Soraya l'insegnante di vita

Inventate un racconto in cui il/la protagonista deve scegliere qual è la strada migliore per risolvere un problema. Immaginate anche due/tre finali diversi a cui la scelta può portare.

Obiettivo:
➡️ esplorare il tema della scelta e delle sue conseguenze. La traccia chiede di inventare una situazione problematica in cui il protagonista si trova di fronte a diverse opzioni, ognuna con i suoi pro e contro. 

Questo tipo di esercizio serve a:
✔️ sviluppare la capacità di costruire una trama: richiede di creare un conflitto chiaro, presentare le possibili soluzioni e i rischi associati a ciascuna, e poi mostrarne le diverse risoluzioni;
✔️ analizzare i personaggi: la scelta del protagonista riflette la sua personalità, i suoi valori, e il suo modo di affrontare le difficoltà;
✔️ i finali alternativi evidenziano come una singola decisione possa cambiare radicalmente il corso degli eventi, portando a risultati molto diversi;
✔️ stimolare la creatività e l'immaginazione: è un esercizio utile per chi vuole migliorare la propria abilità di narratore, imparando a gestire la suspense e a dare profondità alle decisioni dei personaggi.

▶️ Questo è il mio racconto👇🏻

Spero che ti piaccia! Se volessi continuare, quale finale sceglieresti?

Soraya l'insegnante di vita

La serata con gli amici poteva aspettare, non si sarebbero offesi perché la conoscevano bene. "Prima il dovere e poi il piacere, ormai è il mio mantra - diceva Soraya - vi lascio, ci sentiamo più avanti così ci aggiorniamo". Riattaccò il telefono e guardò i temi dei suoi alunni sulla scrivania dello studio. Come sempre era ansiosa di leggerli e di conoscere i sogni e le paure di quei bambini che stavano crescendo a vista d'occhio.
Soraya era insegnante di italiano in una scuola media di Torino. Si trovava in quella città da tre anni dopo aver accettato il trasferimento dalla primaria di San Benedetto del Tronto, dove viveva con la sua famiglia. Di carattere era molto espansiva, credeva nella sua professione e gli alunni le volevano un gran bene. Ogni giorno tornava a casa con un qualcosa in più e sperava di essere anche lei un punto di riferimento importante per i suoi ragazzi.
Prese i fogli e iniziò a leggere i temi assegnati il giorno prima. Il suo sorriso diminuí mentre scorreva gli occhi su quanto aveva scritto Lorenzo: "Non ho bisogno di nessuno, non voglio nessuno, da solo sto bene e non voglio più tornare a scuola". 
Lorenzo era un ragazzino molto sensibile, anche se nascondeva quella parte del suo carattere dietro una facciata da duro ad ogni costo. 
"Cosa gli sarà successo? - pensava Soraya - In effetti sono diversi giorni che lo vedo turbato e triste. Anche ieri ha risposto male ai compagni...". Finì di correggere gli altri temi e il foglio di Lorenzo lo mise in alto; il giorno successivo avrebbe cercato di parlare con lui, non poteva fare finta di niente. Dopo una notte abbastanza inquieta, Soraya si alzò e si preparò per andare a scuola. Una volta in classe cercò con lo sguardo il ragazzo, ma non lo trovò. Il giorno successivo e anche i due seguenti Lorenzo non si fece vedere. Non era normale che si assentasse per così tanto tempo. Chiese agli altri ragazzi ma nessuno aveva sue notizie. Cosa doveva fare: parlare con i suoi genitori? E se non avessero accettato questo tipo di intromissioni? 
Lasciare che Lorenzo capisse da solo? Era ancora in una fase in cui aveva bisogno di qualche aiuto...non poteva fare finta di niente.

FINALE 1) Cercò il numero dei genitori e si ripromise di chiamarli durante la pausa pranzo. 
Prese appuntamento e si incontrarono nel cortile della scuola. Spiegò loro che le parole scritte da Lorenzo nel tema l'avevano turbata. La mamma allora raccontò che la settimana precedente avevano deciso di andare a vedere la partita di calcio allo stadio ma, per un contrattempo, il programma era saltato. Lorenzo, da gran tifoso, rimase molto deluso e non uscì per tutto il giorno da camera sua. Sicuramente la poca voglia di andare a scuola era per questo motivo. 
Soraya capì il problema e il giorno dopo, vedendo finalmente in classe il ragazzo, lo prese in diparte e gli spiegò che nella vita bisognava avere il coraggio di affrontare anche le situazioni spiacevoli, di non rabbuiarsi subito perché sicuramente ci sarebbero state altre occasioni per andare allo stadio. 

FINALE 2) ...i genitori spiegarono che Lorenzo era tornato a casa in lacrime perché alcuni compagni lo avevano preso in giro dopo aver fatto scena muta con la professoressa di scienze. Soraya, una volta in classe, spiegò si ragazzi che ridere di un compagno che non sapeva la lezione non era un comportamento rispettoso e che anche loro avrebbero potuto trovarsi nelle stesse condizioni. "Ricordate - disse - bisogna imparare a gestire le proprie emozioni e riconoscere i limiti degli altri". Il giorno dopo Lorenzo tornò in classe con una espressione diversa in viso, molto più serena e raccontò alla sua insegnante che alcuni compagni erano andati da lui a scusarsi e a studiare insieme.

FINALE 3) ...i genitori chiesero scusa per il comportamento del figlio. In quei giorni voleva essere lasciato da solo...la ragazzina che aveva invitato al cinema non si era presentata all'appuntamento e, una volta a casa, si era rinchiuso in camera. 
Soraya prese da parte Lorenzo e parlò con lui della bellezza dei primi amori, del cuore che batteva all'impazzata, dei rifiuti e anche del coraggio di guardare avanti. Tornato in classe un'altra compagna gli andò vicino e gli chiese di andare con lei alla prima del film che avrebbero proiettato quel fine settimana. Soraya lo guardò sorridendo e lui accettò con gioia l'invito.

(Immagini generate dall'intelligenza artificiale)

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