L'angolo dell'intervista Alberto Del Moro: "Quello che conta davvero, per me, è avere uno sfogo creativo"

Siamo abituati a vedere la realtà filtrata dai social, ma cosa succede quando un content creator è così bravo da riscrivere la realtà stessa? 
Per un po' di tempo molte persone (me inclusa!🤣) hanno creduto che Alberto Del Moro, in arte @vivalaalbe, fosse stato davvero un concorrente de 'L'Eredità'. I suoi montaggi sono così fluidi, le sue reazioni così puntuali, che il confine tra lo studio televisivo e la sua camera è invisibile.
Oggi per il mio blog ho deciso di andare oltre lo schermo. Ho scoperto che dietro i video virali e il tormentone "ASBURRA!" non c'è solo un uomo capace di far ridere, ma un professionista del videomaking con 15 anni di esperienza e un tecnico informatico che sa dove mettere le mani, sia nei circuiti di un PC che in quelli, ben più complessi, dell'ironia digitale.
Dalla signora del pane duro al sogno di collaborare con Stefano Rapone, ecco la nostra chiacchierata.

1) Alberto, visto che dietro quella ghigliottina ci sei stato davvero (❌ nota dell'autrice: qui c'è stata la prima sorpresa dell'intervista. Ero convinta di parlare con un ex concorrente del quiz di Rai 1, e invece...): se oggi Marco Liorni ti chiedesse 'Chi è Alberto nella vita di tutti i giorni?', cosa risponderesti?
Partirò subito con una notizia bomba: all’Eredità non ci sono mai stato, ma se Marco Liorni mi chiedesse “Chi è Alberto nella vita di tutti i giorni?”, risponderei: “Un tecnico informatico che ha fatto della creazione di contenuti e del montaggio video il suo secondo lavoro”. 

2) Nei tuoi video la realtà supera quasi sempre la fantasia: qual è l'episodio più assurdo a cui hai assistito e che ti ha fatto dire 'non può essere vero'?
Un episodio assurdo che ricordo risale a svariati anni fa. Ero dal fornaio: una signora anziana aveva appena comprato del pane e, dopo aver constatato che fosse abbastanza duro, l’ha afferrato e l’ha scagliato con tantissima forza contro il muro urlando: “È DURO! QUESTO LO MANGI TE!”. Beh, il muro non si è rotto. Quindi non era così duro come diceva la signora. Pane 1, signora 0. 

3) Secondo te, la TV italiana crea intenzionalmente situazioni assurde per finire sui social, o è tutto assolutamente casuale?
Spesso le situazioni assurde nascono per caso, basta anche un solo personaggio per far scattare qualche scintilla, come nel caso di un ospite come Marco Castoldi (Morgan). A volte, però, gli autori aggiungono un po’ di pepe a certe dinamiche per facilitarne la nascita. 

4) Qual è stata la mimica o il commento che ha fatto più ridere i tuoi follower e che non ti saresti mai aspettato?
Il risultato più inaspettato, per me, è stato il modo in cui i miei follower hanno accolto il reel con la celebre sequenza di parole per indovinare “Città tedesca”, dove ho risposto con "Auschwitz, Asburra, Hamburger…" pensa che quel video, che dura appena 17 secondi, è stato visualizzato per un tempo complessivo di 2 anni, 82 giorni, 14 ore, 7 minuti e 58 secondi, ad oggi. 

5) Cosa manca, secondo te, alle persone nella vita reale, tanto da spingerle a trascorrere così tante ore incollate a uno schermo?
A volte alle persone manca semplicemente un hobby, anche se ormai lo smartphone ha un po’ preso il posto della televisione.

6) Quanto lavoro di ricerca c'è prima di scovare quel video di pochi secondi che merita davvero un tuo commento? 
Dietro c’è un doppio lavoro: da una parte ci sono i miei amici, che mi mandano le gag dell’Eredità che vedono su Instagram dicendomi “Oh, questa potresti farla!”, e dall’altra ci sono svariate ore di ricerca. Devo trovare il momento giusto per inserire le gag, quindi non posso usare spezzoni dell’Eredità troppo brevi. Ad esempio, una volta avevo trovato una puntata con un concorrente di nome Alberto, ma purtroppo per me era bravissimo! Dava le risposte in pochissimi secondi e non c’era margine per lavorarci e creare una gag. 

7) Hai mai paura che la gente smetta di ascoltare quello che hai da dire se non lo condisci con una battuta o una faccia buffa?
No no, sono stato anni nell’ombra: apprezzato dagli amici, ma con poca visibilità, facendo poche centinaia di views per ogni video. Quello che conta davvero, per me, è avere uno sfogo creativo; se poi riesco anche a far ridere le persone e farmi conoscere come content creator, tanto meglio! 

8) C'è un programma TV o un personaggio che per te è una fonte inesauribile di materiale, quasi fosse un tuo 'collaboratore' involontario?
Diciamo che la mia principale fonte d’ispirazione è il web! Mi piace tantissimo osservare i trend che nascono e gli argomenti che emergono. E poi, sognando a occhi aperti, non è una fonte a cui attingo, ma come collaboratore mi piacerebbe moltissimo avere Stefano Rapone. Lo adoro, ha un umorismo e una struttura delle battute che trovo irresistibili. 

9) Cosa ti dice la gente per strada? Si aspettano che tu sia sarcastico e pungente su ogni cosa che accade?
La gente che mi riconosce per strada mi saluta e mi approccia sempre con molta tranquillità. Spesso mi chiedono: “Sei stato veramente all’Eredità?”. Poi succede anche qualcosa di divertente: per esempio, al Lucca Comics un sacco di persone mi hanno gridato “ASBURRA!”, come se fosse un nostro saluto segreto. In effetti lo è… ma nel dubbio va benissimo anche un semplice “ALBERTO!”. Se mi giro, vuol dire che sono davvero io. 

10) Scrittura Creativa
Immagina di essere l'autore di un quiz condotto da un robot senza ironia: scrivi una domanda e tre risposte così assurde da poter finire in un tuo video.
Se fossi un robot senza ironia, scriverei una domanda così: - Una mucca entra in un caffè, cosa succede? 
1) Ordina una pizza 
2) Fa una spaccata 
3) CAPPUCCINO 
La mia risposta preferita, ovviamente, è CAPPUCCINO! Ma sentitevi liberi di scegliere quella che vi aggrada di più. 





Commenti

Post popolari in questo blog

L'angolo dell'intervista Gli adolescenti "devono ricominciare a rompere le scatole, una buona volta. Devono fare i giovani".

L'angolo dell'intervista Francesco Di Fiore: "Quando si tratta di musica divento un’altra persona. La mia creatività è dettata dalle mie esperienze personali"

L'angolo dell'intervista Bruno Cirillo: "Insegnare cinema significa insegnare a pensare con le immagini, non solo a produrle"