Compiti: due mondi a confronto
▶️Lo studio di gruppo: meglio dal vivo o in video? Racconta la tua esperienza.
👉🏻 Vantaggi: qual è la cosa migliore dello studiare in videocall (efficienza, velocità, meno distrazioni, comodità)?
👉🏻 Svantaggi: cosa ti manca o cosa perdi rispetto a quando ti incontri fisicamente con i tuoi compagni (il momento della merenda, le chiacchiere, il "cambio d'aria")
👉🏻 Il tuo voto: se dovessi scegliere tra le due modalità, quale vince per te e perché?
Lascia un commento qui sotto e facci sapere se anche a casa tua i Longobardi sono studiati on line!
Ecco cosa ne pensa la mia protagonista 👇🏻Studio di gruppo in video
Alice si trovava nella sua stanza e, come sempre, in compagnia del telefono. Erano le quattro e mezza del pomeriggio e sulla scrivania, tra i libri e mappe di storia, il cellulare trasmetteva una videochiamata di gruppo.
"Capitolo sui Longobardi. Chi comincia?" La voce di Luca uscì dall'altoparlante, leggermente compressa.
Sul monitor, quattro riquadri mostravano il gruppo: Alice, Luca, Marta e Davide. Ognuno si trovava nella propria casa, ma per il ripasso di storia, erano tutti lì, collegati in un ambiente digitale aperto sulla storia antica.
Marta, seduta nel suo salotto, intervenne: "Vado io. Alice, metti sullo schermo la mappa concettuale che ci siamo scambiate ieri, così seguiamo tutti la stessa traccia".
Con un gesto velocissimo, Alice condivise lo schermo. I volti degli amici si erano rimpiccioliti ai lati, lasciando il posto a uno schema colorato. Per loro studiare era questo: condividi, silenzia, riattiva. Una simulazione d'interrogazione tra appunti cartacei e lo schermo.
A un certo punto, la porta della stanza si aprì. La madre di Alice, Lara, entrò con due tazze di cioccolata calda fumante e si fermò ad osservare la scena.
"Ehm, ciao, mamma," sussurrò Alice, abbassando il volume delle cuffie. "Stiamo studiando".
Lara appoggiò le tazze sulla scrivania e sorrise, un po' divertita.
"Sono i Longobardi," le spiegò Alice.
Lara guardò le immagini sul display. "Certo, i Longobardi. In quattro, che studiano insieme, ma ognuno nella sua stanza. È strano, no?"
"Io e le mie compagne - iniziò Lara, prendendo un sorso di cioccolata - quando facevamo i gruppi di studio, dovevamo proprio incontrarci, vederci dal vivo. Era quello il bello!"
Marta sentì e rise. Anche Luca, in video, sorrideva mentre Davide incrociava le braccia, forse già immaginava il resto del discorso che era simile a quello che sua madre faceva spesso.
"Ma questo è più pratico, mamma - rispose Alice con pazienza - non perdiamo tempo con gli spostamenti. Se fuori diluvia, non importa. E se dobbiamo dirci una cosa velocissima, usiamo la chat privata a lato".
Lara alzò le spalle. "Lo so, lo so. Comodità assoluta. Però... quando andavamo a casa degli altri, c'era quel pezzo di vita in mezzo. Le chiacchiere sul pianerottolo, la merenda che portava la nonna, decidere chi aveva diritto al posto migliore nel salotto e le risate, quante risate..."
Fece una pausa, gli occhi fissi su un ricordo lontano. "C'era il mondo intero, prima di aprire il libro, non solo una finestra aperta sul telefono".
"Comunque, i dolci della nonna me li ricordo anch'io - disse Luca, scherzando - ma diciamocelo, incontrarsi credo che fosse soprattutto una scusa per stare insieme, per condividere un momento reale".
Alice sorrise, guardando gli amici nel riquadro. "Forse è così, ma siamo qui, no? Insieme, solo in un modo diverso, più veloce". Poi spense l'audio e si tolse le cuffie. I Longobardi erano fissati in testa. Certo, i racconti di sua madre su biscotti e divani sembravano carini, quasi un film. Ma per lei questo sistema funzionava meglio: diretto, pulito e le faceva risparmiare un sacco di tempo. Il mondo era cambiato e anche il modo di studiare. Per Alice, in quel momento, il futuro dello studio si trovava proprio lì, in quel monitor diviso e condiviso.
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