Il puzzle ricostruito
▶️ Prima di immergervi nella storia di oggi (che è un po' quella di ognuno di noi), vi invito a un piccolo momento di riflessione. Fermatevi un secondo e guardatevi dentro: se la vostra rinascita avesse un sapore, un profumo o un semplice hobby, quale sarebbe? Provate a visualizzare quell'immagine mentre leggete, perché è proprio lì, nei piccoli frammenti, comme tante sfaccettature di un diamante, che le storie tornano a splendere.
La mia protagonista si confida👇🏻
Un puzzle ricostruito
Avete mai provato la sensazione di essere un vetro incrinato che aspetta solo il colpo finale per andare in pezzi?
Per mesi mi sono sentita esattamente così, come se ogni piccolo impegno quotidiano fosse una montagna insormontabile e le parole degli altri solo un rumore fastidioso.
Mi racconto per voi in questo blog...lasciar correre i pensieri fluidamente può essere un salvavita, è un parlare di sé condiviso. È una sorta di riflessione allo specchio, ma che va più in là, nel profondo, e spero di arrivare a tutti voi che state leggendo.
Mi ero chiusa in un silenzio che faceva male, convinta che restare immobile fosse l’unico modo per non soffrire ancora, eppure quel vuoto finiva per consumarmi più della fatica stessa.
Poi, senza quasi accorgermene, ho capito che non potevo aspettare 'l'evento straordinario' per ricominciare a respirare, ma dovevo cercare la salvezza nelle briciole di altruismo che avevo seminato intorno a me.
Oggi sono qui, ah...mi chiamo Diamante, affondata nel mio divano con il piumone di pile preferito che mi avvolge le gambe, mentre stringo tra le mani una tazza di cioccolata calda con tantissima panna montata.
Sembra un gesto banale, quasi infantile, ma il calore che sale dalle dita e arriva fino al cuore mi ricorda che sono viva e che merito di provare piacere per le cose semplici. Mentre leggo quel libro che avevo abbandonato sul comodino per troppo tempo, sento che le parole tornano ad avere un senso e che la mia mente ricomincia finalmente a viaggiare oltre le pareti di questa stanza.
Ho ripreso a frequentare la cucina, il mio hobby preferito, quasi una cura, perché sentire il profumo della torta che cuoce nel forno mi restituisce una pace che avevo addirittura dimenticato.
Ho ricominciato anche a scrivere per la mia casa editrice, ritrovando tra le bozze e i capitoli da correggere quella passione che credevo spenta e che, invece, aspettava solo di essere ravvivata.
Quando il sole è ancora alto, infilo le scarpe comode e mi perdo nelle mie lunghe camminate, perché muovere i passi sulla strada aiuta a rimettere in ordine i pensieri e a scaricare la tensione accumulata in questi mesi difficili.
Stasera verranno a trovarmi i miei amici e, anche se so che ci sarà confusione e che forse mi sentirò ancora un po' stanca, non vedo l'ora di ascoltare le loro storie strampalate e di ridere fino alle lacrime.
Ho imparato che la grinta non è un urlo improvviso contro il mondo, ma è la pazienza di ricostruirsi un pezzetto alla volta, lentamente, scegliendo con cura le persone e i momenti che sanno nutrire la nostra anima senza chiedere nulla in cambio.
Guardo fuori dalla finestra e il buio non mi fa più paura, perché adesso so che dentro di me c'è abbastanza luce per illuminare almeno i prossimi passi della strada e con un occhio al passato, saprò rinascere ancora, anche se dovessero arrivare nuove difficoltà.
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