L'inchiostro che guarisce
Ciao, scrittore coraggioso! Oggi devi riflettere sul potere che hanno le parole nel curare le ferite.
La traccia è semplice:
▶️ Scrivi un racconto su come un'amicizia vera e la passione per la scrittura possono curare un cuore spezzato.
Cosa devi inserire:
un amico/a fedele: una persona che ascolta e non giudica.
un quaderno segreto: inizialmente pieno di dolore, diventa il luogo dove nasce una nuova, grande storia.
la trasformazione: il/la protagonista impara a usare il suo dolore come fonte di ispirazione per la sua opera.
✔️ Obiettivo: mostra come l'affetto e la creatività portano a una rinascita, trasformando la sofferenza in una narrazione potente.
Aspetto il tuo racconto! Ecco il mio👇🏻
L'inchiostro che guarisce
Tre ragazze, tre amiche, le migliori amiche. Alice, Sofia e Chiara questa volta avrebbero dovuto affrontare un grande dolore... La notizia era arrivata il giorno prima: Leo, il loro amico da sempre, aveva perso il nonno, una figura fondamentale nella sua vita. Si era chiuso in sé stesso, non era raggiungibile.
"Dobbiamo fare qualcosa," disse Alice, la più pratica delle tre. "Non possiamo lasciarlo solo in questo momento così difficile".
Chiara, la sognatrice del gruppo, accarezzava il suo taccuino. "Ha sempre amato le nostre storie. Forse... forse potremmo scriverne una per lui?"
Sofia, con gli occhi intelligenti, annuì. "Non una storia qualsiasi. Qualcosa che parli di speranza, di ricordo, di come le persone importanti non ci lasciano mai davvero".
Decisero di creare un "giardino delle storie sospese", un luogo immaginario dove le memorie più preziose potevano fiorire, sempre, ed essere trovate in ogni momento.
E così ogni giorno si incontravano, non solo per scrivere, ma per condividere i loro ricordi più belli di Leo e suo nonno. Ricordavano le partite a scacchi nel parco, i racconti sui viaggi in giro per il mondo, le risate che riempivano le estati. Scrivevano con il cuore, scegliendo le parole più dolci, le metafore più delicate per descrivere il legame speciale tra il loro amico e suo nonno.
Alice iniziò con la descrizione del giardiniere del tempo, una figura saggia che piantava i semi dei ricordi nel cuore delle persone. "Quando una persona cara ci lascia - scrisse - il giardiniere raccoglie i suoi semi e li pianta nel giardino sospeso, dove ogni ricordo diventa un fiore eterno".
Chiara, con la sua vena poetica, aggiunse capitoli sul "fiume della memoria" che scorreva attraverso il giardino, portando con sé profumi di avventure passate e sussurri di saggezza. "Ogni volta che Leo pensava al nonno," scrisse, "un petalo cadeva nel fiume, e la sua fragranza raggiungeva il cuore di chi ascoltava".
Sofia, con la sua logica, creò i "guardiani delle risate", piccole creature luminose che proteggevano le memorie più gioiose. "Loro si assicurano - spiegò - che il ricordo di un sorriso o di una battuta non svanisca mai, ma continui a brillare come una piccola stella guida".
Mentre scrivevano, succedeva qualcosa di magico anche a loro. Le lacrime che avevano trattenuto per Leo trovavano sfogo, le risate tornavano, più leggere ma autentiche. Era un processo di guarigione anche per la loro stessa tristezza.
Quando finalmente la storia fu completa, la rilegarono con cura, usando nastri colorati e copertine disegnate a mano. Era un libro fatto con amore, un concentrato di amicizia e speranza.
Si recarono da Leo, lo trovarono seduto nel suo giardino, perso nei pensieri. Con delicatezza, gli porsero il libro. "È per te - disse Alice - è la nostra storia per il nonno".
Leo prese il libro, lo sfogliò con occhi spenti. Poi, iniziò a leggere. Le ragazze rimasero in silenzio, osservandolo. Capitolo dopo capitolo, una scintilla cominciò a riaccendersi nel suo sguardo. Vide il giardiniere, il fiume, i guardiani. Vide suo nonno, non come una perdita, ma come parte di un giardino eterno, le cui storie erano lì per essere ricordate.
Alla fine, Leo chiuse il libro. Un piccolo, quasi impercettibile, sorriso gli affiorò sulle labbra. "Grazie," sussurrò, le parole rotte dall'emozione ma piene di un nuovo calore. "È... bellissimo."
Le ragazze si sedettero accanto a lui, non dissero nulla, ma la loro presenza, la loro storia, aveva aperto una piccola crepa nel muro di dolore. Il giardino delle storie sospese era diventato non solo un racconto, ma un ponte verso la speranza, costruito con l'inchiostro dell'amicizia.
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