Una interpretazione naturale

Inizia il tuo racconto con questa frase:

"Il suono che sentì non assomigliava a nulla che avesse mai sentito prima..."

▶️ Questa frase ha lo scopo di catturare immediatamente l'attenzione del lettore, catapultandolo in un'atmosfera di incertezza e curiosità. L'ignoto è una delle leve più potenti della narrazione, e dichiarare che il suono è qualcosa di completamente nuovo e inspiegabile spinge chi legge a chiedersi:
 * Che tipo di suono era?
 * Da dove proveniva?
 * Quali saranno le conseguenze del suo ascolto?
 * Che cosa succederà al protagonista?
In questo modo, la traccia ti spinge a costruire una storia che esplori l'inspiegabile oppure che abbia un effetto sorpresa. 

Questo il mio racconto 👇🏻

Una interpretazione naturale

Il suono che sentì non assomigliava a nulla che avesse mai sentito prima...
Edward si girò lentamente per cercare di capire da dove provenisse.
Rimase per la prima volta senza fiato, era un suono impercettibile ma lui lo aveva sentito nitidamente. Eppure non c'era nulla. Si guardò nuovamente attorno e vide solo cose a lui familiari. Sì, perché quel suono non era affatto naturale ..."Non voglio pensare a nulla di strano - si disse, cercando di calmarsi - sto andando troppo in là con la fantasia. Eppure quel suono mi ha scosso... Ora devo uscire, chissà, forse lo avrò solo immaginato". E così fece. 
Edward si recò all'appuntamento con il suo manager, dovevano discutere dei nuovi progetti che lo avrebbero visto protagonista in due serie tv. Il suo lavoro gli piaceva, era un bravo attore e il pubblico lo adorava, soprattutto quello femminile. La sua notorietà era aumentata dopo diverse apparizioni in programmi televisivi e set pubblicitari.
Tornando verso casa si fermò all'improvviso: quel suono...quel suono... ecco che lo aveva sentito nuovamente, era lo stesso di quella mattina. Si voltò, ma per strada nulla sembrava aver prodotto quello strano fruscío. "Ho trovato il nome giusto...un fruscío - disse Edward ad alta voce - ma non c'è niente qui che lo abbia potuto produrre". Il manager seguì da lontano tutti i suoi movimenti e sorrise.
Una volta a casa Edward telefonò a Sharon, la sua ragazza, e le raccontò tutto. Mentre parlava senti nuovamente il suono: un fruscío innaturale...e proveniva sempre dallo stesso posto, il divano. Andò a controllare ma, come la prima volta, non vide nulla. 
Peccato che non si accorse di un piccolo microfono, quasi invisibile, che si trovava tra i cuscini del divano.
Lasciò tutto com'era e andò da Sharon che sembrava spaventata e preoccupata della situazione venutasi a creare. I due giovani si erano conosciuti sul set cinematografico durante i primi provini. Lei però era dietro le macchine da presa, era la regista della seconda serie in cui Edward aveva recitato da protagonista. Si erano piaciuti sin da subito e la loro storia andava avanti da tre anni. 
"Saranno spiriti - esclamò una Sharon sorridente - finalmente qualcuno si fa vedere da te..."
"Lo sai che non credo nel soprannaturale - borbottò Edward - non è il mio genere".
"Eppure, qualcosa mi dice che bisogna indagare, battere quella pista. Dopotutto anche tu hai detto di non aver mai sentito prima d'ora un suono così ".
Nel frattempo a casa di Edward qualcosa stava accadendo. Il manager, entrato con le chiavi che gli aveva dato Sharon, indisturbato nascondeva un altro microfono e un'altra telecamera. "Questa volta lo sorprenderò con un suono diverso e riuscirò nel mio intento: tutto quello che sta accadendo a Edward viene ripreso a sua insaputa e diventerà la scena clou della nuova serie televisiva. Questa volta Sharon ha superato se stessa nella regìa".

Quella sera non successe niente di insolito. Edward cenò con una pizza da asporto e si mise subito a leggere le pagine del copione. Fra qualche giorno sarebbero iniziate le riprese e non aveva ancora imparato tutte le battute. Dopo la mezzanotte si alzò dal divano e... un altro suono, questa volta più agghiacciante, lo paralizzò. Durò qualche secondo, ma fu davvero spaventoso tanto da fare impallidire il suo viso.
"Stooooop, buona questa", sentì all'improvviso. "Ma cosa sta succedendo - chiese Edward - chi ha parlato?" 
Iniziò a guardarsi attorno per riuscire a capire qualcosa. La porta di casa si aprì ed entrarono Sharon, il manager e uno dei cameraman. 
"Non ditemi quello che sto pensando - continuò - avete girato le scene a mia insaputa".
"Solo così potevamo avere una interpretazione reale - rispose Sharon - il non credere agli spiriti non sarebbe stato convincente nella recitazione della parte. In questo modo la tua spontaneità sarà efficace".
"Dobbiamo festeggiare - disse il manager - questa serie TV avrà il successo che merita".
Edward si complimentò con entrambi per essere stati così abili nell'organizzare il tutto.
"Peccato - concluse prima di brindare con gli altri - mi ero quasi convinto dell'esistenza dei fantasmi".




Commenti

Post popolari in questo blog

L'angolo dell'intervista Gli adolescenti "devono ricominciare a rompere le scatole, una buona volta. Devono fare i giovani".

L'angolo dell'intervista Francesco Di Fiore: "Quando si tratta di musica divento un’altra persona. La mia creatività è dettata dalle mie esperienze personali"

L'angolo dell'intervista Bruno Cirillo: "Insegnare cinema significa insegnare a pensare con le immagini, non solo a produrle"