con cui afferriamo le chiavi della macchina anche per fare poche centinaia di metri. Per quanto mi riguarda non ho problemi, la sfida la vinco io... perché a camminare non ho problemi! Quella che, invece, è ormai diventata una necessità è limitare sì l'uso dell'auto per ridurre l'impatto ambientale - le emissioni di CO2 e la qualità dell'aria che respiriamo sono al primo posto - ma volete mettere il risparmio di benzina visti i prezzi dei carburanti? Tuttavia, c'è un beneficio che è spesso invisibile: la riconquista del nostro tempo e della nostra salute mentale. L'abitacolo di un'auto ci isola dal mondo, trasformando il tragitto in una fonte di stress tra semafori, code e...

Pace: dove stiamo sbagliando?

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Questo nome (astratto in grammatica) evoca in me una calma intensa. Se chiudo gli occhi e provo a rifletterci più approfonditamente riesco a trovare un equilibrio che a parole è difficile spiegare. È una sensazione di benessere, di tranquillità, di appagamento. Ebbene, parlare di pace in tempi di guerra è difficile.  Oggi, in occasione della Giornata Internazionale della Pace , sentiamo ancora di più questo peso. Perché, vedete, non è semplice porre fine a tutte le ostilità se non c'è una seria presa di posizione. Non sto parlando di accordi economici e politici, di trattative sottobanco o alla luce del sole... quella non è pace, anche se la chiamano così. Pace è accontentarsi di quello che si ha. Pace è non voler a tutti i costi invadere il territorio di un altro. Pace è aiutare chi è in difficoltà, non perseguitarlo. Pace è vivere bene con tutti. Ho pensato a questa storia, mentre riflettevo su cosa scrivere...i bambini sono il nostro futuro, e chi più di loro ha biso...

Tempo di autunno, tempo di giochi: come sono cambiati

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Ci sono giorni in cui i cassetti della memoria si aprono e mi ritrovo catapultata in un momento vissuto. Oggi è capitato ai giocattoli ... che dire, ho giocato tanto con bambole e bambolotti, a ognuno davo un nome e mi mettevo lì a fare la maestra, oppure a servire dei gustosi piatti che la fantasia di quel momento creava. Poi sono arrivate le Barbie, con tutti i loro accessori, i piccoli mobili, la macchina telecomandata, la vespa, il cavallo e i pomeriggi diventavano infiniti. Rivedere oggi quei momenti mi fa pensare a come cambia il tempo, e a come certe atmosfere sappiano tornare puntuali ogni anno. L'aria mattutina fresca che profuma di settembre, le giornate che iniziano ad accorciarsi e la sera che arriva un po' prima: siamo nella stsgione in cui la casa torna a essere il centro della creatività, del calore e, naturalmente, del gioco .  Ma se osserviamo con attenzione la realtà di oggi, ci accorgiamo che il modo di giocare è cambiato radicalmente negli ultimi...

🍜 Ricetta per un venerdì sera perfetto

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Oggi voglio proporvi una ricetta , ma non di quelle da Master Chef o da creator di TikTok. L'altra sera una nuova notizia in TV mi ha dato lo spunto per questo post.  È indirizzato soprattutto a voi ragazz@ tra i 13 e i 19 anni. Vi dico che ho messo a disposizione tutti gli ingredienti che animano la vostra esistenza adesso (nel servizio mandato in onda sono proprio questi i punti emersi): l'ansia per le guerre là fuori, gli interrogativi sul lavoro , il sogno di svoltare facendo gli influencer e, purtroppo, anche l'ombra tossica del gioco d’azzardo online, che per tanti sta diventando una dipendenza da cui è difficile staccarsi. Sembra una ricetta alquanto indigesta se ci fate caso, di quelle che ti lasciano con lo stomaco chiuso, con l'amaro in bocca. Dopo la prima settimana intera di scuola (o la seconda, dipende dalla vostra regione di appartenenza), tra il trauma della sveglia alle sei/sette, e i corridoi affollati, la batteria sociale è ufficia...