Il segreto della soffitta

▶️ Un gruppo di amici è ossessionato da un gioco in cui chi perde deve affrontare un pegno. Scrivi un racconto in cui il ragazzo che deve pagare la penitenza scopre un segreto inaspettato e decide di non rivelarlo mai ai suoi compagni.

Il mio racconto 👇🏻
Il segreto della soffitta

​Il seminterrato di Francesco odorava di pop-corn. Lì, il gruppetto di amici era fissato con il gioco "Dadi e destini".


​Sam tirò i dadi e... disastro! Fu un tiro talmente sfortunato che toccò a Marco subire la condanna: doveva pescare la tessera che decideva il pegno.

​Lui provò a tirarsi indietro, a lamentarsi, ma Francesco e Sam non mollavano. Il verdetto era secco: la temuta soffitta.
Marco tentò l'ultima mossa disperata, ma fu inutile. Sospirando, afferrò la torcia e iniziò la salita sui gradini che sembravano urlare.

L'aria in soffitta era vecchia e densa, un velo gelido di polvere. La torcia lanciava un fascio tremolante che tagliava a malapena le tenebre, svelando solo sagome distorte e ombre che sembravano muoversi ai lati. Ogni respiro di Marco era troppo forte in quel silenzio assoluto. Poi, dal centro della stanza buia, arrivò un suono metallico, piccolo ma inconfondibile: Clic... Clac... Clic. Il ragazzo si bloccò, il cuore che batteva all'impazzata. Puntò il raggio di luce verso quel ticchettio. La tensione salì a mille fino a quando il fascio illuminò... non l'orrore che si aspettava, ma una piccola creatura blu, quasi trasparente, che fluttuava appena sopra i mobili, intenta a giocherellare con una chiave antica e arrugginita.

La paura crollò di colpo: lo spirito blu era solo un fantasmino buffo. La creatura, curiosa e dispettosa, si avvicinò e, con un lampo di malizia, spense la torcia!
​Il buio divenne totale. Marco emise un mini-urlo, ma fu interrotto da un risolino cristallino. L'irritazione prese il posto dello spavento e ordinò al fantasmino di riaccendere subito la luce. Dopo un momento abbastanza teso la torcia si riaccese da sola, rivelando il fantasmino che sghignazzava silenzioso.
Lo spirito volò verso un vecchio album. Indicò una foto sbiadita: Jamie, 1928.

​Marco si sentì stranamente a suo agio. Fece un cenno a Jamie, suggerendogli di unirsi alla prossima partita: un aiuto spettrale per i dadi sarebbe stato comodo. Lo spirito rispose con un risolino leggero, l'ultimo suono prima di svanire.
​Il ragazzo scese nel seminterrato con una calma mai avuta.
​Sam e Francesco gli saltarono addosso, ansiosi di sapere cosa avesse visto lassù, ma lui si strinse nelle spalle, fingendo di essersi annoiato. La soffitta? Piena solo di polvere e roba vecchia....
​Non avrebbe rivelato il segreto di Jamie per nessun motivo al mondo. Ora Marco aveva un alleato invisibile, un asso spettrale che avrebbe reso ogni partita di Dadi e destini... totalmente sleale e molto divertente.

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