L'angolo dell'intervista "Io voglio solo far compagnia alle persone, so cosa significa sentirsi soli e soprattutto senza nessuno che ascolti"

L'ospite di oggi la definisco una ragazza "spumeggiante". Ha 24 anni, è di Bergamo, ha iniziato la sua carriera con il docu-reality di Rai2 "Il Collegio 3", ha vinto l'ottava edizione di "Pechino Express", è molto attiva sui social ed è conosciuta con il nickname di Stramiaoo
Vi presento Jennifer Poni, giovane "troppo empatica, troppo sensibile" (come si autodefinisce sul profilo Instagram).
La ringrazio per la sua disponibilità, ci siamo scritte molto in questo periodo e posso dirvi che è una ragazza simpaticissima e con i piedi per terra. Non ho modificato nulla delle sue risposte, leggetele con attenzione perché sono molto introspettive e vere.


1) Jennifer, hai iniziato molto giovane la tua carriera sui social. Come è stato il passaggio da adolescente "comune" a figura pubblica in così breve tempo dopo "Il Collegio"?

Ciao Rosanna, prima di tutto grazie per le tue domande.
Sinceramente per me è stato devastante, il mio pensiero resta fisso per quanto riguarda tutti
i ragazzini che hanno frequentato quel programma televisivo: la produzione dovrebbe offrire gratuitamente un supporto psicologico personalizzato per tutti i ragazzi nell’esatto momento in cui va in onda il programma. Nessuno ne parla, ma io ho trovato il passaggio da semplice ragazzina liceale (frequentavo la seconda superiore quando ho partecipato a “Il Collegio”) a “fenomeno da baraccone”, passami il termine, da un giorno all’altro quando prendevo l’autobus per recarmi a scuola, dalla tranquillità con la quale ascoltavo la musica o
chiacchieravo con i miei due amici, sono diventata una persona, anzi un personaggio, da
fotografare di nascosto, vittima di sguardi indiscreti e oggetto di risate, tutto per via della
nomea del programma, dato che umilmente non penso di essere passata per “ignorante” in
onda.
Io feci la terza edizione, quella che ha dato proprio il boom al programma. Dopo anni ne
sono contenta e sono grata di essere entrata nel mondo dello spettacolo, è stata senza
dubbio un’esperienza interessante, però non ti nego che spesso penso a come, con la testa
di adesso, avrei potuto affrontarla meglio. Ma con il senno di poi è ovviamente tutto più facile.
I pregiudizi in ogni caso sono veramente tanti, ho perso molti amici, crescendo si impara
anche che meno amici si ha, più quei pochi che si hanno sono sinceri, leali e onesti.

2) La spontaneità è una caratteristica che i tuoi follower apprezzano molto. Quanto è
difficile mantenere l'autenticità sui social media, specialmente con l'aumentare della
tua popolarità?

Ti dico la verità, non mi sono mai posta il problema. Sarà che sono di Bergamo e qua
mangiamo polenta e umiltà [risata]! Anzi, se proprio devo essere sincera vorrei avere un
personaggio come molti miei colleghi fanno, li trovo dei veri geni. Io non riesco ad essere
nessuno se non me stessa, il che può sembrare bello, certo. Penso sia pesante però,
soprattutto per una lunatica come me! Se sto male tendo a sparire, il che non aiuta in un
mondo in cui devi performare 24/7, ma ci si abitua comunque.

3) La vittoria a "Pechino Express" è stata un'esperienza incredibile. Cosa ti ha
insegnato di più quell'avventura e come ha influenzato il tuo approccio alla vita e ai
contenuti che crei?

No guarda, Pechino Express resta uno dei miei ricordi più cari. Ti direi “l’esperienza più bella
della mia vita”, però il mio psicologo ci tiene che io non lo dica più, perché è come se, dicendo quelle parole, io non credessi che qualcosa di più bello potesse arrivare in futuro. Io credo moltissimo nelle parole, per cui metto in pratica questo suo consiglio. Torniamo alla domanda principale, incredibile è il termine più adatto.
Io e Nicole Rossi, due ragazzine di provincia, io di Bergamo e lei di Roma, appena compiuti
18 anni buttate in un’avventura che ci cambierà la vita per sempre. Io non sapevo nemmeno
che sarebbe stata così importante, così impressa, a quei tempi volevo solo andarmene il più lontano possibile. Quell’avventura mi ha insegnato ad adattarmi e al fatto che ho una rabbia repressa davvero “incredibile”, come mai lo dico? La cosa più assurda, per me, era passare da un livello di povertà enorme, ad una ricchezza spropositata in meno di 24 ore. Avevo 18 anni e mi chiedevo come fosse possibile una disparità di risorse nel popolo, in questo caso mi sto riferendo a quello cinese, a distanza di nemmeno 60 km. 

4) Dal cinema e serie TV ai viaggi, fino a temi più delicati come la salute mentale: come scegli gli argomenti da trattare e qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere ai tuoi follower? 

