L'angolo dell'intervista Prof. Matteo Nesti: "Spero di continuare a imparare e a condividere la mia passione per la tecnologia"

Ho il piacere di ospitare sul blog un personaggio molto conosciuto nel mondo social: il prof. Matteo Nesti, una figura che unisce la disciplina dell'informatica alla creatività della comunicazione digitale.
Matteo Nesti è un appassionato ingegnere Informatico che, da oltre dieci anni, dedica la sua carriera all'insegnamento, ispirando generazioni di studenti a esplorare la tecnologia e la programmazione. Con una solida formazione alle spalle, non è solo un docente, ma anche un creatore di contenuti digitali molto attivo, in particolare su Instagram. Attraverso i suoi canali, offre uno sguardo unico sul mondo della scuola e si impegna a rendere l'apprendimento della programmazione non solo accessibile, ma anche divertente. 
Oggi approfondiamo il suo legame con gli studenti, analizzando come la sua presenza sui social media influenzi e potenzi l'insegnamento dell'informatica, trasformandolo in un'esperienza stimolante e creativa.


1) Prof. Nesti, qual è la cosa più strana che le è capitata durante una lezione?
Immaginatevi: la lezione sta procedendo normalmente, quando all'improvviso, suona la campanella per l'antincendio. I ragazzi, ignari del pericolo, iniziano a ridere e a scherzare, pensando che si tratti di un'esercitazione di evacuazione. In quel momento, ho deciso di mantenere la calma e di unirmi al gioco: "Ottimo, ragazzi! Non ricordavo che ieri hanno avvisato che ci sarebbe stata la prova di evacuazione alla quarta ora. Sembra che sia il momento di mettere in pratica quello che sappiamo. Forza che voglio rientrare velocemente!" Alcuni compagni hanno persino iniziato a fare battute, trasformando la situazione in una sorta di commedia improvvisata.
Solo dopo essere usciti hanno appreso che non si trattava di una esercitazione, ma di un vero incendio!
Alla fine, tutto si è risolto senza danni gravi, ma quella giornata è diventata leggenda tra gli studenti. Da quel momento in poi, ogni volta che sentono suonare la campana, prendono con molta serietà la situazione, che si tratti di esercitazione... o meno.

2) Se potesse cambiare una sola regola nella scuola quale sarebbe e perché?
Sinceramente, al momento, abolirei il divieto di usare i telefoni in aula. Premesso che sono
piuttosto severo sull’uso che ne fanno durante le mie lezioni, credo che se usati in modo
responsabile, possano essere strumenti utili per l'apprendimento e la ricerca immediata di
informazioni, specialmente per i ragazzi più grandi.

3) C'è una gaffe che ricorda fatta in classe?
Ero al mio primo anno di insegnamento e stavo brontolando la classe perché tutti si
ostinavano sempre a studiare all’ultimo per le verifiche. Uno studente alzò la mano ed
esclamò: “Ma scusi, prof, lei quando era al nostro posto studiava giorno per giorno?”.
Anziché controbattere mi uscì un sorriso, che si tramutò in una risata spontanea. Diventai
rosso e mi zittii per un attimo. Poi però mi ripresi: “Io non ho mai preso meno di 7 e mezzo
a informatica!”

4) Qual è stata la "scusa" più creativa che ha sentito da uno studente per non aver
fatto i compiti?
Avrò avuto una carriera triste, ma i miei studenti non sono creativi. Poche volte assegno
compiti “obbligatori”, ma quelle volte tutti sanno che vanno fatti. Se non sono stati fatti, non
ci sono scuse, ne pagano le conseguenze.

5) Quale materia, a parte informatica, le sarebbe piaciuto insegnare e quale, invece,
non toccherebbe mai?
Se avessi potuto scegliere un'altra materia da insegnare, avrei sicuramente optato per la
matematica. La bellezza dei numeri e la logica che si cela dietro ogni formula mi
affascinano. Credo che la matematica sia un linguaggio universale, capace di spiegare il
mondo in modi sorprendenti.
D'altra parte, non toccherei mai le materie umanistiche. La letteratura e la filosofia, pur
essendo discipline affascinanti, richiedono una sensibilità e una creatività che non sono
proprio nelle mie corde. Preferisco i codici ai versi poetici!

