Il trasformismo della vita

▶️ Sei conosciuto in tutto il mondo come il "maestro del trasformismo" e come un artista in grado di cambiare personaggio e scena in un battito di ciglia. Ma cosa succede quando la magia si spegne? Scrivi una storia in cui devi affrontare una situazione di vita quotidiana (come fare la spesa, prendere un autobus o cucinare una torta) senza i tuoi strumenti scenici, la tua musica o la tua capacità di trasformarti.

L'obiettivo della traccia è:
✔️ usare la tua creatività per calarti nei panni di un maestro del trasformismo e cambiare la realtà in modo completamente nuovo e inaspettato. 
➡️ Come affronterai gli ostacoli che incontri? ➡️ Come creerai un personaggio in una situazione di vita normale? 

Questa traccia avrei dovuto usarla per Arturo Brachetti, il vero maestro del trasformismo, al quale avevo inviato l'invito per un'intervista da pubblicare sul blog (purtroppo, attualmente, il maestro è impegnato nei suoi spettacoli e l'appuntamento è solo rinviato).

Ecco cosa ho immaginato👇🏻

Il trasformismo della vita

Il campanello della metropolitana suonò, un suono acuto e stridulo che riuscí a strapparmi dai miei pensieri. Dimenticai per un attimo che non ero più sul palcoscenico, con i riflettori accesi, ma ero semplicemente un uomo che cercava di non inciampare tra la folla. Il  consumato costume di scena era stato sostituito da una maglietta e un paio di jeans, la musica che di solito accompagnava gli spettacoli era assente e la mia capacità di trasformarmi in un'altra persona era svanita.

Dopo anni e anni di notorietà, di acclamazioni e applausi, mi ritrovai nel cuore della città, un labirinto di strade e marciapiedi affollati, senza avere più avere il dono che ho sempre utilizzato.
Ero conosciuto come Mirage e i teatri del mondo erano stati la mia casa. 
Ho avuto l'onore e il pregio di esibirmi davanti a platee importanti e ero arrivato agli apici del successo con il suggestivo dono del trasformismo. Ho incantato regine, imperatori, sceicchi, la mia fama era arrivata da una parte all'altra del pianeta e avevo attraversato i secoli più diversi.
In quest'epoca ricordo di essere stato più volte.
Dovevo comprare semplicemente del pane e del latte. Un'impresa banale per chiunque, ma per me era diventata una vera sfida perché non potevo usare i miei poteri. Non potevo creare un'illusione per farmi strada tra la gente o trasformare i marciapiedi in un sentiero incantato. Dovevo camminare, un passo dopo l'altro, come tutti gli altri.
Mi sentivo strano e vulnerabile; ogni volta che una persona mi passava accanto, avvertivo una fitta di ansia. E se mi avessero riconosciuto? Se avessero visto che ero solo un uomo comune? Il cuore batteva forte nel petto, non avevo mai provato questa sensazione, neanche durante le esibizioni.
Arrivai finalmente al supermercato. Le luci fluorescenti mi sembrarono troppo intense, i rumori dei carrelli che sbattevano tra di loro assordanti. Le corsie erano lunghe e infinite, piene di prodotti che non riuscivo a riconoscere. Cercai il pane e ogni tipo sembrava uguale all'altro. Stessa cosa per il latte.
Alla fine, dopo aver girato in tondo per quella che sembrò un'eternità, trovai quello che mi serviva. Andai verso la cassa e davanti a me c'era una signora anziana con un carrello pieno di acquisti. Mi sentii un po' ridicolo, un eroe senza poteri, un mago senza bacchetta. La signora si voltò e mi sorrise. E in quel sorriso, vidi una scintilla di gentilezza, una luce che mi fece sentire un po' meno solo.
Pagai e uscii dal supermercato. Il sole stava tramontando e, per la prima volta, avvertii un senso di pace. Non avevo bisogno dei miei strumenti scenici per affrontare il mondo, della musica o della capacità di trasformarmi. Ero semplicemente io, un uomo con un sacchetto di pane e latte, che tornava a casa. E forse, per la prima volta, era abbastanza.


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