Domare l'onda del successo
▶️Immagina di essere un campione sportivo, conosciuto e ammirato da tutti. A causa di un incidente rischi di compromettere il tuo futuro. Come reagisci? Quali cambiamenti affronti?
👉🏻 Obiettivo:
✔️ Analizzare la perdita di identitá
✔️ Descrivere il percorso emotivo: come si affronta il dolore, la rabbia e l'accettazione dopo un evento traumatico?
✔️Mostrare la rinascita: come si trova una nuova ragione di vita e un nuovo scopo dopo aver perso tutto?
Questo il mio racconto👇🏻
Domare l'onda del successo
Poi, un incidente cambiò il percorso del suo successo.
Michael si trovava nei pressi di un villaggio sulla costa sud-occidentale di Tahiti, isola della Polinesia francese nell'Oceano Pacifico meridionale. Le onde che si stavano formando a Teahupo'o erano un fenomeno raro e potente, quasi un muro d'acqua che si alzava nel cielo. Tanti surfisti avevano cercato di domarle e pochi ci erano realmente riusciti. Michael aveva deciso che avrebbe affrontato l'onda più grande. Ci si tuffò, ma le cose non andarono come previsto.
Un attimo prima stava volando, quello dopo era nel mezzo del vortice d'acqua. Un dolore lacerante alla spalla gli aveva fatto perdere i sensi. Quando riaprì gli occhi era in un letto d'ospedale e il medico gli spiegò che la spalla, purtroppo, era gravemente danneggiata e che anche con un intervento chirurgico non c'era nessuna garanzia di poter recuperare la sua mobilità.
La carriera di Michael era a rischio. In poco tempo le chiamate degli sponsor diminuirono, le riviste non pubblicarono più le sue foto e i fan avevano iniziato a cercare il prossimo campione. Il suo mondo dorato si stava sgretolando davanti agli occhi e lui si sentiva come perso.
La sua vita era sempre stata in movimento e il rapporto con l'oceano era una simbiosi perfetta, una necessità vitale, come l'aria che respirava. Senza quell'energia si sentiva vuoto, tradito da quell'acqua che conosceva più di sé stesso.
Dopo l'operazione e settimane di fisioterapia, la sua spalla guarì in parte, ma la paura rimaneva. Un giorno, camminando lungo la spiaggia, Michael vide un gruppo di bambini che non riuscivano a mettersi in piedi sulle loro tavole da surf. Erano scoraggiati e, uno di loro, un ragazzo di nome Kevin, stava ormai per arrendersi.
Spinto da un impulso che non sentiva da tempo, si avvicinò e gli mostrò come stare in equilibrio. Gli disse che l'onda non si doma con la forza, ma con l'armonia, e che era necessario trovare il proprio ritmo.
Kevin lo ascoltò e seguì attentamente le sue istruzioni. Appena riuscì per la prima volta a restare in piedi sulla tavola, esplose di gioia. Michael, vedendo quel momento di intensa felicità, si ricordò di lui bambino e si rese conto di qualcosa di fondamentale: la sua vita non era solo domare le onde per la fama, ma era l'amore per il surf, il suo scopo non era essere il più grande, ma di aiutare gli altri a sentire lo stesso legame con l'oceano.
Michael non tornò mai più a surfare ma, invece, aprì una scuola di surf per i bambini locali, in cui insegnava l'arte di cavalcare le onde.
Kevin divenne il suo allievo più promettente e Michael gli insegnò a domare le onde più grandi.
Finalmente capì che, a volte, la vera grandezza non consiste nel superare gli ostacoli, ma nel trovare un nuovo modo di vivere, dando a se stessi un significato diverso.
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