L'angolo dell'intervista "La perseveranza abbinata allo studio, in tutti i campi, è l’unica chiave per raggiungere i propri sogni e superare i propri limiti"
Anche questa volta è per me un onore presentarvi il nuovo ospite della settimana.
Innanzitutto è di Campobasso come me, lo conosco da quando era un bambino (è stato, tra l'altro, alunno di mia madre alle scuole medie) e già da allora dimostrava un attaccamento viscerale alla musica.
Il suo curriculum, che leggerete a breve, è pieno di successi raggiunti grazie all'impegno, alla bravura e alla sua dote musicale.
Vi presento Antonello Carozza cantante performer, cantautore, produttore artistico e autore italiano.
Lo ringrazio per aver accettato l'invito a rispondere alle mie domande, nonostante gli impegni musicali.
👉🏻A 4 anni ha partecipato allo "Zecchino d'Oro", a 5 suonava pianoforte e violino e a 10 è entrato al Conservatorio "Perosi" di Campobasso, diplomandosi con lode in pianoforte classico e jazz.
La sua notorietà è cresciuta nel 2004 con la partecipazione alla terza edizione di "Amici di Maria De Filippi", dove ha raggiunto la fase serale. Nel 2006 è stato il primo ex concorrente del talent a esibirsi al Festival di Sanremo nella categoria Giovani con il brano "Capirò Crescerai", pubblicando nello stesso anno l'album "L'amore è un'equazione" per Warner Music.
Carozza ha avuto una carriera internazionale significativa, soprattutto in Russia.
Nel 2011 ha fondato la Queens Academy a Isernia, un'accademia e società di produzioni artistiche per giovani talenti. Ha ricoperto ruoli di vocal coach, talent scout e direttore artistico per progetti internazionali.
Come autore, ha co-scritto "Musica che resta" per Il Volo, brano che ha ottenuto il terzo posto al Festival di Sanremo 2019, in collaborazione con Gianna Nannini, Piero Romitelli, Emilio Munda e Pasquale Mammaro.
Nel 2019 è stato corista per Ultimo, nel primo tour negli stadi “La Favola” e nel 2023 per Radio Italia Live collaborando con Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Achille Lauro, Lazza, Pinguini Tattici Nucleari, Elodie, Madame e molti altri.
Dal 2020 è performer con le Orchestra Sinfoniche più prestigiose in Italia e all’estero dirette dal maestro Roberto Molinelli. Principalmente è interprete nel progetto “Queen in Symphony” dedicato ai brani più celebri della band britannica Queen, ma non solo.
Nel 2025 ha partecipato, vincendo la propria puntata come Freddie Mercury, alla finalissima del programma condotto da Amadeus su Nove, “Like a Star” andata in onda solo lo scorso 2 luglio.
Attualmente è in Tour con il leggendario tributo ai Queen, fondato nel 2007 “Queen Mania” e all’estero in Europa con le orchestre sinfoniche come performer di diversi progetti musicali Pop Sinfonici.
1) Antonello, a cosa sono appassionati gli adolescenti oggi?
Gli adolescenti di oggi seguono le mode, esattamente come gli adolescenti di ieri e dell’altro ieri.
Da un anno all’altro cambiano le mode e anche i loro gusti. Oggi è tendenzialmente Tik Tok a dettare le regole per loro.
Insegnando alle scuole medie osservo spesso questo fenomeno.
2) Il cinema, la musica, la scrittura, possono ancora attrarli? In che modo?
Da insegnante ti dico che spesso mi capita di trasmettergli delle passioni o per lo meno incuriosirli. Il docente appassionato è fondamentale perché ciò accada se non c’è una famiglia alle spalle acculturata.
Quando si accende la scintilla in loro è sempre una piccola vittoria!
3) Il tuo pubblico è composto prevalentemente da giovani. Secondo te cosa chiedono, quali sono i loro desideri?
Ex giovani, direi 😉 come lo sono io, del resto (un ex giovane che ha compiuto quarant’anni). Comunque i giovani chiedono di essere compresi e si rifugiano nella musica che sembrerebbe comprendere il loro stato d’animo tendenzialmente.
4) Guardando il tuo personale percorso, cosa vorresti suggerire a quei ragazzi che pensano di non farcela?
Che per farcela c’è bisogno di dedizione e impegno indipendentemente dal talento di partenza. La perseveranza abbinata allo studio, in tutti i campi, è l’unica chiave per raggiungere i propri sogni e superare i propri limiti.
5) Oltre ad essere un cantante sei anche un insegnante. La scuola cosa lascia ai ragazzi? Quali sono le sue lacune e in cosa potrebbe migliorare?
La scuola è buona se lo sono gli insegnanti. Gli insegnanti hanno una grandissima responsabilità nella formazione culturale e del carattere di un futuro uomo/donna. La scuola non ha molte lacune secondo me e offre molto. Potrebbero averne i docenti però e, forse, una selezione degli stessi in base ad un concorso a crocette non è il massimo per avere un corpo docente empatico e che “sappia tenere una classe”. Osservo spesso colleghi poco portati per l’insegnamento che dovrebbero fare un altro lavoro.
6) Intelligenza artificiale VS intelligenza umana: in che modo educare i ragazzi ad usare bene entrambe?
Siamo entrati in una nuova era paragonabile alla rivoluzione industriale. Spesso ne parlo con i miei ragazzi e, a dire il vero, ci ho fatto anche recentemente una tesi al corso abilitante che ho tenuto presso il Conservatorio di Milano.
L’IA rivoluzionerà completamente il mondo e bisogna saperla usare. Per farlo bisogna studiare, studiare comunque tanto, essere curiosi e avere la fame di sapere, sempre!
7) Il tuo amore e la tua passione per la musica potrebbero essere un modello positivo per gli altri?
Lo sono! In classe, ogni mattina, oltre che sul palco, questa cosa traspare. Spesso mi rendo conto di trasmetterla e ho tanti ex alunni che mi ringraziano per avergliela trasmessa. Quindi si. La musica rende felice chi la fa.
8) I sogni, i desideri, le speranze che i ragazzi hanno in che modo vanno inseguiti?
C’è un solo modo. PERSEVERANZA. È l’unico, non ne esistono altri.
9) Tu hai realizzato i tuoi sogni? Che progetti hai per il futuro?
Non tutti, ce ne sono un migliaio forse ancora da realizzare. Piccoli e grandi. Oggi faccio i conti comunque con una famiglia che ha bisogno di me e della mia vicinanza. Non svelo nulla, ma alcuni sono in cantiere.
10) Scrittura creativa: componi un verso dedicato agli adolescenti.
Camminano in bilico tra cielo e cemento,
con gli occhi che brillano contro il vento.
Sognano forte, senza rumore,
tra mille paure e un filo di cuore.
Hanno strade scritte con gesso sul muro,
domande infinite e un passo insicuro,
ma dentro uno slancio che sfida le stelle,
e notti ribelli con luci più belle.
Non smettete mai di credere ai voli,
anche se il mondo vi vuole già soli.
Ogni sogno è un seme da custodire,
cresce in silenzio, ma può fiorire.
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