L'angolo dell'intervista "Gli insegnanti con l’esempio devono trasmettere i valori positivi di cui gli studenti hanno tanto bisogno".
L'ospite che ho il piacere di presentarvi vigila sul buon uso della lingua italiana.
"Chi è costui?"...vi starete chiedendo parafrasando il nostro caro don Abbondio.
Ebbene, anche questa volta la mia scelta non è stata casuale, in quanto si adatta perfettamente al contesto.
Vi presento il professore Paolo D'Achille, presidente dal 28 aprile 2023 dell'Accademia della Crusca, il luogo che da più di quattrocento anni è l'istituzione di riferimento per la lingua italiana. Pensate che la Crusca, con il suo Vocabolario, fornisce un modello di riferimento per tutta la lessicografia moderna.
👉🏻 Paolo D'Achille è un linguista italiano, professore ordinario di Linguistica italiana presso l'Università Roma Tre.
Si è occupato di vari aspetti della storia della lingua italiana, con particolare attenzione al parlato e allo scritto, alla produzione semicolta, alla lingua del melodramma e alle scritture esposte. È anche responsabile del Servizio di consulenza linguistica e direttore del periodico "La Crusca per voi". (Fonte: accademiadellacrusca.it)
Ringrazio pubblicamente il professore per avermi dedicato parte del suo prezioso tempo.
Una parte di loro certamente sì: ma la passione di rado viene loro trasmessa da genitori, docenti. La scoprono da soli, o attraverso alcuni amici.
2) La scuola italiana riesce a stare al passo con le esigenze dei propri alunni? In cosa eccelle, in cosa dovrebbe migliorare e in cosa sta sbagliando?
Di certo la scuola italiana ha rinunciato da tempo (e non solo per colpa sua) a funzionare come ascensore sociale. La scuola non sempre deve stare al passo con le esigenze dei propri alunni, deve comprenderne le esigenze ma deve riuscire a far sì che gli alunni comprendano le funzioni della scuola. Le punte di eccellenza ci sono sempre state e ci son tuttora, di errori se ne sono fatti e se ne fanno, inevitabilmente. Credo che il punto di forza sia stata la dimensione storica, che negli ultimi tempi è stata un po’ persa di vista. Anche il pieno possesso della lingua italiana e della matematica debbano essere dei traguardi irrinunciabili.
3) L'educazione all'affettività tra i banchi di scuola potrebbe essere uno strumento utile per contrastare l'aggressività, il bullismo, la violenza?
Certamente. Ma l’affettività va attuata nei fatti, più che teorizzata. I docenti devono dimostrare passione per l’insegnamento, per le cose che insegnano, per i loro stessi studenti, ed è con l’esempio che devono trasmettere i valori positivi di cui gli studenti hanno tanto bisogno.
4) Che sogni, desideri e passioni hanno gli adolescenti nell'era digitale? In che modo si può dare loro attenzione?
Temo che molti adolescenti abbiano rinunciato a sognare. E sarebbe gravissimo. Gli adulti non possono pretendere che gli adolescenti confidino loro sogni, desideri e passioni; possono però fare vedere che li hanno anche loro e instaurare così un dialogo non legato solo alle necessità della vita quotidiana.
5) Che cosa spinge i ragazzi ad affidarsi all'IA?
Una forma di pigrizia, anzitutto. Forse anche una scarsa fiducia in loro stessi. Ma l’IA, Internet, Wikipedia, ecc. possono essere usati come strumenti, per facilitare una parte del lavoro. Poi, bisogna che ognuno ci metta del suo.
6) Il corsivo che rilevanza ha nella scuola e negli studenti? Ritiene che sia utile utilizzarlo? Quali sono i vantaggi?
L’uso della scrittura a mano e del corsivo è fondamentale per poter interiorizzare le strutture della lingua.
7) Noi adulti che mondo stiamo lasciando ai giovani?
Un mondo molto problematico, dal futuro incerto. Ma io non sono tra coloro che rimpiangono il passato. Credo che ogni epoca abbia risolto problemi e ne abbia creati altri. Se guardiamo all’Italia, in passato c’è stato il problema dell’alta mortalità infantile, dei giovani uomini morti in guerra, le possibilità di studiare, di viaggiare e anche di divertirsi erano molto inferiori rispetto a oggi.
8) Per quanto riguarda l'evoluzione della lingua italiana nell'era digitale, quali sono, a suo parere, le principali sfide e opportunità che l'Accademia della Crusca sta affrontando in questo contesto?
Quelle di mantenere un ponte tra l’italiano del passato e la lingua di oggi.
9) Uso del linguaggio online: si sta assistendo a una maggiore diffusione di forme colloquiali non proprio rispondenti alle norme grammaticali. Come l'Accademia della Crusca intende affrontare questa tendenza, bilanciando l'evoluzione naturale della lingua con la sua salvaguardia?
L’evoluzione naturale della lingua va accettata e non contrasta la salvaguardia della lingua della nostra gloriosa tradizione, che va comunque conosciuta e studiata.
10) Scrittura creativa: scrivere in sole 6 parole una frase sul corsivo.
Chi scrive in corsivo sa scrivere.
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