I cassetti della memoria

▶️Hai un ricordo particolare che continua a riaffiorare e che ti lascia ancora un certo tipo di sensazione? Racconta...

I ricordi, belli o brutti che siano, fanno parte di noi.
I nostri cassetti della memoria sembrano essere chiusi, ma si aprono ogniqualvolta si ripresenta un profumo, un sapore, una melodia che ci riporta in un istante a un tempo lontano. A volte basta un raggio di sole con una certa inclinazione, o una voce che somiglia a quella di un amico perduto, per farci sentire un brivido lungo la schiena. Sono queste piccole, inaspettate chiavi che sbloccano i ricordi più nascosti e ci permettono di rivivere frammenti di vita che pensavamo fossero svaniti per sempre.

Questo il mio racconto 👇🏻
I cassetti della memoria 

I ricordi, pensò Clara, non sono come dei file sul computer ordinati perfettamente in cartelle. Sono più simili a una vecchia cassettiera, dove i cassetti si bloccano, le maniglie si allentano e a volte si trovano cose che non si pensava di avere. Alcuni di essi, quelli che chiamava "i ricordi indelebili", erano diversi, perché incisi nella sua anima.
Un ricordo in particolare le tornava spesso in mente. Era estate, un giorno prima che suo padre dovesse partire per un lungo viaggio di lavoro. Clara, che allora aveva dieci anni, era preoccupata. "E se ti dimentichi di me?", gli aveva chiesto, con gli occhi pieni di lacrime. Suo padre aveva riso, un suono caldo e profondo. "Impossibile, Clara," aveva risposto, tirando fuori dalla tasca un sassolino piatto e liscio, raccolto in spiaggia. "Guarda qui: questo è un sassolino speciale che porta con sé l'odore del mare e il calore del sole. Ogni volta che lo stringerai, ricorderai questo giorno".
Quel pomeriggio si erano divertiti insieme. Avevano costruito un castello di sabbia con un fossato che si riempiva con l'acqua del mare. Clara si era sporcata tutta e il padre rideva ogni volta che un'onda più alta delle altre distruggeva le mura del castello. Quella risata, l'odore salmastro dell'aria, il calore del sole sulla sua pelle... erano tutti dettagli che si erano fusi in un'unica, vivida, indelebile immagine,  diventata il suo ricordo.
Più avanti negli anni, dopo la morte del padre, il sassolino era diventato il suo tesoro più prezioso. Lo stringeva tra le mani quando la nostalgia si faceva troppo forte e, ogni volta, quell'immagine tornava a galla. Non era solo un ricordo ma un porto sicuro, un'ancora a cui aggrapparsi nei momenti di tempesta.
Una sera, da adulta, mentre lo teneva in mano, si accorse che non era più liscio come una volta. Era pieno di piccole crepe e imperfezioni, ma per lei era più bello che mai. Si rese conto che anche i ricordi indelebili non rimangono perfetti, intatti per sempre. Il tempo, come il mare, li modella, aggiungendo sfumature e profondità. Ma la loro essenza, la forza di un padre che rassicura la sua bambina, l'amore che si nasconde in un semplice sassolino, quella non andava mai persa.
Non erano solo file in una cassettiera,ma la trama invisibile che componeva la sua vita, il filo d'oro che teneva insieme tutti i suoi giorni. E Clara, stringendo il sassolino, sapeva che finché il suo cuore batteva, anche quel piccolo, grande ricordo avrebbe continuato a vivere, a brillare, a essere la luce del faro che la riportava a casa, ogni volta.


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