Dalle rotative agli smartphone: un segreto lungo un secolo
Vi siete mai chiesti da dove sono nate le emoticon che utilizziamo tutti i giorni?
Ecco la loro storia in breve👇🏻
1881: la rivista Puck pubblica le prime faccine fatte con i segni della stampa. Volevano dimostrare che la punteggiatura può trasmettere emozioni come gioia o stupore.
1982: Scott Fahlman, un professore universitario, inventa il sorriso :-) per il computer. Serviva a far capire quando un messaggio era uno scherzo ed evitare litigi tra colleghi.
Oggi: i ragazzi riscoprono queste combinazioni di tasti. Usano le Kaomoji giapponesi, come (^_^), perché sono più creative e originali delle solite emoji gialle.
In fondo, anche se usiamo smartphone moderni, comunichiamo come facevano i tipografi dell'Ottocento: con un semplice punto e una parentesi.
Ma come sono passate queste faccine dai polverosi giornali dell’Ottocento agli schermi che abbiamo in tasca? Per capirlo, basta osservare due adolescenti seduti al tavolino di un bar, persi nei loro messaggi...😊
Dalle rotative agli smartphone: un segreto lungo un secolo
Si può sorridere usando solo un punto e una parentesi? Marco guarda lo schermo e, invece di scegliere una delle solite icone colorate, compone con pazienza una figura fatta di tratti e barre: ¯\_(ツ)_/¯.
"Perché ti complichi la vita?" chiede Sara seduta di fronte a lui. "C'è l'emoji già pronta, basta un clic."
Lui solleva lo sguardo. "Le emoji sono facili, ma queste hanno un'aria diversa. Sembrano fatte a mano".
"È perché hanno un'anima antica," interviene Pietro, un vecchio giornalista che sta sistemando dei fogli sul tavolo accanto. Si avvicina e indica quei segni. "Pietro, ma che dici? È solo punteggiatura!" esclama lei.
Pietro sorride, si siede con loro e inizia a raccontare. "Ragazzi, questa punteggiatura ha viaggiato nel tempo. Già nel 1881, i tipografi della rivista Puck usavano i caratteri della stampa per creare volti. Volevano dimostrare che i segni potevano trasmettere emozioni. Poi, nel 1982, un professore inventò il sorriso :-) per evitare che la gente litigasse via email. Senza la voce, i messaggi possono sembrare cattivi anche quando non lo sono."
"Quindi questo omino è un superstite?" chiede Marco sorpreso.
"Esatto - aggiunge Pietro - avete solo cambiato lo schermo, ma il bisogno di sorridere e di non essere fraintesi è lo stesso da centocinquant'anni. Ogni volta che usate un trattino o una parentesi per mostrare uno stato d'animo, state facendo un piccolo miracolo: state trasformando la fredda tecnologia in qualcosa di umano. Date una forma visibile a un pensiero che altrimenti rimarrebbe muto".
Pietro si avvia verso l'uscita, ma si volta un'ultima volta. "Ricordate: le immagini già pronte dicono agli altri come dovete sentirvi. Questi segni, invece, costringono chi legge a guardarvi davvero".
Sara resta a guardare il suo telefono in silenzio. Poi, lentamente, cancella la faccina gialla e invia un semplice ;) all'amico. Il passato e il futuro si sono appena parlati attraverso un battito di ciglia fatto di pixel.
Esercizio
Il gioco del messaggio cambiato
Guarda come cambia il peso di questa frase solo con i tasti:
"Dobbiamo parlare."
Dobbiamo parlare :-) (È una bella notizia!)
Dobbiamo parlare ;-) (C'è un segreto tra noi.)
Dobbiamo parlare :-| (C'è un problema serio.)
Ora tocca a te: scrivi nei commenti una frase e cambia il suo significato usando solo la punteggiatura!
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