L'angolo dell'intervista Nartico: "Sono convinto che la parte più importante di me sia la musica"

​Cosa hanno in comune la scrittura di canzoni per le voci più celebri e la presenza sui palcoscenici televisivi più seguiti? La risposta è un nome che si distingue per la sua capacità di muoversi tra generi e piattaforme.
​L'ospite di oggi è un artista che riesce a scrivere hit per volti storici della musica italiana come Bobby Solo e I Camaleonti, mentre contemporaneamente crea canzoni virali come "Il Bologna in Champions League". È lo stesso talento scelto da Vincenzo Mollica, che ha aperto i concerti di Arisa ed è nella squadra della Nazionale Italiana Cantanti.
​Questo artista è un volto riconoscibile in TV (RAI1, RAI2, LA7), è il volto social dello Zecchino d’Oro e lo vedremo presto nel cast di "BellaMà" (RAI2) e nella serie "Creatives" (Amazon Prime Video).
​VI presento Nartico, e il suo percorso dimostra che ci si può affermare in più settori, mantenendo onestà e leggerezza.
Scoprite chi c'è dietro questa incredibile storia!



1) Nicolò, se dovessi spiegare la tua musica a una persona che non ti ha mai ascoltato, quali tre aggettivi useresti?
Probabilmente sarebbero: cantautorale, onesta, ironica.

2) C'è un verso di una tua canzone al quale sei particolarmente legato e che ti rappresenta di più in questo momento?
Difficilissimo scegliere, ogni pezzo è un po' figlio di un momento e di una parte di me... Una frase che sento sempre valida perché fa proprio parte di me è: "Sono un campione a fermarmi a pensare, che è risaputo che faccia anche male, dovrei scordare il giudizio morale per alleggerire la spina dorsale" ("Tempi moderni").

3) Qual è stata la prima canzone che hai scritto in cui hai sentito di aver trovato la tua "vera voce" come artista, quel brano che ha segnato un prima e un dopo nella tua musica?
Ce ne sono stati un paio, sicuramente come autore "Un uomo libero" scritta per i Camaleonti, il primo brano che ho pubblicato come autore appunto.
Nel mio percorso cantautorale "Il Bologna in Champions League" è stato un piccolo spartiacque.

4) Quando inizi a creare una canzone, hai un approccio più istintivo (melodia e parole arrivano insieme) oppure lavori seguendo un metodo (prima la musica, poi le parole, o viceversa)?
Nella maggior parte dei casi parole e melodia arrivano insieme, cioè tendo a musicare direttamente il pensiero testuale che ho.
Spesso però mi è capitato anche di partire da idee testuali isolate segnate in vari momenti nelle note o (soprattutto come autore) scrivere su una melodia già composta da altri, per cui mettendo il testo sulla musica (un esempio può essere il brano scritto con Bobby Solo per Rosanna Fratello "Non si pesa in grammi l'anima").

5) Quando pubblichi un contenuto sui social (che sia divertente o serio), qual è l'obiettivo principale? Vuoi prima di tutto promuovere la tua musica, oppure vedi queste piattaforme come un modo per esprimere la tua personalità oltre le canzoni?
Credo che i social siano un grande mezzo per far conoscere la persona dietro l'artista e provo ad utilizzarli in questo modo, ma sono convinto che la parte più importante di me sia la musica, quindi so che lei può definirmi meglio di quanto possa fare io a parole.

6) Sei il volto social e un personaggio chiave dello "Zecchino d'Oro". Cosa significa per te lavorare con un'istituzione così storica e, soprattutto, qual è la cosa più sorprendente che hai imparato interagendo con il pubblico dei bambini e le loro famiglie?
Per me è un onore poter veicolare i messaggi dello Zecchino d'Oro, mi rispecchio in quei valori e cerco di portarli avanti con la mia personalità. Stiamo facendo cose incredibili tra spettacoli e trasmissioni, ma la cosa più importante per me dall'inizio è stata scoprire e cercare di reimparare la semplicità innata e la libertà di pensiero tipica dei bambini (che emerge sempre nelle loro risposte e nei loro gesti).

7) Qual è la cosa più importante che hai imparato nella tua "carriera itinerante", passando dal palco dello Zecchino d'Oro ai tuoi concerti, fino alla creazione di contenuti web? C'è una lezione che porti sempre con te?
Devo dire di sì, le cose che tengo sempre a mente sono due: la prima è che il supporto di ogni persona (online o dal vivo) è fondamentale e rappresenta un patto di fiducia che voglio rispettare e per cui devo ringraziare, la seconda è che sono fortunato a fare quello che faccio (avendo occasioni fuori dal comune e vivendo momenti unici nel loro genere), però devo ricordarmi che i momenti che contano veramente sono quelli con la mia famiglia e gli amici, sono le cose semplici che mi tengono vivo (non potrei vivere senza stare con i piedi a terra).

8) Nel tuo ruolo di musicista e creator, come vedi l'evoluzione del modo di scrivere le canzoni in Italia? Ci sono delle differenze enormi tra i testi di ieri e quelli di oggi?
Sicuramente sì, amo i cantautori che hanno fatto la storia della canzone e amo la canzone in generale. Probabilmente oggi c'è una minor responsabilità in quello che si dice o produce, ognuno si sente più libero di esprimersi (è anche più facile con i mezzi online, l'AI e altro) ma spesso questa libertà è pericolosa se si unisce alla non curanza.

9) Se dovessi descrivere un tuo momento di "flusso di coscienza" – quel momento in cui l'ispirazione ti arriva di getto – in quale situazione o luogo ti trovi di solito?
Solitamente sono da solo, in un luogo di confort (che sia casa mia, un bar o un treno), un posto in cui mi sento a mio agio, in cui ho la tranquillità di distendere i pensieri.

10) Il tuo nome d'arte, Nartico, nasce unendo "Nico" (il tuo diminutivo) e "Arte". Se potessi aggiungere una terza "arte" al tuo nome, quale sarebbe?
Aiuto mi piacciono tutte, la danza è un'arte che sento lontanissima ma che credo sia liberatoria e unica.

11) Hai studiato al DAMS a Bologna. Quanto ha influito l'ambiente universitario e la vita in città sul tuo sviluppo artistico?
Molto, ho sotto la pelle la storia e l'atmosfera di Bologna, ho capito di più riguardo i grandi cantautori bolognesi e ho vissuto momenti di leggerezza e crescita indimenticabili per la mia storia personale. Professionalmente sono stato anche diversi mesi un artista di strada scelto del Comune di Bologna, portando la mia musica prima in piazza alle persone, cosa che mi ha temprato e messo a contatto con tanta umanità.

12) Cosa ti rende veramente felice al di fuori del lavoro e della musica? (Un hobby, un luogo, una persona...)
Come ti accennavo amo i momenti che passo in famiglia e con gli amici, in particolare amo le serate con i giochi da tavolo e sono un giocatore (amatore) di padel, beach volley e calcetto, tutte occasioni di socialità che mi aiutano a staccare e a percepire il valore del mio corpo e del presente.

13) Scrittura creativa
Usa queste tre parole, treno, briciola, musica, in ordine sparso, per creare due o tre versi di una canzone, qui, sul momento.
Non so cosa verrà ma provo d'istinto a scrivere le prime cose che penso come costruzione: "Cammino sopra un treno come nei film d'azione, ma mi sento di cadere come uno sbalzo d'umore, come briciola sul tavolo che vibra al rumore, la musica calma l'ansia, tra il pensiero e l'azione".

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