L'angolo dell'intervista Jo D'Alessandro: "Credo che il sogno di qualsiasi artista sia di poter comunicare, attraverso la propria arte, ad un vasto pubblico"

È una delle voci più amate e riconoscibili sui social media, capace di riportare in vita la magia e l'emozione delle colonne sonore Disney con una potenza e un'intimità uniche. 
L'ospite di oggi è Jo D'Alessandro (Alessandro Ceccacci, nato il 7 giugno 1986 a Bracciano, in provincia di Roma) ed è molto più di un coverista di successo.
Dopo aver dedicato la sua vita all'arte, dal disegno alle arti marziali e allo studio della musica, Jo ha costruito una carriera solida che unisce talento vocale e recitativo. È attivo professionalmente nel mondo del doppiaggio e ha partecipato a produzioni TV e teatrali, dimostrando una padronanza artistica che lo rende un professionista completo. Ha deciso di fare della sua voce il suo mezzo di comunicazione definitivo, come performer, cantante e interprete.
Appassionato sportivo, amante degli animali e dell'ambiente, con un animo nerd e romanticamente nostalgico, Jo D'Alessandro ci apre le porte del suo mondo.
Scopriamo con lui come nascono le sue reinterpretazioni, come gestisce l'equilibrio tra arte ed era digitale, e quanto le sue scelte di vita influenzino la sua ispirazione.


1) Qual è stato il momento o la canzone Disney che ti ha fatto scattare la scintilla, convincendoti a dedicare il tuo talento alla reinterpretazione di queste colonne sonore iconiche?
Premesso che la mia infanzia è, come quella di molte altre, pervasa dai colori e dalle musiche dei classici Disney, le mie reinterpretazioni delle colonne sonore nascono collateralmente alla mia professione di doppiatore che, unita alla passione e al mestiere del canto, ha fatto nascere l’idea di dedicare la voce anche alla parte cantata. Insomma, dopo averle cantate per anni in doccia e non solo, andava assolutamente fatto!

2) Le tue cover riescono a rendere i brani molto intimi e personali. Nel processo di arrangiamento, qual è la prima cosa che togli dal pezzo originale per semplificarlo, e quale elemento emotivo o vocale aggiungi per renderlo 'tuo' al 100%?
In realtà non c’è un vero processo premeditato. Ho una identità musicale abbastanza solida e semplicemente mi appoggio alla melodia principale assecondando le mie inclinazioni canore che, di conseguenza, guidano anche l’arrangiamento verso determinate direzioni. Ovviamente il tipo di vocalità rispecchia molto la mia natura emotiva e tutto diventa molto naturale e, mi auguro, sincero.

3) Qual è, ad oggi, la cover Disney che hai realizzato che ti ha dato maggiore soddisfazione personale, e perché?
In termini di appagamento esecutivo ho amato particolarmente cantare "Il cerchio della vita", mettere la voce su quella struttura musicale è stato molto emozionante e l’incastro è stato naturale.
Se parliamo di soddisfazione in termini di risultato, "Farò di te un uomo” è stato il mio primo contenuto a raggiungere le centinaia di migliaia di visualizzazioni, un risultato inaspettato che ancora sta dando soddisfazioni.

4) C'è una canzone Disney che reputi particolarmente difficile da riarrangiare o interpretare vocalmente e per quale motivo?
Pur amando le versioni italiane, ammetto di essere particolarmente affascinato dalle versioni originali che, bisogna dire, sono interpretate da cantanti eccezionali difficilmente replicabili.
Mi viene in mente “Beauty and the Beast” con Peabo Bryson e Celine Dion e “A whole new world”, sempre con Peabo Bryson e Regina Belle.
Parlando della parte maschile, posso dirti che Peabo Bryson è davvero un cantante superbo e difficile da seguire.

5) I tuoi contenuti hanno trovato un pubblico vastissimo sui social. Qual è secondo te l'elemento che rende così affascinante riascoltare questi classici, anche per chi non è cresciuto con la Disney?
Partiamo dal fatto che sono canzoni di prim’ordine e che quindi fanno facilmente breccia in qualsiasi orecchio.
Inoltre hanno accompagnato l’infanzia di milioni, miliardi di persone. Ripercorrerli credo sia catartico per tutti.
Fa sorridere che moltissime persone abbiano pensato fossi io l’originale cantante del brano di Mulan che ho riproposto, emozionadosi per aver dato finalmente un volto a quella voce.
Nel lontano 1998 (anno di uscita del film) ero ancora molto piccolo!

