Il costo di un'azione sbagliata

▶️ ​Pensa alle conseguenze di un gesto sbagliato (violenza, prepotenza) compiuto per un motivo stupido. Scrivi su cosa significa fare la scelta errata e pagarne il prezzo, scegliendo uno di questi due ruoli: 
☑️ l'amico che non ha parlato: sei a conoscenza del fatto, non hai parlato per paura o per non tradire gli amici.👉🏻 Scrivi un monologo interiore dove senti il peso della tua mancata azione.
☑️ Il colpevole, 5 anni dopo: sei uno dei ragazzi che ha partecipato. 👉🏻 Scrivi una pagina di diario cinque anni dopo l'accaduto, pensando a cosa hai perso davvero.

Ecco il mio racconto👇🏻 (ispirato dagli ultimi fatti di cronaca)
Il costo di un'azione sbagliata 

Un migliaio di ragazzi. Un migliaio di facce tra annoiate, curiose e un po’ irritate per essere state convocate in quell’auditorium un mercoledì pomeriggio. Erano tutti lì, i “migliori” e i “peggiori” della zona.

Davanti a loro, sul palco, non c’era un prete o un professore. C’era un uomo in divisa che si presentò solo come l’Ispettore Serra. Non aveva slide, non aveva un microfono fancy, ma solo un bicchiere d’acqua e uno sguardo che aveva visto troppo.
Serra non perse tempo con i preamboli. Si schiarì la voce e andò dritto al punto.

"Cinque giorni fa, uno di voi, forse un vostro amico, o forse un tipo che non conoscete, è in un letto d’ospedale. Non si muoverà più come prima. Cinquanta euro. Questo è il prezzo per cui la sua vita è cambiata per sempre".
La parola "cinquanta euro" rimbalzò nel silenzio. Era l’equivalente di tre pizze, un paio di ingressi al cinema, o poco più di un videogioco usato.
"Chi lo ha ridotto così? - continuò Serra, senza urlare, ma con una voce che bucava il muro - ragazzi "per bene", dicono i giornali. Famiglie "che non gli hanno fatto mancare nulla". Ecco, vi dico io cosa gli hanno fatto mancare: la consapevolezza".
Si sporse in avanti, appoggiando le mani sul leggio.

"Voi pensate che le conseguenze siano due schiaffoni dai vostri genitori, un paio d’ore in caserma, e poi tornate a casa a giocare alla PlayStation. La realtà non è il trailer di un film. È una pellicola che non si può riavvolgere".
Fece una pausa, guardando lentamente la platea.
"Quella coltellata alla schiena, per quei cinquanta euro, non ha solo colpito la vittima. Ha colpito i suoi genitori, che non dormiranno più. Ha colpito il suo futuro, perché non avrà più quella gamba. E, attenzione, ha colpito anche il futuro di chi ha tenuto il coltello".
"Non parlo solo di carcere. Parlo di macchie sulla vostra fedina penale che non andranno via. Parlo di lavori che non potrete fare. Parlo di serate passate con la vergogna che vi mangia dentro. Parlo della faccia di vostra madre in aula di tribunale. E parlo di voi, che a trent’anni, con una buona famiglia alle spalle, vi sveglierete ogni mattina sapendo che valete meno di quei cinquanta euro, perché per quelli avete distrutto due vite: la sua e la vostra".
Serra si tirò indietro. Prese il bicchiere d’acqua, ma non bevve.
"Il bullismo, la prepotenza, l’uso della forza. Sono scelte. Siete grandi abbastanza per capire che ogni scelta ha un costo. E a volte, quel costo, non lo paga solo chi subisce. Lo pagate voi, con la vostra intera esistenza. Volete fare i duri? Fate i duri nel dire di no quando un amico fa una cavolata. Fate i duri nel pensare alle conseguenze. Perché essere dei criminali per cinquanta euro, non è da duri. È da stupidi. E stupidi, qui dentro, non siete. Giusto?"
Il silenzio in sala era pesante. Non c'era più noia. C'era solo l’eco di quel peso: il peso irraggiungibile, definitivo, di quei cinquanta euro maledetti. Serra annuì una volta, ruotò i tacchi e lasciò il palco. La lezione era finita.

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