Il primo giorno di scuola da maestro

Oggi l'attenzione è rivolta agli insegnanti e al primo giorno di scuola. 
Anche loro sono alle prese con l'emozione di questa importante giornata, soprattutto chi varca la soglia per la prima volta.

▶️ Sei al tuo primo giorno di scuola da insegnante: cosa provi entrando in classe? 

👉🏻 L'obiettivo della traccia è di esplorare e descrivere un'esperienza ricca di emozioni e sfide. In che modo? 

✔️ Mettendosi nei panni di un'altra persona (in questo caso un insegnante al suo primo giorno) e capirne le sensazioni (ansia, emozione, responsabilità).
 ✔️ Analizzando i propri sentimenti e pensieri, riflettendo sul significato di un ruolo così importante.
 ✔️ Rendendo il lettore partecipe delle emozioni provate dal protagonista.
✔️ Andando oltre la semplice descrizione per riflettere sul senso più ampio del mestiere dell'insegnante, come la volontà di ispirare e guidare i giovani.

Il mio primo giorno di scuola da maestro 

Il sole di inizio settembre è ancora caldo e brillante, ma all'interno della scuola elementare l'aria sembra come ferma, impregnata dell'odore di cera per pavimenti. Stringo la tracolla, il cuore che batte come un tamburo. Ho ventidue anni, una laurea fresca e una passione travolgente per l'insegnamento. In questo momento la mia mente va indietro nel tempo, a quanto ero un bambino...piango, non voglio che la mamma mi lasci lì, in quel posto sconosciuto. Sorrido a quel ricordo scolastico mentre sfioro la targa d'ottone con la scritta "Classe I B".
Tiro un respiro profondo e apro la porta.


L'aula è ancora vuota, in attesa di essere riempita. Le pareti sono spoglie, i banchi allineati e la cattedra, massiccia e imponente, sembra un trono. Entro e inizio ad accarezzarne la superficie liscia e fredda. Chissà a chi è appartenuta? Quanti maestri o maestre si sono seduti li? È una reliquia di decenni di lezioni, risate e forse anche qualche pianto.
Il mio primo giorno di scuola arriva e sono nell'atrio in attesa di vedere i deliziosi visetti dei bambini. Che emozione!
Le voci squillanti non tardano a riempire il cortile e li accolgo tutti con tanto amore. Entro in classe e il mio cuore batte sempre più forte, le mani sudano. Ho studiato per anni, mi sono preparato, ma ora, davanti a tutti questi volti sconosciuti, mi sento un po' come un naufrago su un'isola deserta. I bambini mi fissano, alcuni con curiosità, altri con un'aria di sfida. In quel momento, ho un altro flashback che mi riporta ai tempi in cui sono al loro posto. Ricordo la paura di non piacere ai compagni, la voglia di imparare ma anche la noia delle lezioni troppo lunghe.
Alcuni bambini ridono, altri piangono, altri ancora giocano: ognuno di loro è un'emozione travolgente. 

Quando la campanella annuncia l'inizio delle lezioni prendo il gesso e scrivo il mio nome sulla lavagna: Maestro Luca. Questo è il mio posto e, finalmente, mi sento a casa.
È il mio primo giorno, è vero, e non so cosa mi riserverà il futuro, ma una cosa è certa: sono pronto ad affrontare questa avventura con tutto me stesso.

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