Un'estate da dimenticare?

▶️ L'estate è quasi alla fine ed è stata molto difficile, forse per un'amicizia che si è interrotta o per un'esperienza che ti ha segnato. Il primo giorno di scuola è un'occasione per ricominciare, ma anche per confrontarsi con i fantasmi del passato. Racconta il tuo incontro con la persona che non vedi da mesi.

👉🏻 L'obiettivo è di creare una storia che, partendo da una situazione, vada a toccare temi specifici come il dolore della perdita, la difficoltà del perdono, la speranza e la complessità delle amicizie che finiscono o si trasformano. La sfida è quella di rendere visibile l'agitazione interiore del protagonista e di descrivere un incontro che è, allo stesso tempo, atteso e temuto.

Io l'ho immaginata così 👇🏻

Un'estate da dimenticare?

Mi chiedo come starà, forse bene, sicuramente meglio di me che ho avuto sempre la sensazione di essere un peso, di non essere abbastanza per lei.
Ho trascorso tutta l'estate a pensare che fosse colpa mia, che avrei dovuto fare di più, che avrei dovuto essere un amico diverso, ma la verità è che non sarei più stato io. Non potevo continuare ad essere il suo burattino.
Perciò ho deciso di tagliare i ponti. Lei lo sapeva, l'argomento lo avevo affrontato ma non ha mai dato peso alle mie parole. Forse, l'unica cosa che le faceva davvero male, era il fatto che fossi stato io per primo ad aver interrotto la nostra amicizia.
 

Il primo giorno di scuola è stato un inferno. Ho incontrato lei e mi ha fatto uno strano effetto rivederla dopo tre mesi. 
Cosa mi stava succedendo? Perché non smettevo di fissarla? Avevo già dimenticato il modo in cui mi aveva trattato?
Poi, all'improvviso, ho capito che dovevo affrontare tutto questo, che dovevo dimostrare a me stesso che potevo farcela e che non era giusto per nessuno dei due continuare così.
Allora ho deciso di parlarle. Mi sono avvicinato e lei ha alzato lo sguardo. I suoi occhi, solitamente pieni di vita e di gioia, erano spenti e tristi. Ho cercato di dire qualcosa, ma il mio discorso era molto confuso. 
Lei ha sorriso, un sorriso debole e un po' malinconico. Mi ha detto che stava bene e che si era divertita molto durante le vacanze. Ma non le ho creduto.
Quello sguardo lo conoscevo, so che anche lei aveva vissuto giorni pieni di tristezza e sensi di colpa per la fine della nostra amicizia. 
Si è fatta coraggio e mi ha chiesto di volermi vedere dopo la scuola per chiarire le cose. Ci siamo incontrati nel parco e lei, finalmente, ha ammesso di aver sbagliato tutto con me, di essere stata egoista e di non aver capito quanto fossi importante per lei. 
Ha anche detto di aver vissuto una delle estati più tristi, da dimenticare e che dovevo perdonarla. Voleva riprendere la nostra amicizia, perché aveva imparato che la vita è fatta anche di momenti belli e di persone speciali. E io per lei ero un amico speciale e lo aveva capito solo nel momento in cui non mi avrebbe più rivisto.
Dentro di me speravo fortemente che in quei mesi riuscisse a fare chiarezza, che vedesse i suoi errori, in una sola parola che crescesse.
Allora ci siamo abbracciati e da lì abbiamo ripreso il nostro percorso.

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