Una nuova alba
Scrivere un racconto che contenga le seguenti parole: mattino, creare, fumo, gara.
Questo esercizio di scrittura creativa si pone, come obiettivo, di stimolare la creatività e la capacità di elaborazione narrativa, migliorare le abilità di scrittura, ampliare il vocabolario e affinare la capacità di costruire storie coinvolgenti.
Che storie riuscirete a creare? Vi ricordo che le potete postare nei commenti.
Ecco la mia👇🏻
Alzarsi presto non era mai stato un problema per Azzurra. Lo faceva con piacere, soprattutto perché la sua bottega la aspettava e i clienti non vedevano l'ora di assaggiare le specialità che creava ogni giorno. Gli affezionati andavano da lei di buon mattino per acquistare i cornetti appena sfornati o i deliziosi mignon da portare a casa; altri ancora si fermavano per fare colazione con la fumante cioccolata calda che era diventata un richiamo per i più golosi, insieme alle diverse specialità di caffè proposte. Azzurra viveva per la sua "patisserie", come amava chiamarla, era il suo angolo dolce, quello che aveva sognato sin da bambina.
Non aveva svolto sempre quello di lavoro. Per diversi anni era stata la responsabile del marketing di una azienda di moda e, anche se si era molto affezionata a tutto lo staff, non riusciva a vedersi lì per il resto della vita.
Azzurra amava creare: dall'età di quattro anni mostrava molto interesse nei confronti della cucina e il suo forte erano i pasticcini, le torte, i cornetti. Ogni pomeriggio, invece di giocare con le sue amiche, era alle prese con farina, uova, zucchero e quant'altro. Ricordava che la madre la chiamava affettuosamente "bonbon" e quel nomignolo, così particolare e tanto amato da lei, diede poi il nome alla sua bottega e spiccava sul cartello.
Quella mattina, però, c'era qualcosa che non andava. Non riusciva a spiegarselo, forse era solo stanchezza. Si alzò a fatica e controllò l'ora: le quattro. Doveva alzarsi...ma un forte giramento di testa glielo impedí. Si mise seduta sul letto e respirò a fondo. Solo allora si accorse di uno strano odore, come di bruciato. Da dove arrivava? Prese il telefono. Accese la torcia. Iniziò ad avanzare verso la porta della sua stanza, la aprì.
No, non poteva essere vero, c'era del fumo che saliva dalle scale. Tra tutti gli scenari apocalittici che popolavano la mente di Azzurra, l'incendio della sua bottega era l'incubo più spaventoso, quello che non avrebbe mai voluto diventasse realtà. Scese le scale che dal suo appartamento portavano direttamente alla patisserie e andò nel retrobottega. Si rese subito conto di essere arrivata in tempo, il fumo aveva riempito il locale ma non c'erano fiamme.
Chiamò immediatamente i soccorsi e spalancò la porta d'ingresso per fare entrare l'aria fresca. Alcuni clienti erano già lì ad aspettare e si precipitarono ad aiutare Azzurra, tutti le volevano un gran bene e non avrebbero mai voluto che le accadesse qualcosa di terribile.
Le sirene si sentirono in lontananza, poi più vicine. I vigili del fuoco scesero dal mezzo ed entrarono all'interno del locale dirigendosi verso il quadro della corrente. Fortunatamente Azzurra non aveva acceso le luci, era stata previdente, altrimenti sarebbe successo l'irreparabile. Il fumo proveniva proprio da lì, un filo si era staccato e aveva fatto contatto.
Quella mattina, dopo che il guasto fu riparato, Azzurra offrì a tutti i clienti la colazione, un modo gentile per ringraziarli di essere stati vicini a lei in un brutto momento.
Era arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche e di tornare in cucina: il giorno della gara del dolce più creativo si avvicinava.
Ma questa è un'altra storia.
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