L'angolo dell'intervista Fabrizio Di Filippo: "Questo mestiere ti arricchisce continuamente, non solo a livello lavorativo, ma soprattutto a livello umano"

Prima che si aprano i sipari o che le telecamere inizino a girare, c’è un lavoro fatto di sguardi e di mani che sanno dare forma alla bellezza. È il lavoro di chi sta dietro le quinte, curando ogni dettaglio perché un artista si senta pronto a sfidare la scena.
Oggi vi farò conoscere Fabrizio Di Filippo, un artista dell’immagine e un punto di riferimento tra i look maker del panorama nazionale. Da 25 anni gestisce il suo salone in zona via Novara, n. 10 a Roma, ma la sua firma è ovunque: dalle trasmissioni televisive ai grandi concerti, fino a collaborazioni importanti con Radio Due e Sanremo Giovani. Fabrizio è una figura chiave nel settore musicale e radiofonico, un professionista che vive quotidianamente gli studi di registrazione e i grandi eventi artistici.
​La sua strada è iniziata con Clarissa Burt e Miss Universo, per poi segnare una svolta fondamentale grazie all'incontro con Al Pacino Look Maker. Ma la vera forza di Fabrizio è l'umanità: per lui gli artisti non sono "entità" distanti, ma persone con cui costruire rapporti veri.
​In questa intervista ci racconta come vive il suo mestiere, cosa prova davanti a un artista e perché cambiare look è un atto di coraggio.
​Ecco la nostra chiacchierata.


1) Fabrizio, se dovessi presentarti usando solo i tuoi strumenti di lavoro e la tua spontaneità, senza usare ruoli o definizioni, come ti descriveresti?
​Mi descriverei con forbice, pettine e spazzola. Ma a questi strumenti aggiungerei un cuore rosso: è l’amore che metto nel mio lavoro.

2) Roma è un set di cinema e bellezza: quanto influisce la sua energia sui tagli che crei per i tuoi clienti?
​Roma è affascinante perché è piena d'ispirazione. Basta passeggiare in centro per incontrare persone di ogni nazionalità e genere. Guardando i loro sguardi, come si muovono e come vestono, trovo lo spunto per il look da giorno. La sera e la notte, invece, Roma cambia faccia e viene frequentata da altra gente. Lì nascono altre idee, magari per un'acconciatura o un look più notturno.

3) Curi il look di molti artisti: qual è la sfida più grande quando devi tradurre la personalità di un cantante o di un attore in un'acconciatura?
​La sfida è sapersi adeguare. Dobbiamo capire il ruolo che l’attore interpreta o l'immagine che il cantante vuole dare di sé in quel concerto. Teniamo conto di tutto: dalle indicazioni dei manager agli abiti scelti. Il look deve essere adatto a ciò che il personaggio vuole comunicare al pubblico in quel preciso istante. Deve esserci coerenza tra l'immagine e quello che l'artista dice.

4) Nel mondo dello spettacolo l'immagine è tutto. Come riesci a far sentire una persona "autentica" anche sotto le luci dei riflettori?
​Bisogna sempre rispettare chi hai davanti. Non puoi stravolgere un personaggio: se il look che gli crei non lo fa sentire se stesso, lui non lo accetterà mai. Direbbe: "Scusa, ma non mi ci rivedo". Il segreto è rispettare la personalità e il modo di essere di ognuno. Se indovini questo equilibrio, l'artista diventa reale agli occhi del pubblico. E al pubblico bisogna presentarsi così, per quello che si è.

5) Ricordi un incontro professionale nel tuo salone che ti ha lasciato un segno profondo o che ha cambiato il tuo modo di vedere questo lavoro?
​Ogni persona che entra in salone ti arricchisce: che sia un artista, un rappresentante o un pizzaiolo. Ognuno porta il suo modo di essere e le sue idee. Non c’è un incontro che vale più di altri, perché da tutti ricevi un messaggio che devi saper accogliere. Questo mestiere ti arricchisce continuamente, non solo a livello lavorativo, ma soprattutto a livello umano.


6) C'è un istante in cui studi chi hai davanti. Quanto conta per te quel "sentire" l'altra persona prima ancora di toccarle i capelli?
Toccare i capelli è solo la parte finale. Prima di tutto devi capire chi hai davanti: che lavoro fa, chi frequenta, come si veste. Per far accettare un nuovo look bisogna rispettare la persona. Può essere il taglio più bello del mondo, ma se il cliente non ci si vede, allora hai sbagliato. Devi cambiare la sua immagine, ma restando sempre fedele al suo modo di essere.

7) La moda corre veloce e propone sempre nuovi look. In che modo riesci a seguire le tendenze senza mai perdere il tuo stile personale e la tua firma creativa?
​La moda cambia continuamente e lo vedi bene quando fai i corsi di aggiornamento: ti mostrano nuove tecniche e nuovi tagli, ma non puoi limitarti a fare la fotocopia di quello che vedi. Quando torno in salone, devo fare mie quelle novità e dare la mia impronta. Non puoi essere la copia di qualcun altro. Anche se uso una tecnica che mi hanno insegnato, il risultato finale deve appartenere a me e al mio modo di essere. Altrimenti, non ci sarebbe la mia firma.

8) Come vedi l'evoluzione del tuo settore nei prossimi anni? La tecnologia potrà mai sostituire il tocco umano e creativo?
​Non ho paura della tecnologia. Nel mio settore può fare pochissimo perché il tocco, la creatività e il cuore che ci mettiamo noi esseri umani sono unici. La tecnologia ti impone degli schemi, ma il nostro è un lavoro manuale, fatto di contatto e di fiducia. Noi siamo fortunati: siamo tra i pochi a cui è permesso mettere le mani tra i capelli di una persona. È un gesto intimo, una cosa che di solito fanno solo il marito o l'amante (ride, ndr). Per questo credo che l'intelligenza artificiale non potrà mai sostituirci.

9) Lavorando con personaggi famosi, ti è mai capitata una richiesta di stile bizzarra o particolare che ti ha messo alla prova?
​Succede spesso, specialmente in televisione durante i balletti. Ad esempio, nel programma di Virginia Raffaele, "Colpa di Luna", c'era una puntata dedicata a Mina. Abbiamo dovuto trasformare alcuni ballerini proprio in lei. È stato divertente ma molto impegnativo: devi ricostruire tutto, dai capelli alla parrucca, fino al trucco. Devi cancellare l'immagine maschile e far emergere Mina. È un lavoro di costruzione totale, ma è il bello di questa professione.
 
10) Scrittura creativa
'Edward mani di forbice' trasformava tutto in bellezza con un tocco. Se le tue forbici potessero parlare, cosa direbbero a chi ha paura di cambiare?
Direbbero: ​"Stai tranquilla! Ti cambieremo il look, ma vedrai che ti piacerà perché rispetteremo esattamente ciò che sei. Noi ci adeguiamo alla tua personalità, viaggiamo in simbiosi con te: creeremo un’immagine a cui non potrai dire di no. Se siamo state capaci di ascoltare il tuo modo di essere, alla fine ci dirai: 'Grazie, questo cambiamento è proprio quello che cercavo'".

Commenti

  1. Grandissima persona, si può notare che è specializzato nel suo mestiere

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  2. Verissimo, ha uno stile e un tocco da maestro!

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