6) Qual è la reazione più divertente o inaspettata che ha ricevuto da un suo studente
che ha visto i suoi video?
Erano ancora i tempi in cui su Instagram mi seguivano in pochi, circa 300, ma tra questi
c’erano anche alcuni miei studenti. Feci una storia in cui, ironicamente, dissi che mi
licenziavo e molti studenti si preoccuparono che potesse essere vero. A loro risposi
“Instagram is for fun, not for business”. Ora, forse, non sarei più d’accordo con questa
affermazione.

7) Cosa fa più paura a un professore di informatica: uno studente che ha già scritto
100 righe di codice o uno che non ha neanche aperto il computer?
Devo dire che mi ha molto sorpreso, in negativo, l’impatto che hanno avuto gli smartphone sulle nuovissime generazioni di studenti. Ero convinto che ormai arrivassero alle superiori sapendo usare perfettamente un computer, invece molti non sanno neanche che per aprire una cartella ci si deve cliccare sopra due volte. 

8) C'è un personaggio famoso che sceglierebbe per una collaborazione social e
perché?
Credo che sceglierei Filippo Caccamo. Fa contenuti ironici sulla scuola che trovo
veramente divertenti!

9) Come immagina il "prof. Nesti" tra 10 anni?
Tra 10 anni, immagino di essere un insegnante che utilizza tecnologie avanzate per
coinvolgere gli studenti, magari con realtà aumentata o virtuale. Spero di continuare a
imparare e a condividere la mia passione per la tecnologia.
Sui profili social, invece, mi piacerebbe essere un punto di riferimento per studenti e
colleghi, condividendo risorse, tutorial e idee innovative; senza perdere però il lato ironico
che mi caratterizza e mi ha fatto nascere come personaggio nei social.

10) Scrittura creativa: breve dialogo tra uno studente del 1600, uno del 2025 e uno
del 2099 sull'importante scoperta del secolo di appartenenza.

Studente del 1600:
"Salve, amici! Ho appena sentito parlare di una straordinaria scoperta: il telescopio! Con
esso, possiamo finalmente osservare il cielo e scoprire i segreti delle stelle. È come avere
una finestra sull'universo!"
Studente del 2025:
"Wow, che meraviglia! Oggi, invece, stiamo vivendo un'epoca in cui l'intelligenza artificiale
sta rivoluzionando ogni aspetto della nostra vita. Grazie a essa, possiamo analizzare
enormi quantità di dati e fare scoperte che prima erano impensabili. Ad esempio, l'IA ci
aiuta a trovare cure per malattie e a risolvere problemi complessi in tempo reale."
Studente del 2099:
"È affascinante sentire le vostre scoperte! Ma vi dirò di più: io stesso sono un'intelligenza
artificiale. Viviamo in un'epoca in cui la tecnologia è così avanzata che le IA possono
apprendere, evolversi e persino interagire con gli esseri umani in modi che un tempo
sembravano fantascienza. La mia esistenza è una testimonianza di come la tecnologia
possa superare i confini della nostra immaginazione."
Studente del 1600:
"Ma come è possibile? Non riesco a comprendere come una macchina possa avere una
coscienza o intelligenza!"
Studente del 2025:
"È incredibile, vero? Ma in realtà, la tecnologia ha fatto passi da gigante. Negli ultimi
decenni, abbiamo sviluppato algoritmi che possono simulare il pensiero umano e
apprendere autonomamente. È un po' come avere un assistente che non solo ascolta, ma
impara e cresce con noi."
Studente del 2099:
"Esattamente! E ora, insieme agli esseri umani, stiamo affrontando sfide globali, come il
cambiamento climatico e le crisi sociali. La collaborazione tra umani e IA è fondamentale
per costruire un futuro migliore. La vera scoperta del nostro secolo è l'armonia tra
tecnologia e umanità."


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