Il messaggio nascosto nella bottiglia

▶️ Sulla spiaggia trovi una bottiglia con un messaggio che non è un desiderio, ma una richiesta d'aiuto disperata. 
Racconta la storia di chi ha scritto quel messaggio e del mistero che nasconde.


Come ogni mattina passeggio in riva al mare. Mi piace quella sensazione di pace che provo guardando l'immensa distesa blu, è il momento in cui riesco a distaccarmi dai problemi quotidiani e a ricaricare le batterie. Il mio lavoro mi soddisfa molto, aiutare gli altri è stata sempre la passione più grande e, nella comunità in cui presto servizio, siamo una grande famiglia.
Mentre cammino, però, qualcosa attrae la mia attenzione. 
Mi chino e vedo una bottiglia; chissà chi l'avrà lasciata qui, meglio prenderla e...ma un attimo, non è vuota. Guardo meglio e scorgo un foglio all'interno. Cerco di estrarlo con cautela e trovo un messaggio scritto a penna. Sarà un desiderio, penso subito, ci sono ancora quelli che consegnano al mare i loro sogni. 
Poi leggo: "Aiutatemi, sono disperata e non so come fare per andare avanti. Non ce la faccio più a vivere così". Sarà uno scherzo... continuo a leggere e noto che in fondo ci sono un nome e anche un numero di telefono. Corro a casa, mi preparo velocemente e vado in ufficio. Prendo il foglietto e leggo nuovamente il contenuto con più attenzione. Non mi costa nulla chiamare e così digito il numero e, dopo qualche secondo, mi risponde una voce di donna. "Sono Richard e ho trovato il tuo messaggio nella bottiglia. Sei tu Elly?".
"Sì, sono io, pensavo che mai nessuno l'avrebbe trovato". 
"Cosa posso fare per te? - le chiedo - Possiamo incontrarci e parlare. Dove vivi?"
Mi dice il nome del posto e credo che non sia un problema raggiungerlo, sono a circa a due ore di strada. E così mi metto in macchina. Arrivo facilmente all'indirizzo e suono al campanello. "Puoi entrare - sento dire dall'interno - la porta è aperta".
Entro e trovo una donna con un bambino piccolo in braccio. "Sei Elly, vero?"
"Sì, sono io, accomodati".
Mi siedo e ascolto pazientemente la sua storia.


Elly è una ragazza madre e vive in quella casa come ospite della sorella del padre. Ha lasciato i suoi genitori da un po' di tempo, non voleva che sapessero della sua condizione. Così ha detto loro di essersi iscritta all'università e di  aver accettato l'aiuto della zia per risparmiare sulle spese di affitto.
Per qualche mese la situazione è riuscita a gestirla ma, dopo la nascita del bambino, ha cominciato ad avere dei grandi rimorsi. Così la zia le ha consigliato di rivolgersi a qualcuno per farsi aiutare. Conosceva la fama di Richard, la sua bravura come assistente sociale e, così, aveva lasciato di proposito la bottiglia sulla spiaggia.
"Quindi sapevi dei miei spostamenti? - le chiedo sbalordito - e che tutte le mattine vado in spiaggia".
"Sì, lo sapevo - risponde Elly a bassa voce - il fatto è che ho bisogno di riavvicinarmi alla mia famiglia e non so in che modo. Il mio piccolo John non ha un papà e mi vergogno di raccontare la verità ai miei genitori. Loro sono di un'altra generazione, non capiranno mai, non mi perdoneranno mai. Ma non posso continuare a nasconderlo per sempre e non posso fingere di studiare e stare qui dalla zia per chissà quanto tempo".
Prendo molto a cuore il problema e decido di aiutare la ragazza. Torno a casa e, il giorno dopo, stabilisco il piano di azione: contattare i genitori, incontrarli, spiegare delicatamente la situazione e fare in modo di accorciare le distanze tra loro e la figlia. E così faccio.
I genitori di Elly rimangono colpiti dalle notizie che comunico, ma non mi sembrano molto all'antica infatti mi chiedono subito di vedere la figlia e il nipotino. È arrivato il momento dei chiarimenti. E così tutti gli equilibri si ristabiliscono: Elly può riacquistare la serenità persa e contare  sull'aiuto dei suoi genitori.


(Immagini generate con l'aiuto dell'intelligenza artificiale)

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