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Auto volanti e targhe personalizzate: il futuro è adesso

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Avete presente gli ormai vecchi film di fantascienza dove le macchine volavano nel cielo? Sembravano così lontani dalla nostra immaginazione che si faceva davvero fatica a pensare che potessero diventare realtà. Ebbene, ci stiamo arrivando sul serio, ma con un tocco di burocrazia all'italiana. Nelle ultime settimane sono uscite due notizie incredibili che cambieranno il nostro modo di pensare alle automobili. 1. Arriva la prima auto volante   Elon Musk ha presentato il prototipo della nuova Tesla Roadster , una vera e propria macchina elettrica che riesce a staccarsi da terra e fare piccoli balzi in aria.  Come ci riesce? Usa 10 piccoli motori ad aria compressa presi in prestito dai razzi spaziali di SpaceX (l'azienda aerospaziale di Musk che costruisce i razzi che vanno nello spazio e che atterrano da soli). In pratica, ha preso la tecnologia delle astronavi e l'ha montata sotto una macchina!. Dovrebbe uscire sul mercato nel 2028. Ma attenzione...costa una fort...

Cronache feline

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Oggi con la rubrica Visioni creative andiamo a immergerci nel profondo della scrittura creativa, esplorando come un'immagine insolita possa risvegliare storie e punti di vista inaspettati. La pausa meritata   Diciamoci la verità: i gatti non sono sempre così eleganti come pensiamo. Questo gatto grigio tigrato sembra proprio uno di noi quando siamo stanchi morti. Seduto con la pancia all'aria, le zampe larghe e una faccia un po' seccata, sembra proprio bloccato in una tipica "giornata no". Ma sotto questa aria buffa, si nasconde un piccolo filosofo della strada. Il monologo del gatto "Sì, ridete pure. Voi umani correte sempre, lavorate, vi agitate. Io invece sto qui, appoggiato a questo muro vecchio, sotto un segno giallo che non si capisce nemmeno cosa sia e ho capito tutto della vita. Non serve correre tanto. Sapete qual è il segreto? È sedersi sul marciapiede e godersi il nulla. E adesso, per favore, lasciatemi dormire". Tocca a te 🫵🏻 P...

Il vuoto di memoria

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Non ci si fa mai caso, eppure credo che succeda a tutti. Stiamo dicendo o facendo qualcosa e poi... puff... all'improvviso, in un attimo, ce ne dimentichiamo. Ti ritrovi immobile in corridoio con la postura di un manichino difettoso e lo sguardo fisso sul quadro del pittore di cui non ricordi mai il nome. Perché sono qui? Volevo prendere le chiavi dell'auto, stavo andando a fare la lavatrice o dovevo fare uscire il cane? Nel dubbio rimani lì, congelato, mentre il cervello cerca disperatamente un richiamo, un collegamento prezioso che non arriva.  La scienza la fa facile, lo chiama " effetto soglia ": dice che attraversare una porta resetta la memoria a breve termine. Praticamente le porte sono come quelle strane creature in Harry Potter , quelle che si nutrono di ricordi positivi...i dissennatori  ecco, proprio loro, che ci lasciano lì a fissare il vuoto. La cosa peggiore è quando ti succede davanti al frigorifero aperto. Oltrepassi la soglia della cucina...

L'angolo dell'intervista Lucia Mascino: "Abbiamo bisogno del racconto delle cose per capirle"

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Ho l'immenso piacere di aver ospite nel mio blog un'attrice che sicuramente avrete visto nel piccolo schermo ultimamente. Una professionista straordinaria che con ben quattro candidature ai Nastri d'Argento e la vittoria del Premio Anna Magnani   ha saputo lasciare il segno nel piccolo schermo attraverso progetti di successo come Una mamma imperfetta di Ivan Cotroneo, la serie Sky I delitti del BarLume nei panni del commissario Vittoria Fusco e, di recente, nel toccante ruolo di Antonia Salzano nel film tv di Canale 5 Il mio nome è Carlo , dedicato alla storia di Carlo Acutis. Ma Lucia Mascino  si distingue soprattutto per una rara profondità artistica, maturata in anni di teatro al fianco di maestri come Danio Manfredini . Per lei la recitazione non è intrattenimento da algoritmi, ma una forma di resistenza culturale. È la capacità di  « attraversare la fragranza della vita attraverso una finzione per celebrare quella vera che a volte viviamo senza accorgercene ». ...

La moda ci veste e si connette con noi

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Hai mai desiderato che un oggetto potesse sentire i tuoi stati d'animo, proteggerti in silenzio o cambiare forma insieme ai tuoi pensieri? Siamo abituati a pensare ai gadget come a oggetti freddi, qualcosa da impugnare o guardare. Ma la tecnologia  si sta insinuando velocemente nei nostri armadi: non si tiene più in mano, si indossa e diventa una seconda pelle che si confonde con le attuali abitudini. Diventa invisibile, intima e complice dei momenti più sinceri. Ecco come la moda sta diventando un’estensione della nostra mente👇🏻 1. Orecchini che sussurrano idee Dimentica le vecchie cuffie di plastica! Oggi i nuovi auricolari sono veri e propri gioielli di alta moda: orecchini a clip o piccoli punti luce in oro e resina. Non tappano l'orecchio e sfruttano piccole vibrazioni per farci sentire la musica o la voce di un assistente digitale direttamente nella testa. Inoltre, ci permettono di ascoltare i nostri brani preferiti senza isolarci dal rumore del mondo estern...

Piuttosto che: opzione o preferenza?

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Bentornati a un nuovo appuntamento di Parole in tasca ! Stasera cosa facciamo? Possiamo guardare una serie TV, piuttosto che uscire a fare una passeggiata, piuttosto che ordinare una pizza... Un momento! Siamo sicuri di aver usato le parole giuste?  Se amate la precisione della lingua italiana, in questa frase c'è un tranello che potrebbe cambiare completamente il senso di quello che volete dire. Oggi affrontiamo un vero e proprio "tormentone" degli ultimi anni: l'uso di " piuttosto che ". Vediamo innanzitutto come se la cavano i nostri due amici 👇🏻 Chiara e Francesco sono seduti sul divano nel tardo pomeriggio, intenti a organizzare il fine settimana tra amici sullo smartphone. Francesco: «Allora, ho scritto nel gruppo: "Sabato possiamo andare al cinema, piuttosto che fare un giro in centro, piuttosto che prendere una pizza da asporto". Così ognuno sceglie quello che preferisce!» Chiara: (alza gli occhi dallo schermo ...

Il tempo mai vissuto

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Esiste una parola strana, a nemoia  ( neologismo d'autore creato nel 2012 dallo scrittore John Koenig per il suo progetto letterario The Dictionary of Obscure Sorrows ) , che descrive la nostalgia per un tempo che non si è mai vissuto; una malinconia inspiegabile per un’epoca in cui non si era ancora nati. Per quanto mi riguarda gli anni '80 e '90 sono stati i protagonisti della mia vita e concordo con il chiamarli "indimenticabili".  Il vivere era diverso, si gestiva tutto diversamente e diversa era la concezione del tempo e dello spazio. Che cosa penserebbe un protagonista dell'epoca digitale in merito a quegli anni? Avrebbe voglia di viverli o sarebbe contento di come trascorre il proprio tempo?  Ho provato a fare venir fuori la sua voce... Tutti parlano di un passato che non ho vissuto. Vedo immagini di cartoni animati e di film che hanno segnato un'epoca, leggo scritte come "Ma che ne sanno i 2000!" sui social e commenti su quant...