L'angolo dell'intervista Alessandro Rolfi: "Si può lasciare un segno anche senza urlare"
Esistono due modi per farsi ascoltare nel caos dei social: alzare il volume o abbassarlo drasticamente. Alessandro Rolfi ha scelto la seconda via, quella del sussurro, inserendo un ingrediente inaspettato: la comicità.
Ventiseienne romano, una laurea in Psicologia clinica e un master in Risorse umane in corso, Alessandro è riuscito a portare sul web un format unico che ruota attorno all'ASMR. Per chi non lo sapesse, l’ASMR (acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response) è quella sensazione di rilassamento, spesso accompagnata da un leggero formicolio alla testa, che si prova ascoltando suoni specifici o voci sussurrate. È come un "massaggio cerebrale" che aiuta proprio a staccare la spina.
Ma Alessandro non si limita a rilassarci: trasforma il sussurro in una gag. Dietro i suoi video, che uniscono questa estetica calma alle nevrosi esilaranti della vita quotidiana, c’è una mente abituata a osservare il mondo con occhio clinico e cuore aperto. Dalle professoresse iconiche alle commesse stravolte, i suoi personaggi sono specchi in cui è impossibile non riflettersi.
In questa chiacchierata per il mio blog, Alessandro ci porta nel suo backstage, ci racconta come ha trasformato una sua fragilità in un talento e ci ricorda che, a volte, la fantasia è l’unico rifugio per rendere la realtà più leggera. Se volete seguire Alessandro lo trovate sui social con il nome: ale.rolfj
Buona lettura!
1) Ciao Alessandro e benvenuto! Puoi presentarti senza filtri a chi non ti conosce, dicendo anche cosa ti ha spinto a portare i tuoi video sui social?
Mi chiamo Alessandro e sono nato a Roma. Mi definisco una persona curiosa e creativa, impegnata da due anni nella realizzazione di contenuti per i social al fine di regalare a chi mi segue momenti di spensieratezza, ironizzando sugli aspetti della vita quotidiana. Ciò che mi ha spinto a portare i miei video sui social è stato il desiderio di realizzare uno dei miei sogni nel cassetto: creare una community con cui interagire e condividere leggerezza e autenticità.
2) Sei stato tra i primi a inserire la comicità nel mondo ASMR. Come è nata l'idea del sussurro comico e qual è il segreto di questo successo?L’idea del sussurro comico è nata dal desiderio di valorizzare il mio tono di voce che, essendo basso, in passato mi ha spesso fatto sentire a disagio, soprattutto quando non veniva ascoltato o preso in considerazione. Ho deciso quindi di trasformare questa caratteristica in una forma espressiva, usando il sussurro non come limite ma come punto di forza. In questo modo ho voluto trasmettere un messaggio a chi, come me, ha una voce che tende a passare in secondo piano: si può lasciare un segno anche senza urlare. Credo che il segreto di questo successo stia proprio nella valorizzazione di qualcosa che solitamente viene giudicato negativamente, unita alla capacità di renderlo autentico e riconoscibile.
3) Sono diversi i creator, seguitissimi, che usano il sussurro e l'ASMR nei loro video. In che modo, secondo te, ci si può distinguere dagli altri e dare un contenuto unico nel suo genere?
Secondo me, la capacità di distinguersi sta nel proporre qualcosa di autentico e originale, che esca dalle righe o che offra un punto di vista nuovo rispetto a ciò che si vede abitualmente. Nel mio caso, ho scelto di unire la comicità al sussurro, un approccio a cui il pubblico non è particolarmente abituato: è proprio questa differenza a rendere il contenuto unico. Credo che l’unicità derivi dalla capacità di innovare anche all’interno di un contesto già molto esplorato, come quello dell’ASMR. Trasformare un formato noto e portarlo in una dimensione diversa e personale è, secondo me, il modo migliore per distinguersi e dare al proprio contenuto un’identità riconoscibile.
4) Passiamo ai tuoi personaggi (professoresse, commesse, clienti al ristorante). Sono figure della vita di tutti i giorni in cui tutti ci riconosciamo. Ti definisci un osservatore attento? Dove trovi l'ispirazione per i dialoghi e le situazioni che poi metti in scena?
