L'angolo dell'intervista Portaspilli: "Se la mia musica fosse un colore, sceglierei il verde, sia perché è il mio colore preferito, sia perché verde speranza"
A soli 15 anni è già una vera promessa della musica italiana. Conosciuto come Portaspilli, questo giovanissimo cantautore di Anzio racconta il mondo con una maturità rara.
Christian Cassoni ha iniziato per gioco con il pianoforte a 6 anni e non si è più fermato, imparando poi da solo a suonare anche la chitarra. Dopo il debutto con il brano "Un bug nel sistema", il suo viaggio musicale continua senza sosta: tra pochi giorni, infatti, uscirà il nuovo singolo, molto atteso dai fan che lo seguono sui social.
In questo percorso studia e cresce alla Beat Up Music Factory con il produttore Stefano Russo e la vocal coach Arianna Manias (che ringrazio per aver accettato la mia richiesta di intervista).
Ho deciso di ospitare Christian perché è un ragazzino molto spontaneo e mi ha fatto piacere conoscerlo sui social attraverso la sua passione più grande. Ha uno stile fresco e moderno, un mix di pop e musica d'autore con qualche sfumatura rap.
Leggete le sue parole e fatevi trascinare dalla voce di una vera promessa della musica italiana.
Ciao, Rosanna, il mio nome d'arte nasce proprio dal significato della parola stessa, Portaspilli, poiché gli spilli sono come piccole delusioni che vanno a finire dentro al cuore, molte volte. Anche essendo piccoli possono fare tanto male, beh... io mi identifico nel portavoce di queste delusioni. Se la mia musica fosse un colore, sceglierei il verde, sia perché è il mio colore preferito, sia perché verde speranza.
2) A 6 anni di solito si pensa solo a giocare, tu invece eri già davanti a un pianoforte: è stato un colpo di fulmine o all'inizio lo vedevi solo come un gioco un po' ingombrante?
All’inizio lo vedevo come un semplice gioco con cui giocarci per svago, solo dopo qualche anno ho capito che stava diventando qualcosa di più.
3) Sei cresciuto da autodidatta per diverso tempo. Qual è stata la cosa più "pazza" o difficile che hai cercato di imparare da solo prima di iniziare a studiare seriamente?
Credo che la cosa più pazza e difficile sia stata imparare a suonare la chitarra al contrario dietro la testa.
4) Scrivi pezzi tuoi da quando avevi 13 anni. C’è una canzone che senti "tua" più delle altre, quella dove sei riuscito a tirare fuori
esattamente tutto quello che avevi dentro?
La canzone che sento più mia c’è, ma ancora niente spoiler…
5) Nei tuoi video sembra quasi di stare in videochiamata con un amico: prima ci parli un po' e poi inizi a cantare. Come mai hai scelto questo modo così diretto di comunicare? È più facile rompere il ghiaccio così?
Ho scelto questo modo di comunicare con i social, sia perché è proprio un trend, sia perché ritengo che così sia più facile crearmi una piccola cerchia di persone che rimangano. Una specie di fan, ma come se fossero miei amici.
6) Quando chiudi il piano e metti via la chitarra, in cosa ti perdi? C'è una passione o una "fissa" strana che ti impegna le giornate tanto quanto la musica?
In realtà no, ho solo quei due strumenti per distaccarmi dal mondo che mi circonda.
7) "Un bug nel sistema" è il titolo del tuo singolo di debutto. Qual è secondo te la cosa che "non funziona" nel mondo di oggi vista da un ragazzo di 15 anni?
Un senso costante di inadeguatezza e la fatica di costruire legami profondi che vadano oltre un "like" o una cotta su instagram.
8) Cosa c'è nelle tue playlist? Ti piacciono gli artisti che usano molto l'autotune o preferisci un suono più "al naturale"? C'è qualcuno a cui ti ispiri quando scrivi?
Diciamo che da artista ascolto di tutto anche per prenderne esempio, quindi non ho un artista che mi sorprenda più degli altri.
9) Tra due settimane esce la tua nuova canzone: cosa dobbiamo aspettarci? Se dovessi descriverla con tre parole, quali sceglieresti?
Amore, sfiducia, rose
10) Scrittura creativa
Immagina che il tuo nome d'arte sia una scatola magica: se potessi pescare uno spillo capace di farti scrivere all'istante la canzone della vita su un'emozione che ancora non hai mai cantato, quale sceglieresti e perché?
Credo che sceglierei sempre l’amore, poiché è una delle poche cose che ci fa stare bene.
Sei forte...aspettiamo con fermento il nuovo inedito...
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