C'è chi la chiama influencer e chi vede solo un ukulele in un video di Instagram. Ma per capire davvero Alex AllyFy bisogna guardare oltre lo schermo, dove l'energia di Catania si mescola alla polvere dell'Etna e al suono dolce di "Luke". Alessandra Fichera ha fatto qualcosa di raro: ha preso quella "vocina" che molti criticavano e l'ha trasformata in un gancio potente per sfidare i pregiudizi, portando la sua musica nei territori dell'elettronica e dell'hip hop.
Mentre oggi molti artisti rincorrono i grandi numeri e le logiche dei social, lei preferisce mettere al centro l'autenticità. Attraverso la sua ironia siciliana riflette le contraddizioni che appartengono a tutti noi, trasformando il gioco comico in un racconto collettivo. Il suo è un percorso costruito un accordo alla volta, partendo dalla solitudine di una cameretta per arrivare a parlare di salute mentale, ambiente e radici con la forza di chi non ha paura di mostrare le proprie crepe.
In questa chiacchierata per Flusso di coscienza, Alessandra si racconta con una sincerità che arriva dritta al punto. Ci conduce attraverso i suoi suoni quotidiani e le sue visioni, fino a una lettera commovente dedicata alla se stessa di domani.
I suoni dell'anima e il rifugio creativo
Il racconto di Alessandra comincia lontano dai grandi palcoscenici, in uno spazio fatto di frequenze familiari. Partiamo proprio da qui: dai suoni che scandiscono il suo tempo e danno un ritmo vero alle sue giornate.
1) Benvenuta nel mio blog! Di solito si inizia chiedendo "chi sei?", ma io vorrei che ti descrivessi usando solo tre suoni che fanno parte della tua quotidianità. Quali scegli? Bellissima domanda! Direi il canto degli uccellini in giardino, il miagolio dei miei gatti... e ovviamente, le note del mio ukulele!
2) Se la tua musica fosse un luogo fisico dove i tuoi ascoltatori possono entrare, che aspetto avrebbe?
Avrebbe l'aspetto di una spiaggia tranquilla, con attorno tantissima e rigogliosa vegetazione, piena di fiori colorati e grandi alberi sempreverdi.
Luke: lo strumento fidato
Non è solo un oggetto di legno. Per Alessandra è il compagno che le ha permesso di dare forza a una voce che altri credevano troppo sottile, trasformandola in una scelta musicale precisa.
3) Il tuo ukulele, "Luke", è ormai un compagno inseparabile. Perché hai scelto proprio lui per dare voce ai tuoi pensieri?
Per la sua voce sottile: quando ho iniziato a cantare, tutti criticavano la mia "vocina" e la trovavano poco adatta, ad esempio, al rap - che adoro... ecco, lui aveva una "vocina dolce" come me, e insieme abbiamo deciso di sfidare questi pregiudizi lanciandoci in un mondo elettronico e hiphop.
"L'uomo è diviso in due, per sua natura... i miei sketch ne sono solo una rappresentazione simpatica e regionale"
La musica nell'era dell'algoritmo
Mentre il mercato corre verso la viralità a ogni costo, Alex si ferma a riflettere su ciò che stiamo lasciando indietro, con una lucidità disarmante sulla discografia attuale.
4) Oggi il web rivela continuamente nuove voci. Come vedi i nuovi cantautori di questa generazione? C’è qualcosa che ti affascina o c'è qualcosa che secondo te si sta perdendo? Secondo me si è perso un po' tutto: la musica non è più solo musica, le canzoni sono pensate per essere virali e replicabili sui social... avete fatto caso che la serata più amata di Sanremo è quella delle cover? Forse perchè lì, finalmente, gli artisti sono liberi di fare musica senza pensare ai numeri, ai likes, alle condivisioni: cantano ciò che gli piace e basta. E che meraviglie che escono!
5) Nei tuoi video l'ironia e la musica si intrecciano costantemente. È più difficile far ridere con una battuta o emozionare con un accordo di ukulele?
Io direi che è molto più difficile far ridere le persone... l'emozione, quando c'è, solitamente arriva... l'ironia a volte no.
Radici e fragilità
Dalla cameretta di Catania ai temi sociali, il percorso di Alessandra è una linea retta tracciata con coerenza, dove l'essere "influencer" è solo un'etichetta stretta per chi ha molto da dire su ambiente e salute mentale.
6) Nelle canzoni racconti spesso dei frammenti di vita. Quando scrivi, parti da una storia vera che hai vissuto o lasci che sia l'immaginazione a creare nuovi mondi?
Fino ad ora le mie canzoni sono state quasi sempre molto "autobiografiche", non so se esplorerò nuovi mondi in questo senso: mi piace che qualcuno possa ritrovarsi nelle mie canzoni e pensare "questa persona mi capisce" e affinchè avvenga questo, io devo aver vissuto almeno in parte ciò di cui sto cantando.
7) Dalla sfida "arancino/arancina" ai tuoi sketch, la Sicilia è il cuore del tuo racconto. Come riesci a trasformare le tradizioni di questa terra in contenuti capaci di parlare a tutta Italia?
In realtà me lo chiedo sempre anche io! Penso che, indipendentemente da dove veniamo, tutti ci sentiamo un po' "divisi in due"; non è soltanto una questione geografica ma di cose che facciamo ogni giorno: dalle scelte etiche, alle scelte nelle relazioni...l'uomo è diviso in due, per sua natura... i miei sketch ne sono solo una rappresentazione simpatica e regionale :)
8) Sei un'artista che ha costruito il suo successo "un post alla volta". Qual è stata la sfida più grande nel farti spazio in questo mondo partendo dalla tua cameretta?
Direi semplicemente "crederci", soprattutto quando molti mi prendevano in giro dicendo "l'influencer"...
9) C’è un’emozione o un messaggio che senti poco presente nella musica di oggi e che invece cerchi di mettere al centro dei tuoi testi?
Non mi stancherò mai di dirlo: l'ambiente e la salute mentale!
Una promessa per il futuro
Chiudiamo questo incontro con un momento intimo, una capsula del tempo che Alessandra affida a queste pagine.
10) Scrittura creativa
Scrivi una brevissima lettera (massimo 5 righe) alla "Alessandra del futuro", quella che tra dieci anni avrà raggiunto il suo sogno più grande. Cosa le diresti?
"Cara Alex,
chissà come ti senti adesso e dove sei. Io ti immagino felice, qualsiasi cosa tu abbia deciso di fare: spero tu non abbia più paura di "tradire" te stessa e che abbia accettato che non cambia solo il mondo attorno a te ma anche e soprattutto dentro di te.
Spero che mi terrai ancora al sicuro.
Con amore,
te stessa".
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