Il personaggio di un libro incontra il suo lettore

Ecco un'idea per il racconto di oggi: 
il personaggio di un libro decide di uscire dalle pagine e incontrare il suo lettore. 

L'obiettivo è quello di esplorare il rapporto tra autore, personaggio e lettore. Si tratta di un'opportunità per giocare con la metafiction, creando situazioni inaspettate e stimolando la riflessione sulla natura della finzione e della realtà.

Ecco il mio racconto. Buona lettura👇🏻

L'inchiostro prende vita tra sogno e realtà 


In una grigia mattina di ottobre Rose è alle prese con il suo nuovo romanzo. Deve riuscire a completare il quinto capitolo senza alcuna distrazione. Ha spento il cellulare e ha staccato il citofono perché sono ancora in tanti a cercarla dopo l'intervista che ha rilasciato il giorno prima per pubblicizzare l'uscita del secondo best seller. "È impossibile stare dietro a tutti - pensa - devono accontentarsi di quello che ho dichiarato ieri al tg".
All'improvviso, con la coda dell'occhio, vede qualcosa muoversi alla sua destra. Volta la testa verso i libri che sono sul tavolo, ma è tutto in ordine. Torna a scrivere sorseggiando la sua cioccolata calda e, nuovamente, un movimento la distrae dal lavoro. Lo sguardo si poggia ancora sui libri. Lascia la penna e la tazza, tocca la copertina del libro e questa si apre inaspettatamente da sola. Le pagine iniziano a girare sotto lo sguardo meravigliato di Rose e si fermano alla numero centoventicinque. "È il capitolo che ho letto ieri pomeriggio sul divano - ricorda - quello su Ivanohe...ma che senso ha?"
"Salve Rose, ti stavo aspettando".
"Ma chi ha parlato?
"Io..."
"Io chi...?"
"Ivanhoe, un attimo che esco da questa pagina".
Rose non riesce a credere alle sue orecchie: Ivanhoe si starebbe materializzando lì davanti a lei? Sarà la stanchezza a giocarle questi scherzi, come è possibile una cosa del genere?
Ed ecco che, invece, il cavaliere riesce a farsi largo tra le parole stampate e a venire fuori. 

"Non è vero - esclama Rose - non posso crederci, sei qui davanti a me? No, no, è un sogno...ora mi sveglio e tu non ci sei più..."
Il cavaliere, con il suo elmo in mano e la spada nell'altra, si fa avanti.
"Sarei voluto uscire da queste pagine già da diverso tempo ma ho preferito aspettare. Finalmente ti vedo di persona ...Ricordo ancora quando hai letto di me la prima volta, tanti anni fa, e di come sei rimasta affascinata dal mio mondo e dalla mia storia".
"Sì, è vero... è stata una lettura fantastica e non riuscivo a staccare gli occhi dal libro, era come essere presente in quelle pagine. E rileggerle di nuovo è un po' come tornare a quei tempi... Ma come può succedere una cosa simile?"
Rose è incredula, ma lui è lì, il suo cavaliere preferito, figlio del nobile sassone Cedric di Rotherwood, allontanato dal padre a causa della sua amicizia con il re normanno Riccardo Cuor di Leone. Proprio lui, innamorato della bella lady Rowena, è lì. Che emozione!
"Non so neanche io il motivo per cui sono qui, una forza sconosciuta mi ha come liberato ed eccomi davanti a te".
Il leggendario Ivanhoe in casa sua, il prode cavaliere è lì nella sua cucina. Ricorda di aver letto il libro tutto d'un fiato quando era una studentessa e quelle avventure non le ha mai dimenticate.
"...– Il mio nome – disse il cavaliere togliendosi l’elmo – è più conosciuto del tuo, Malvoisin, e la mia nobiltà più pura della tua. Io sono Wilfred di Ivanhoe -"
Rose legge queste parole a voce alta. La scena appena vissuta si dissolve e tutto torna alla normalità. "Forse mi sono assopita...per un attimo ho sognato di vedere Ivanhoe qui in carne ed ossa".
Chiude il libro e torna a dedicarsi al suo romanzo.

"Scrivo romanzi, invento avventure, scrivo di sogni, e sono rimasta bloccata nel mio".  Rose fissa le fiamme del camino e riflette sul forte potere che hanno i libri nel subconscio: "riescono ad intrappolarci in storie che possiamo vivere con i nostri amati protagonisti e ad accompagnarci per tutta la vita".


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