L'angolo dell'intervista Claudio Lauretta: "Mi ci sono voluti sei mesi per riuscire ad essere veramente uguale a Gerry Scotti"
Vi siete mai chiesti qual è il confine tra caricatura e imitazione? A un certo punto quest'arte smette di essere una semplice bozza e prende vita davvero. Non succede per caso e non succede subito: è il risultato di un lavoro di pazienza, orecchio e osservazione che può durare mesi.
Oggi vi presento un ospite che è davvero un portento, sicuramente lo avete già visto in TV: Claudio Lauretta. Lui non si limita a "rifare il verso" ai grandi protagonisti del piccolo schermo e della politica; ne seziona il respiro, ne studia le pause e ne assorbe il pensiero finché la sua voce non coincide perfettamente con la loro.
Lontano dalla frenesia dei contenuti "mordi e fuggi", Claudio sceglie la cura minuziosa dello studio e il sudore del palcoscenico. Una carriera solida, costruita attraverso programmi cult come Striscia la Notizia, Markette, Italia’s Got Talent, Colorado, l'indimenticabile percorso a Tale e Quale Show. Attualmente fa parte del cast fisso di Stasera tutto è possibile su Rai Due con Stefano De Martino, dove diverte il pubblico con la sua incredibile imitazione di Gerry Scotti, e ogni giorno lo troviamo su Radio Deejay nel cast di Ciao Belli.
Ma chi è Claudio quando il microfono si spegne? Dietro le quinte dei grandi successi televisivi e dei suoi tour nazionali, si nasconde un uomo che ha scelto di restare tranquillo, genuino e onesto.
In questa intervista, ci racconta cosa significa davvero "abitare" la vita degli altri senza mai perdere di vista la propria.
Tranquillo, genuino e onesto.
2) C’è una sfumatura della tua voce naturale che nessun personaggio è mai riuscito a mimetizzare del tutto?
Ho la fortuna di essere nato e vissuto a Novi Ligure in provincia di Alessandria sul confine di tre regioni: Piemonte, Liguria e Lombardia, in un luogo dove gli accenti linguistici sono poco marcati, quindi, non me li porto dietro quando faccio l’imitazione dei miei personaggi. Al contrario, il mio tono vocale assomiglia molto a quello di Renato Pozzetto, uno dei miei cavalli di battaglia. A volte, mentre imito Matteo Renzi, Vittorio Sgarbi o Gerry Scotti, qualcuno mi dice: 'Claudio, in certi passaggi sembravi quasi un po' Pozzetto!'
3) I social corrono veloci, il teatro ha i suoi tempi. Cosa si perde della magia del palcoscenico quando tutto finisce dentro un video di pochi secondi?
Senza ombra di dubbio la qualità. Anche se nei video per i social cerco di metterci lo stesso impegno che dedico al palcoscenico, si perde l'emozione del contatto fisico. In video il rumore degli applausi è sostituito dal silenzio dei commenti, dai 'cuoricini' o dai semplici 'mi piace'.
4) Quando studi un nuovo volto, qual è il dettaglio fisico — un tic o un modo di respirare — che ti conferma di avergli finalmente "rubato" l'identità?
Capisco di essere sulla strada giusta quando inizio a pensare come il mio personaggio e percepisco di poterlo imitare a lungo senza fatica. Il mio obiettivo è la perfezione: cerco di essere il più simile possibile. L’accentuazione dei tic e dei modi di dire la lascio a chi preferisce fare caricature.
5) Qual è stato il personaggio più difficile da preparare e quello che ti ha richiesto più tempo per sembrare "vero"?
Mi ci sono voluti sei mesi per riuscire ad essere veramente uguale a Gerry Scotti. Anche se il fisico mi aiuta molto, ha un timbro vocale e un accento che non sono facili, infatti mi fregio di essere l’unico in Italia ad imitarlo. A Radio Deejay faccio molti scherzi al telefono e in molti non riescono a capire che è una imitazione.
Più volte mi sono arrivati messaggi da Gerry che è molto contento della sua versione che propongo.
6) In un’epoca di critiche continue sul web, come difendi la tua libertà di scherzare su chiunque senza farti condizionare dai giudizi?
Con il politically correct è diventato molto complicato fare ridere. In Italia per fortuna e soprattutto nei teatri, non in TV, esiste ancora il diritto di satira!
Quando qualcuno sui social mi accusa di essere andato oltre il limite, semplicemente lo aiuto ad evitare di sentire ancora le mie battute…”Benedetto tasto blocca”
7) Quale dei tuoi personaggi ti sta regalando, paradossalmente, una lezione di vita che non ti aspettavi?
Ma, sinceramente, da loro non imparo nulla, semmai sono loro che imparano da me, vedendosi replicati. Magari possono capire alcuni dei loro comportamenti ridicoli e riuscire ad aggiustare il tiro.
8) Passi gran parte del tuo tempo a dare voce e corpo al talento degli altri: cosa succede quando spegni tutto e resti da solo con i tuoi pensieri?
Sono una persona tranquilla, molto legata alla famiglia. Quando smetto i panni di chi imito rientro molto velocemente nei miei, cercando di essere il più possibile me stesso, un buon padre, un buon marito e una brava persona. Anche quando mi vedo con gli amici non amo sfoggiare le mie doti di imitatore e, talvolta, solo su richiesta mi esibisco per pochi minuti.
9) Credi che oggi il lavoro dell'imitatore sia apprezzato per la sua reale complessità tecnica o venga ancora considerato un'arte "minore" rispetto alla recitazione tradizionale?
L’imitazione da sempre è stata considerata un’arte minore. Solitamente viene detto che, quando uno imita, non trasmette qualcosa di personale e unico come un attore un monologhista o un cantante. In realtà l’arte di saper imitare racchiude in sé queste tre attività: per imitare un cantante bisogna saper cantare, monologare e recitare, non a caso nei programmi televisivi quasi sempre c’è spazio per un imitatore.
È un’arte che non tramonterà mai!
10) Immagina di essere il correttore automatico dello smartphone di un politico o di un VIP a tua scelta: scrivi un breve messaggio di scuse che il telefono continua a modificare, trasformando una dichiarazione seria in un disastro comico.
Carissima Rosanna, sono Antonio, ti ricordi di me? L’ex magistrato.
Ho venuto all’appuntamento, ma non ci stavi, “ho venuto” giusto!? Futuro interiore o forse gerundivo vabbè poco importa l’importante è che al prossimo referendum tutti gli Elettrauti e tutti gli elettroni…
Cioè tutti gli elettrodi facciano il loro dovere vabbè, ci siamo capiti!
Spero di essere stato “circonciso”
Ti saluto con tanto “affettato” !!! Sono due etti che faccio lascio!?
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