I giocattoli senza tempo
▶️ Immagina di essere un vecchio soldatino di legno, solo in una scatola polverosa.
Scrivi un breve monologo di 4 righe in cui racconti: la sensazione che provi adesso (silenzio/freddo); un momento di gioco felice che ti manca; la speranza di essere ritrovato.
Ecco la mia storia 👇🏻
I giocattoli senza tempo
Sai, la mia bottega è un posto magico. È nascosta in una via tranquilla di una città frenetica e ha il pavimento di tavole antiche che scricchiola ogni volta che cammino. Appena entri, senti subito il profumo di colla e di essenze profumate, e una luce calda ti avvolge. È il mio rifugio, il posto dove mi sento davvero me stesso, dove posso ridare la vita.
L'ho ereditata da mio nonno, un uomo che aveva un'abilità incredibile nelle mani. Lui mi ha insegnato tutto e, in particolare, mi ha svelato un segreto: i giocattoli vecchi non sono rotti, ma sono solo giocattoli che hanno bisogno di dormire un po' prima di ricominciare a sognare. E io ho preso il suo posto.
Passo le mie giornate a lavorare, proprio come faceva lui. Prendo un vecchio orsetto senza un occhio o una bambola con un vestito strappato, e inizio a riparare. Uso i suoi stessi attrezzi e sento che lui è ancora lì con me, e intanto parlo ai giocattoli mentre li aggiusto, raccontando di quanto sono importanti. Loro non rispondono, certo , ma mi sembra di sentire le piccole anime risvegliarsi sotto le mie dita.
Ho un sogno, un po' ambizioso ma non impossibile: vorrei che i bambini di oggi conoscano i giocattoli che hanno un'anima, quelli di legno e di stoffa, che si muovono grazie alla fantasia, non a una batteria. Le cose semplici, lo so, sono quelle che danno le gioie più durature. Per questo lavoro senza fermarmi, cercando di far rivivere la vera bellezza.
L'inverno si fa avanti veloce, e l'aria diventa fredda. Finalmente arriva la Vigilia di Natale. Fuori dalla finestra, la neve inizia a cadere, piano, e illumina il mio grande tavolo da lavoro. Sono stanco, sì, ma il cuore mi batte forte per la gioia. La missione è compiuta: tutti i giocattoli dimenticati sono tornati a splendere, pronti per una nuova vita.
Chiudo la bottega e vado a dormire, sentendomi leggero. E mentre dormo, senza che me ne accorga, la vera magia si compie. Molte persone, i genitori e i nonni che hanno creduto nel mio sogno e in quello del mio nonno, vengono silenziosi a prendere i pacchetti. Sono doni speciali, scelti con cura, perché sono fatti col cuore.
La mattina dopo, scopro cosa è successo. Nelle case tranquille, i bambini aprono i regali. Non ci sono luci lampeggianti o suoni forti, ma soltanto peluche morbidi, cavalli a dondolo silenziosi e trenini che vanno con un dito. E subito immagino i loro sorrisi, quelli veri, fatti di gioia semplice.
Torno nella mia bottega e guardo lo spazio vuoto sul tavolo. I giocattoli non sono più dimenticati, so che hanno trovato una nuova casa e nuove storie da vivere, e che il sogno del nonno vive dentro di me. Realizzo che la magia non è solo a Natale, ma in ogni cosa che facciamo con amore.
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