L'angolo dell'intervista Oneira Teatro: "La nostra missione principale consiste nel portare i nostri sogni sul palco e, più concretamente, far riavvicinare il pubblico al mondo del teatro attraverso un linguaggio moderno e diretto"

L'intervista di oggi vi farà conoscere un progetto molto ambizioso di alcuni giovani attori che hanno un sogno da realizzare: quello di portare il teatro in tutta Italia. Ho visto per caso un loro video e, come sempre accade un queste situazioni, ho cercato subito informazioni. Il fatto che siano giovanissimi, hanno tra i 21 e 24 anni, ha aumentato la mia curiosità perché è difficile, al giorno d'oggi, trovare sogni e passioni concrete da realizzare. E così li ho contattati per intervistarli e presentarveli (sui social li trovate con il nome "oneirteatro").

Con la loro compagnia di produzione e realizzazione di spettacoli, Oneira Teatro, portano sul palco la magia del teatro in tutte le sue forme. 
Laureati presso un’accademia ad alta formazione teatrale ed artistica, (Accademia internazionale di Teatro) che ha sede a
Roma, gli attori sono uniti dalla comune volontà di mettersi in gioco e di contribuire attivamente alla crescita del panorama teatrale. 
Con una serie di iniziative, progetti e spettacoli, Oneira, nata nel luglio 2024, si propone di rendere il teatro accessibile a tutti, promuovendo la cultura e creando un legame più forte tra gli attori e la comunità.
Lo spettacolo che stanno portando in scena in questi giorni è "Una rapina da sogno", una commedia originale in cui ironia, tensione e follia sono mescolate fra di loro.
Le prossime date sono: 
📌   8 ottobre a Roma 
📌 17 ottobre a Capolona in provincia di Arezzo

1) Qual è stato il vostro primo incontro con il teatro e cosa vi ha spinto a fare di questa passione una professione?
La nostra passione per il teatro è nata, in ognuno di noi, durante il periodo d’infanzia. Sin dai nostri primi passi ci siamo resi conto dell’importanza che aveva la recitazione all’interno delle nostre vite. 
Man mano che andavamo avanti negli anni, abbiamo alimentato questa passione fino a renderci conto di sentire il bisogno di concretizzare il nostro sogno per farlo diventare, a tutti gli effetti, una professione.

2) Come siete entrati a far parte di Oneira Teatro? C'è stata una sintonia particolare o un progetto specifico che vi ha unito?
Oneira Teatro è nata dal bisogno di mettere in scena uno spettacolo totalmente autoprodotto che ci desse la possibilità di portare sul palco la nostra idea di teatro. Noi quattro ci siamo conosciuti durante il nostro percorso di formazione attoriale, dal momento che abbiamo frequentato la stessa accademia di alta formazione teatrale e cinematografica a Roma.
Durante l’estate tra il secondo ed il terzo anno, mossi da una forte sintonia creatasi durante i primi due anni, abbiamo deciso di unirci per realizzare uno spettacolo comico e brillante prodotto interamente da noi.
E’ proprio a questo punto che si è concretizzata l’idea di fondare quella che oggi è la nostra compagnia.

3) Qual è la sfida più grande che avete affrontato come attori, sia sul palco che fuori?
In quanto compagnia, le sfide più grandi che ci siamo trovati ad affrontare non riguardano tanto il lato attoriale e le prove recitative, ma, più che altro, il lato organizzativo.
Non è stato affatto semplice, all’inizio, far fronte a tutta una serie di pratiche burocratiche, sia per la fondazione della compagnia, sia per tutto ciò che riguarda l’organizzazione del prodotto finale.
Contemporaneamente, abbiamo dovuto costruire la scenografia da soli e occuparci della vendita dei biglietti e dell’attività di promozione, tutto questo, ovviamente, fatto in concomitanza con le prove dello spettacolo.

4) Cosa rende Oneira Teatro unico nel panorama teatrale? Qual è il suo "marchio di fabbrica"?
Noi crediamo che l’unicità di Oneira Teatro sia data dalla sintonia di un gruppo di attori che si sono formati insieme e che hanno lo stesso linguaggio artistico, la stessa voglia di mettersi in gioco e la stessa visione sul mondo del teatro.
Il nostro marchio di fabbrica consiste nel creare un’atmosfera assurda, talvolta nonsense, nel quale lo spettatore possa immergersi e, in un certo senso, riconoscersi.

5) Come avviene il processo creativo all'interno della compagnia? C'è un metodo specifico che seguite per sviluppare un nuovo spettacolo?
Innanzitutto, come in tutti i casi, ad ognuno di noi vengono una serie di idee, che, una volta condivise col resto del gruppo, vengono elaborate secondo le tecniche, gli stili studiati e le esperienze fatte da ogni membro.
Nel caso specifico del nostro ultimo spettacolo, “Una rapina da sogno”, l’idea di base è venuta ad uno di noi all’interno di un sogno vero e proprio, infatti il titolo dell’opera viene da questo.
Successivamente, l’idea è stata amplificata fino a trasformare un sogno in realtà.

