Il dolce far niente
▶️ Immagina una giornata senza impegni, pensieri e problemi. Come la trascorreresti?
Questa la mia storia👇🏻
Il dolce far niente
Era lunedì, il giorno in cui il mondo intero decideva di darsi da fare, ma per lui era il momento in cui la sua specializzazione, il "dolce far niente", raggiungeva il massimo. Il divano, un'enorme nuvola blu, lo attendeva a braccia aperte.
La moglie e i bambini erano andati in campagna dai nonni, quindi la giornata si prospettava davvero interessante.
Il piano era semplice e scientificamente provato: nessuna agenda, nessuna sveglia, nessun dovere. Il dolce far niente, però, non era una cosa che si faceva alla leggera. Richiedeva un'attenta preparazione. La giornata di Leo iniziò con un meticoloso piano di non-azione. Scartò l'idea di leggere un libro, perché il solo scorrere con gli occhi esigeva una certa concentrazione. Respinse l'ipotesi di guardare un film, poiché la trama avrebbe potuto spronarlo a pensare. Il suo scopo principale, quindi, era di raggiungere il vuoto assoluto, sia mentale che fisico.
Mentre si preparava a sdraiarsi sul divano, il pericolo si presentò senza essere stato invitato: un ronzio acuto e fastidioso di una zanzara, un vero e proprio sabotatore del dolce far niente. Leo, l'eroe dell'inerzia, cercò di ignorarla ma si accorse che, per il bene del suo dolce far niente, doveva prendere una decisione drastica: agire.
Con un sospiro di rassegnazione, si alzò, prese un giornale arrotolato e iniziò la caccia che si trasformò in una coreografia tragicomica: Leo che volteggiava per il salotto, il braccio teso, i piedi scalzi che facevano scivolare il tappeto, la zanzara che sembrava prenderlo in giro. Alla fine, il giornale si strappò, la lampada si rovesciò e la zanzara volò via, vittoriosa.
Sconfitto, Leo si accasciò sul divano, il respiro affannoso. Cercò di addormentarsi, dopotutto quella ginnastica inattesa lo aveva stancato. Ma qualcun altro era in attesa... Leo sentì un rumore in cucina, come un latrato e...orrore!...Non era possibile...Spillo era lì, non lo avevano portato in campagna, lo avevano lasciato con lui...
Spillo, il San Bernardo coccolone, si presentò trionfante, con il guinzaglio in bocca, pronto per il giretto quotidiano.
E così la giornata di Leo, che avrebbe dovuto essere un'oasi di pace, si era trasformata in duro lavoro.
Andò in cucina e trovò sul tavolo un biglietto: "Ti lasciamo Spillo, non vorrai per caso crogiolarti nel tuo dolce far niente tutto il giorno? Baci, Kim".
Era un incubo, forse stava ancora sognando. Anche la moglie si prendeva gioco di lui...
Leo uscì con il cane e quando tornò dalla passeggiata, che si era rivelata un'avventura da "Safari", sprofondò sul divano.
Si accorse di avere le guance arrossate, i muscoli indolenziti e il cuore che batteva forte. Aveva fatto più esercizio in un paio d'ore che in un anno intero.
Il vero pericolo del dolce far niente, rifletté alla fine Leo sorridendo, non era la pigrizia, ma la possibilità che un'azione inaspettata ti costringa a vivere. E, tra una risata e un sospiro, si ritrovò a pensare che, dopotutto, quella strampalata avventura aveva qualcosa di speciale. Era stato costretto a muoversi, a pensare, a sentire. E si era anche divertito! Si rannicchiò sul divano, esausto ma sereno. Il dolce far niente era finito, ma era cominciato qualcosa di nuovo. Forse, il vero lusso non era l'essere inattivi, ma la consapevolezza che, anche quando non lo cerchi, il brivido della vita trova sempre il modo di trovarti. E a volte, ti fa anche ridere.
Commenti
Posta un commento