Questa è una domanda molto interessante, perché tocca l’essenza dei miei video. I miei personaggi non nascono solo dall’imitazione di stereotipi, come una professoressa con giacche e collane tipiche, ma dall’osservazione di dettagli essenziali che colgo nella realtà. Sì, mi definisco un osservatore attento: osservo le persone in modo sia passivo che attivo, cogliendo piccoli gesti, atteggiamenti o espressioni che poi emergono naturalmente nei miei video. Molti dei personaggi che interpreto sono figure che ho incontrato nella vita, come le professoresse, e gli atteggiamenti che osservo diventano quasi istintivi quando li porto in scena. Le situazioni e i dialoghi che caratterizzano i miei contenuti nascono in modo spontaneo, a partire dai filtri che utilizzo e dalle figure che scelgo di interpretare. Le scene che metto in gioco sono il risultato di un insieme di idee maturate nel tempo, che riesco finalmente a esprimere attraverso i video. In questo modo, ogni dialogo e ogni gesto risultano autentici e coerenti con il personaggio scelto per il video.
5) Come vedi i social fra qualche anno? E come vedi te stesso: magari in TV o in un'altra 'dimensione' creativa?
Vedo i social sicuramente più evoluti, con strumenti sempre più avanzati che permetteranno a chi desidera intraprendere questo percorso di avere maggiori riscontri e possibilità espressive ancora più innovative. È una domanda a cui non è facile rispondere, perché il futuro è imprevedibile, così come l’immagine che abbiamo di noi stessi tra qualche anno. Per quanto riguarda me, mi vedo inserito in un’altra dimensione creativa, ancora indefinita, ma che mi permetterà di stare davanti a un pubblico e raccontare la mia storia, magari esplorando nuovi linguaggi e nuovi spazi espressivi.
6) Cosa c'è dietro la creazione di un video? Svela il tuo backstage...
Dietro la creazione di un video ci sono io, il mio salone e tanto lavoro. Ultimamente sto facendo più fatica a registrare nuovi contenuti poiché il tempo di preparazione si è allungato notevolmente: curo ogni dettaglio con maggiore attenzione per offrire video di alta qualità, sia a me stesso sia a chi mi segue.
7) Hai centinaia di migliaia di follower. Il fatto di essere così popolare come ti fa sentire, soprattutto quando parli di temi come la serenità, l'ansia o la pressione sociale?
È una sensazione bellissima, alla quale è difficile abituarsi. A volte faccio ancora fatica a credere di essere riuscito a realizzare uno dei miei sogni più grandi. Sono profondamente grato ogni giorno per avere una community così presente, affidabile e supportiva. Sapere di poter essere una voce di riferimento per chi, in certi momenti, sente di non farcela è qualcosa di davvero prezioso e significativo per me.
8) Quando non sei impegnato a ideare gag o a registrare, come trascorri il tuo tempo? Hai degli hobby o delle passioni che ti attraggono maggiormente?
Nel tempo libero mi piace stare con gli amici e con la mia famiglia, oltre ad andare in palestra. Una delle mie passioni più grandi è sempre stata la ginnastica artistica, anche se ultimamente non la vivo più come un tempo: sento che gran parte di quell’energia e di quell’interesse si sono trasferiti nel mondo dei social e nella creazione dei video, l’attività che oggi più mi stimola e nella quale riesco a esprimermi davvero.
9) Il tuo è un pubblico molto giovane: che consiglio daresti a un adolescente di oggi che si concentra con difficoltà? Credi che la lettura e la scrittura stiano scomparendo dal suo interesse?
Credo che sia importante, per un adolescente che fatica a concentrarsi nello studio o nella lettura, trovare una propria motivazione rispetto a ciò che sta facendo e provare a guardare ogni attività da una prospettiva più positiva. Cercare di trovare un aspetto interessante o stimolante in ciò che si studia può aiutare a mantenere la concentrazione e a sentirsi più coinvolti. Per quanto riguarda la lettura e la scrittura, non credo che stiano scomparendo. Anche se siamo immersi nel mondo digitale, molti adolescenti continuano a leggere, scrivere e usare queste attività come strumenti di apprendimento, svago o hobby. Non tutti sono completamente assorbiti dal digitale: molti di loro mantengono viva la curiosità e la passione per conoscere e creare attraverso la scrittura e la lettura.
10) Scrittura creativa
Ti lascio questa frase, a te il compito di continuarla: 'La realtà e la fantasia si distinguono, però nessuna delle due può fare a meno dell'altra...'
La realtà e la fantasia si distinguono, però nessuna delle due può fare a meno dell'altra. Senza la realtà, la fantasia non avrebbe basi concrete su cui modellarsi; senza la fantasia, invece, la realtà rischierebbe di restare pesante e immutabile. Immersi in un mondo reale, la fantasia ci aiuta a viverlo in modo alternativo, diverso, quasi più accettabile. Il suo operare è un rifugio prezioso per chi desidera alleggerirne il carico.
"Immersi in un mondo reale, la fantasia ci aiuta a viverlo in modo alternativo"
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