6) Qual è la missione di Oneira Teatro? C'è un messaggio che sperate il pubblico porti a casa dopo aver visto le vostre performance?
“Oneira” è una parola che viene dal greco e significa “sogni”.
La nostra missione principale, infatti, consiste nel portare i nostri sogni sul palco e, più concretamente, far riavvicinare il pubblico al mondo del teatro attraverso un linguaggio moderno e diretto.
Il messaggio che vorremmo arrivasse alla fine dei nostri spettacoli, è trasmettere la concezione del fatto che andare a teatro non deve essere un obbligo morale, ma un luogo vivo dove condividere idee, incontrare attori e pubblico e godersi una serata autentica insieme.

7) Qual è l'emozione o la reazione del pubblico che più vi gratifica quando siete sul palco?
Sicuramente la cosa più gratificante è sentire la risata del pubblico, perché rappresenta, per noi, la comprensione delle nostre idee, creando così un contatto diretto con chi è seduto a guardarci.

8) Vi è mai capitato un imprevisto sul palco che ha richiesto una reazione improvvisata? Se sì, potete raccontarci l'episodio?
Si, proprio durante la nostra prima, una porta di scena ha deciso autonomamente di aprirsi (perché il palco era leggermente inclinato in avanti) causando improvvisazione da parte degli attori e nascondendo l’evento non calcolato, creando anche una serie di situazioni divertenti in linea con lo spettacolo. Quindi, tutto sommato, forse è stato più un aiuto che un imprevisto.

9) Quali sono i vostri sogni o obiettivi per il futuro, sia a livello personale che come membri di Oneira Teatro?
Come compagnia il nostro obiettivo è quello di arrivare a quante più persone possibili e di essere riconosciuti per ciò che facciamo e per la qualità del nostro lavoro. 

Obiettivi personali:

Diego – Il mio obiettivo, non è avere fama o eccessivi soldi, quella per me è una conseguenza. Il reale traguardo è riuscire a vivere con il teatro e con il cinema, riuscire a dire “il mio lavoro è quello dell’attore, sono un lavoratore dello spettacolo”. In futuro voglio dedicarmi totalmente a questo e non essere costretto a fare altro solo per arrivare a fine mese, perché questo mi fa essere libero e rappresenta la mia verità e il mio scopo di vita.

Emanuele - La mia più grande aspirazione é quella di arrivare al punto di poter restituire, attraverso le mie interpretazioni, un'emozione allo spettatore e lasciargli qualcosa che faccia la differenza.
Ovviamente, in senso pratico, è anche importante ambire al riuscire a viverci in un certo modo con questo lavoro che sono sicuro sarà il mio, ma penso che quella sia il frutto del duro lavoro, l'impegno e la determinazione che impiegherò nel mio percorso professionale.

Simone - Sinceramente vorrei far capire al pubblico chi sono davvero, nel mio carattere quotidiano e in tutte le mie sfaccettature; mostrare agli altri tutte le idee artistiche che mi frullano nella testa; desidero esprimere me stesso sul palco, affinché chi mi guarda possa dire: 'Ecco, questo è Simone Bertoncini'.

Vittorio – Beh, innanzitutto sarebbe gradito non morire di fame, ahahahaha
XD LOL.  
A parte gli scherzi, l’obiettivo è fare un lavoro in continuo mutamento, in cui annoiarsi non è contemplato e il divertimento è all’ordine del giorno.

10) C'è un ruolo o un tipo di personaggio che non avete ancora interpretato e che vi piacerebbe molto portare in scena?
Diego – Mr. Bean, per la semplicità e la verità che lo contraddistinguono, caratteristiche che mi rappresentano.
Simone – The Mask, perché mi rispecchia e mi piacerebbe portarlo a teatro.
Emanuele – Riccardo III, per le mille sfaccettature che Shakespeare ha voluto dare al suo modo di essere e perché mi intrigano i personaggi sinistri.
Vittorio – Il fantasma de “Il fantasma dell’opera”, per avere la possibilità di portare in scena il suo amore sofferto.

11) C'è un consiglio che dareste a chi sogna di diventare attore?
I consigli che ci sentiamo di dare a chi vuole intraprendere questa strada sono: essere sé stessi, avere fame e tanta forza di volontà e, sicuramente, studiare tanto, perché il talento senza un indirizzamento è fine a se stesso.
Noi abbiamo deciso di farci conoscere sui social per riuscire a comunicare con tutte le fasce d’età possibili, anche quelle più giovani, meno avvezzi a frequentare il teatro; dato che, essendo coetanei, sappiamo come rapportarci con le nuove generazioni, attraverso i social.  
Ultimamente, attraverso una serie di contenuti divertenti sul mondo del teatro, abbiamo, infatti, riscontrato un certo interesse.

12) Scrittura creativa: se doveste descrivere il vostro stile di recitazione in tre parole, quali sarebbero?
 Il nostro stile di recitazione, in quanto compagnia, si può descrivere in questo modo: TECNICA, ANIMA, CREDIBILITA’. 


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