6) Dopo aver dato nuova vita a tanti brani iconici, c'è un progetto di musica originale nel tuo futuro? E se sì, quanto l'esperienza con gli arrangiamenti Disney ha influenzato il tuo stile compositivo?
L’obiettivo è quello di promuovere musica originale, non c’è dubbio.
Bisognerà lavorare ancora con i social per formare un pubblico ampio e appassionato che apprezzi le mie interpretazioni e, assieme al produttore con il quale ho la fortuna di collaborare, ci dedicheremo al componimento di brani originali.
Lo stile sarà probabilmente, ma indirettamente, influenzato da quei tipi di arrangiamenti per via dello stile un po’ classico del mio modo di cantare che, per caso(?), si sposa bene con quell’approccio altrettanto classico.

7) Qual è il prossimo ‘sogno’ che vorresti realizzare musicalmente o sui tuoi canali social?
Credo che il sogno di qualsiasi artista sia di poter comunicare, attraverso la propria arte, ad un vasto pubblico.
Possiamo dire che il primo step sarà quello di produrre materiale inedito e, successivamente, poterlo promuovere live davanti ad un pubblico appassionato, accompagnato da professionisti.

8) Sappiamo del tuo impegno verso uno stile di vita vegano. Spesso si parla dei benefici per la salute, ma nel tuo caso: come influisce questa scelta sulla tua voce (respirazione, chiarezza, resistenza) e sul tuo stato mentale/emotivo in studio o sul palco? Senti una connessione diretta tra l’alimentazione e la tua ispirazione o la tua performance canora?
È stata una delle scelte migliori della mia vita, dal punto di vista salutistico ma anche da quello della consapevolezza.
Essere coerenti ti rende più saldo, più presente a te stesso e personalmente mi sento più connesso alla mia emotività.
Mi alleno da sempre, ma sono attualmente nella mia miglior forma anche per questo motivo ed è fisiologico che questo influisca anche sulla mia vocalità e performance canora.
Oltretutto vivere questa emotività ed essere connessi a questo tema alimenta non poco la mia sensibilità artistica.
L’artista è per antonomasia simbolo di sensibilità e comunicazione e per questo penso sia fondamentale consapevolizzare che certi atteggiamenti antropocentrici come lo specismo siano retaggi tossici come lo sono il razzismo, la misoginia, l’omofobia e tutto quello spettro di tendenze che arbitrariamente stabiliscono l’inferiorità di un determinato gruppo di esseri viventi.

9) Quando non sei in studio o sul palco, quali sono gli hobby e le passioni che ti ricaricano e ti fanno ‘staccare la spina’ dalla musica?
Allenarmi duramente è una delle mie principali valvole di sfogo che ha sopperito anche alla musica, in un periodo in cui affrontavo un momento davvero difficile.
Poi amo videogiocare (sono molto nerd!), i giochi da tavolo con gli amici, dedicarmi al mio cucciolone di nome Yhorm (un meticcione di 45kg), leggere e guardare film e godermi casa e gli affetti.

10) Nell’era digitale, come vedi il lavoro dell’artista? Come gestisci il bisogno di creare contenuti sempre nuovi e l’opportunità di mostrare la tua arte direttamente a chi ti segue?
Soffro un po’ il modus operandi di questa era digitale.
Provengo dall’ultimo periodo analogico in cui la musica aveva altri ritmi ed altre regole.
I social sono un’opportunità ma il ritmo che ti costringono ad avere è soffocante e credo tenda ad allontanare dal concetto vero di comunicazione propria dell’arte, a favore della performance strettamente intrattenitiva e spesso sterile.
Personalmente non sono bravo a rispettare questi ritmi e preferisco assecondare i miei gusti e le mie volontà, cercando di essere abbastanza produttivo senza perdere di vista la mia ispirazione sincera.

11) Hai un artista (italiano o internazionale, non necessariamente legato alla Disney) con cui sogni di collaborare per un duetto o una produzione futura, e perché?
Stimo davvero molti artisti, internazionali e non, e con ognuno sarebbe bello poter condividere il palco.
Realisticamente, considerando un potenziale match di genere, potrei sognare un duetto con Giorgia o Elisa (la stiamo sparando grossa eh, l’hai detto tu che posso sognare!).
O potrei anche sognare di cantare un brano appositamente scritto per me da nientepopodimeno che David Foster!
Sognare non costa nulla, ed eccoci qui…

12) Scrittura creativa 
Immagina: un vecchio carillon suona un classico Disney e si ferma a metà, lasciando il silenzio.
La TUA sfida: Descrivi in due frasi cosa senti in quel silenzio e quale nota useresti per romperlo e iniziare il tuo spettacolo.
La musica si interrompe ed è buio, esplodo di energia ed emozione in un acuto in belting graffiato glissando la nota, le luci e l’orchestra divampano….



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