Una mano tesa nel buio
▶️ Sei un cantante famoso e incontri casualmente dei tuoi fan. Cosa succede? In che modo riesci a gestire il tuo rapporto con loro? Racconta, mettendo in evidenza il modo in cui questo incontro cambia ciò che pensi della tua musica.
L'obiettivo di questa traccia è mostrare che la vera essenza della musica non è nella creazione solitaria, ma nella sua riscoperta attraverso gli occhi e le storie di chi l'ascolta.
Il mio racconto👇🏻
Una mano tesa nel buio
Mentre sorseggiava il suo drink, due figure si avvicinarono al tavolo con un passo incerto.
Erano due ragazze, una bionda con i capelli mossi che le ricadevano sulle spalle, l'altra con un taglio corto e sbarazzino. Avevano gli occhi spalancati, pieni di un mix di timidezza e gioia.
"Scusa... sei... sei davvero tu, Liam?" chiese la bionda, sussurrando.
Liam si schiarì la gola e sorrise, un gesto automatico che aveva migliorato nel corso degli anni. "In carne e ossa - rispose, in tono calmo - ciao".
La ragazza con i capelli corti si strinse le spalle, cercando di trattenere l'emozione che le faceva tremare le labbra. "Siamo venute a vederti al concerto di ieri sera. Sei stato... incredibile. La tua voce ci ha incantate".
"Grazie..." disse Liam, e per la prima volta quella sera, il ringraziamento fu sincero, non il solito "grazie" frettoloso che dava sul palco, ma uno che proveniva dal profondo del cuore. "Siete mie fan da molto tempo?"
I loro occhi si illuminarono ancora di più. La ragazza bionda, Chiara, estrasse il cellulare e gli mostrò una foto. "Questa l'abbiamo scattata cinque anni fa, al tuo primo concerto. Eravamo in terza fila. Non avevi ancora inciso il tuo primo album e noi...- si interruppe - abbiamo creduto in te sin da allora".
A Liam si formò un nodo alla gola. Aveva sentito migliaia di storie come questa, ma l'autenticità nel loro sguardo era diversa.
Le vedeva, due ragazzine in piedi, tra la folla di spettatori con le mani alzate e le speranze nei loro occhi, cantare i suoi versi.
Ricordò quella sensazione, la paura e l'entusiasmo di quel primo concerto, l'incertezza del futuro.
La seconda ragazza, Tania, annuì con decisione. "La tua musica ci ha aiutate in tanti momenti difficili. Ci ha fatto sentire meno sole."
Ecco, è stato in quell'istante che dentro Liam qualcosa è cambiato. Non stavano vedendo il cantante famoso, ma la persona che, senza saperlo, era entrata nel loro mondo per renderlo meno buio. "La mia musica - pensava in quel momento Liam - che era diventata solo una serie di accordi e parole da replicare all'infinito, è stata per loro una fune di salvataggio. Non un prodotto, non un mestiere, ma una mano tesa nel buio".
"Quando la nostra amica Gloria se n'è andata - stava continuando Tania - ascoltavamo 'Echoes of a Dream' in loop per giorni. È stata la colonna sonora che ha reso il distacco meno doloroso".
'Echoes of a Dream'. Quella era la canzone che aveva scritto in una notte insonne, ripensando a un vecchio amico che non c'era più. L'aveva scritta in un'ora, un flusso di coscienza che non immaginava avrebbe mai visto la luce del giorno. Eppure, aveva toccato queste due ragazze, e chissà quante altre persone. La sua musica, quindi, non era solo sua perché apparteneva alla vita di tanti altri.
Liam si chinò leggermente in avanti, appoggiando i gomiti sul tavolo. "Non sapete cosa significhi per me sentirvelo dire. A volte, quando sono sul palco, è facile dimenticare perché faccio questo. Vedo solo un mare di volti, ma non le persone e le loro storie."
Chiara e Tania si scambiarono un'occhiata; in quel momento, nel bar semi-deserto, non erano più un cantante famoso e due sue fan. Erano tre persone, che condividevano un legame invisibile, creato da note e parole.
"Posso offrirvi un drink?" chiese Liam, sentendosi in pace per la prima volta da settimane. Nonostante le luci, la fama e la pioggia battente, si sentiva finalmente visto.
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