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Visioni creative L'Amerigo Vespucci e il vascello dei desideri

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L'immagine in questa foto sicuramente sarete in molti a riconoscerla: è la maestosa Amerigo Vespucci , ripartita dal porto di Marina di Ravenna proprio ieri, 18 ottobre, destinazione La Spezia per la consueta sosta lavori e manutenzione di fine tour. Purtroppo le foto non sono mie, ma di alcuni conoscenti che sono andati a vedere questa meraviglia prima che ripartisse per il suo viaggio. Altri di voi l'avranno magari anche visitata da vicino, oltre che fotografata. Sapete che...? ⚓ Una piccola curiosità poco nota : non tutti sanno che a poppa della Vespucci esiste un'elegante balconata in legno chiamata " Giardinetto ". È l'unico veliero navigante al mondo a conservarla ancora. Anticamente, sui grandi vascelli del Settecento, questa balconata serviva ai capitani per coltivare erbe aromatiche e piantine medicinali utili a combattere lo scorbuto durante le lunghissime traversate nell'oceano. Quando la realtà incontra la fantasia 🏴‍...

La merenda oggi si fa di corsa

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Ieri ci siamo lasciati con il ricordo dei nostri pomeriggi rilassanti e alle invitanti merende che ci aspettavano davanti alla TV dopo aver fatto i compiti. Ma se oggi aprissimo lo zaino dei ragazzi, quali spuntini troveremmo? Le abitudini sono cambiate parecchio. Una recente indagine della Unione Italiana Food mostra uno scenario diverso: la merenda dei più giovani, oggi, si fa di corsa . Mentre noi avevamo il piacere di stare seduti in cucina, o sul divano della sala, i ragazzi di oggi non ne hanno il tempo perché hanno giornate piene come quelle dei grandi: scuola, corsi di inglese, musica, sport. I numeri lo confermano e ci fanno capire come si è trasformato questo momento. • Tutto fuori casa : quasi un ragazzo su due (il 47%) fa merenda fuori casa. Lo snack si mangia al volo, in macchina o sui mezzi pubblici, mentre ci si sposta da un impegno all'altro. • Vince la comodità : per l'84% dei genitori la parola d'ordine è "praticità". Nello zaino si...

Spezzare la fame, ritrovare il buonumore

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Merenda, pausa, break: a cosa vi fanno pensare? Il mio ricordo corre subito a quando di pomeriggio, dopo i compiti, l'acquolina in bocca si faceva sentire. C’era un momento preciso in cui lo stomaco diceva "basta". Arrivava in mezzo al pomeriggio, magari davanti alla TV, e si sentiva il bisogno di "qualcosa di buono". Per molti di noi, quel momento profumava di pane e Nutella, di una fetta di torta o di biscotti fatti in casa, del rumore della plastica di una merendina scartata in fretta. Oggi gli esperti lo chiamano con paroloni inglesi come snacking o lo definiscono il "quarto pasto". Ma la verità è molto più semplice: la merenda è una cosa che ci fa stare bene. È una mappa dei nostri ricordi. Anche oggi che siamo adulti, il modo in cui facciamo una pausa al lavoro o a casa assomiglia molto a quel vecchio rito.  Abbiamo solo cambiato ingredienti, divisi in tre grandi categorie: • Il gruppo del salato : quelli che nel cassetto della scriv...

A me mi: errore o licenza poetica?

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Bentornati a un nuovo appuntamento di Parole in tasca . Spero tanto che queste micro lezioni a voi vi piacciano. Sono degli spazi che possono farvi sciogliere a voi dei dubbi, delle incertezze e...ops, un attimo! Qui c'è qualcosa che non va. Ve ne siete accorti? A me mi sembra di aver sbagliato qualcosa... Eh, sì oggi affrontiamo proprio uno dei grandi spauracchi della nostra infanzia, quella frase che ha fatto sobbalzare generazioni di insegnanti: " A me mi ". Quante volte ce lo siamo sentiti dire? " A me mi non si dice! ". Ep pure, nel parlato quotidiano, ci scappa in continuazione per dare enfasi e rinforzare ciò che diciamo. Ma tra la regola grammaticale e l'espressività della lingua parlata c'è una bella differenza. Vediamo come la pensano i nostri due amici prima di fare chiarezza👇🏻 Chiara è seduta alla scrivania, intenta a correggere la bozza di un articolo con un evidenziatore in mano. Francesco, dall'altra parte della st...

Cosa guardare in TV?

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Viaggio nei palinsesti che hanno diviso la famiglia Nel blog di ieri ( 14 ottobre n.d.r. ) vi ho parlato di come la televisione sia cambiata nel corso degli anni: dai modelli enormi che troneggiavano nelle case ai modelli tascabili di oggi. Ci siamo mai chiesti, invece, come sono cambiati i programmi ? Ve lo ricordate il dramma del telecomando?  Oggi vorrei soffermarmi proprio su questo... C’è stato un tempo in cui il salotto si trasformava in un vero campo di battaglia. La posta in gioco? Decidere cosa guardare in TV. Tra fratelli e sorelle era una guerra spietata all’ultimo secondo per conquistare la scelta dei cartoni animati subito dopo la scuola.  Chi arrivava prima sul divano decideva il destino del pomeriggio, tifando per i gol infiniti di Holly e Benji , le trasformazioni di Sailor Moon o le battaglie di Dragon Ball . Chi perdeva si rassegnava e, poi, provava a negoziare un cambio canale durante la pubblicità. La sera ci si riuniva tutti davanti agli sche...

Dallo schermo gigante a quello tascabile

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Come ha cambiato forma la nostra TV?  Se ci fermiamo un attimo a pensare a come è fatta la televisione oggi, c'è da rimanere a bocca aperta. La tecnologia non ha modificato solo i programmi, ma ha trasformato completamente l'oggetto stesso. Siamo passati, infatti, in pochi decenni da un mobile di legno pesantissimo al centro del salotto a uno schermo sottile come un foglio di carta, fino a far entrare la televisione direttamente nelle nostre tasche. Ripercorriamo insieme le tappe di questa evoluzione e scopriamo un posto bellissimo in Italia dove poter fare un vero viaggio nel tempo. Le tre grandi età della televisione 1. Il mobile di famiglia (anni '50 - '80) La televisione in bianco e nero arriva in Italia nel 1954 ed è un vero oggetto di lusso. Non è fatta di plastica, ma di legno massiccio, spesso con una serrandina per coprire lo schermo quando è spenta. È pesantissima e diventa il centro della casa: tutta la famiglia si siede davanti a lei a orari fi...

Il valore di un bacio spontaneo

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Il legame tra genitori e figli è indissolubile anche in una realtà tecnologica come quella di oggi, che alza barriere e traccia confini. Un bacio spontaneo è la cosa più bella di questo mondo, acquista un valore immenso e fa ancora emozionare. Dall'altro c'è il bisogno naturale di protezione, di calore, di quel "bene vero" che nessuna notifica potrà mai replicare. Un cellulare può vibrare cento volte al giorno, ma non potrà scaldare le mani e il cuore.  Può regalare mille "mi piace" da sconosciuti su Instagram o TikTok, ma non riempirà mai il vuoto che si cura solo con lo sguardo di una mamma o di un papà.  Crescere un figlio oggi significa guidarlo in questa nuova realtà. Anche se in ogni famiglia esistono regole chiare e momenti stabiliti in cui staccare la spina, sappiamo bene quanto sia forte il richiamo di quello schermo per i ragazzi. Eppure, dietro questa tecnologia che sembra allontanarci sempre più, il bisogno di affetto non è cambiato....