Io voglio solo far compagnia alle persone, so cosa significa sentirsi soli e soprattutto senza nessuno che ascolti. Voglio ascoltare le persone. Da due anni a questa parte mi concentro principalmente sulla salute mentale, senza una laurea in psicologia sento di poterne parlare perché io dico sempre che quella che racconto è semplicemente la mia esperienza, o comunque quella di chi mi sta intorno. Il messaggio che porto è che, come cito nel mio libro, anche se a volte si sente di non farcela, alla fine ce la si fa sempre. E fidati di me, che di brutte esperienze e sfortune ne ho avute tante.

5) Quali sono le maggiori sfide che hai incontrato nel tuo percorso sui social finora e come le hai superate? 

Un’altra cosa a cui non sei preparato è a quando i numeri, da crescenti ogni giorno, iniziano a scendere. Mi sono ritrovata a chiedermi spesso se fossi io che facessi qualcosa di sbagliato. In realtà è normale, ma a 17 anni cosa vuoi saperne? Mi sono sempre colpevolizzata, ma ci sono periodi di alta e bassa marea per tutti. Una cosa che ancora non ho superato però, sono le persone che non vogliono capire, spesso mi ritrovo a discutere con persone online che, nonostante la mia spiegazione dettagliata, non ascoltano e si ostinano a puntare il dito. Oh, detesto chi non è aperto al confronto e pensa solo di aver ragione, senza dar possibilità di conversare umanamente, anche online. 

6) C'è un progetto futuro, legato ai social o meno, che ti entusiasma particolarmente e di cui puoi dare qualche anticipazione? 

L’unica mia anticipazione è che sto lavorando il più possibile affinchè io possa realizzare tutto ciò che ho nella testa, che è ancora molto confusa, però devo riuscirci, altrimenti la mia anima si sentirebbe in una prigione. Sto facendo molte live su twitch, social che mi ha fatto tornare la passione, visto che ci sono stati mesi in cui vedevo tutto nero e nulla mi appagava più. 


7) Perché, secondo te, i ragazzi sono così calamitati dai contenuti che vengono in generale pubblicati sui social? 

Perché il mondo reale non gli dà abbastanza. So che è un'affermazione forte, ma è forte anche la mia convinzione in queste parole. Se ripenso a quando ero adolescente, fuori casa con gli amici, non guardavamo mai il telefono, noto che invece ora, gli adolescenti in giro passano il tempo a scrollare TikTok insieme. Sarò diventata boomer, ma lo trovo davvero molto triste

8) Intelligenza artificiale VS intelligenza umana: come spiegarlo bene agli adolescenti?

Questo argomento è molto complicato, io ho fatto vari corsi sull’Intelligenza Artificiale e
penso che stiamo andando in una direzione senza ritorno. Io sfrutto l’intelligenza artificiale,
mi aiuta, ma citando un grande pensatore moderno “Vorrei che l’intelligenza Artificiale mi
levasse del tempo per lavare i vestiti e pulire i pavimenti, non che mi velocizzasse il processo creativo in modo da poter sistemare casa”.
Per spiegarlo bene gli direi di guardarsi “Wall-E”.

9) A cosa si appassionano oggi gli adolescenti e perché?

Non te lo so dire, perché ormai ho ventiquattro anni. Posso dirti però ciò che vedo, ovvero finto buonismo in ogni dove. Sono cinica, ne sono
consapevole. Si appassionano all’attualità ma nessuno li prende sul serio e crescendo perderanno quel fuoco che gli arde dentro perché stanchi di non essere considerati. O almeno questo è quello che è successo agli adolescenti della tua generazione, sbaglio? Alla maggior parte, di sicuro. Poi ci sono gli sportivi, i nerd, i make up, le celebrità. Spero che qualcuno, come me, cerchi solo di sentirsi vivo.

10) Scrittura creativa:
Ho un bel sogno e ho paura che non si possa realizzare. Non voglio annegare, ma ho paura di nuotare ...(Continua tu)

Ho un bel sogno e ho paura che non si possa realizzare. Non voglio annegare, ma ho paura
di nuotare. Il che è ilare, poiché ho frequentato per otto anni corsi di nuoto. Manca d’importanza l’esperienza quando ti ritrovi di fronte ad una tempesta. I sogni sono tanti, diventati obiettivi, fatico a scegliere la corrente da seguire. Se procedessi verso sinistra
potrei tornare indietro e passare per il centro o le onde mi impedirebbero di cambiare la mia
decisione? Ho paura di venire trascinata su di un’isola che non mi appartiene, di passare la
vita a mangiare noci di cocco che manco mi piacciono e conversare con persone che
neppure mi interessano. Certo, potrei tuffarmi e cercare un’altra isola, ma nel frattempo si
sarebbe fatto buio e non vedrei terra fino alla mattina successiva. Ma quanto dura veramente una notte quando senti che qualcosa, quel luogo, neppure ti appartiene? Ho visto grandi nuotatori perdersi anni, alcuni hanno trovato subito la loro isola, e altri sono morti provandoci. La mattina dopo potrebbe anche non arrivare mai perché potrei scegliere di non
prendere una scelta e rimanere bloccata in un’isola che non sento mia, intrappolata in una
vita che mi scivola via. E mentre sono qui a scrivere di possibilità, non ho ancora deciso quale corrente seguire, l’unica mia speranza è quella di non morire, qui, tra le onde, alla ricerca della retta via.

Immagini prese dal profilo TikTok e Instagram 

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