L'angolo dell'intervista Seltsam: "In ogni campo essere me stesso è sempre stata la mia forza"

Oggi ho il piacere di ospitare un artista che avrei voluto intervistare già da molto tempo, ben prima dei riflettori di X Factor o del palco di Sanremo Giovani. Mi hanno sempre colpito la sua straordinaria simpatia e quella semplicità che sprigiona in ogni video: Lorenzo ha il dono raro di bucare lo schermo restando esattamente com'è nella vita di tutti i giorni.
Ha scelto un nome d'arte particolare: Seltsam. In tedesco questa parola significa sia "meraviglioso" che "strano". È proprio in questo incrocio che si ritrova la sua musica e il suo modo di essere.
È un ragazzo che mette insieme tanti mondi: ha studiato Giurisprudenza, ha fatto teatro per dodici anni e ha passato una vita intera a correre dietro a un pallone. Tutte queste esperienze diverse si ritrovano nella sua musica, che non ha bisogno di maschere per arrivare al cuore. 
Con la sua solita onestà, ha condiviso la propria bellissima esperienza rispondendo alle mie domande. 
1) Lorenzo, più di un anno fa festeggiavi la laurea in Giurisprudenza e oggi sei un artista che racconta la vita vera. Se la tua musica fosse una fotografia scattata proprio in questo passaggio dalla toga al palco, che colori e che forme vedremmo?
Vedreste un cielo biancoazzurro ed un ragazzo con una felpa, stropicciata, di colore beige (la mia felpa preferita) i pantaloncini della Jordan neri e rossi, le birckenstock, mentre corre dietro ai suoi cani.
Diciamo che questa foto rappresenta chi sono davvero, poco attento alle apparenze e molto concentrato sulle cose belle e semplici della vita, io sono sempre il minimo comun denominatore di ogni cosa, in ogni campo essere me stesso è sempre stata la mia forza.

2) Hai vissuto le emozioni di X Factor 2025 e poi quelle di Sanremo Giovani. Anche se la vittoria non è arrivata, quali insegnamenti porti con te e quali nuove sfumature sono emerse nel tuo percorso artistico?
La vittoria non è importante, è importante la gavetta ed affrontare ogni giorno degli step di crescita che ti permettano di arrivare dove sogni.
Penso di aver migliorato la mia presenza “televisiva” e di essere riuscito a domare un po' di più l’ansia, con queste cose mi porto a casa tanta consapevolezza di chi sono e quello che faccio.


3) Cosa senti nel momento esatto in cui inizi a cantare?
Ansia…taaaanta ansia, anche se piano piano sto migliorando.

4) "Scusa mamma" è un brano che suona come un abbraccio sincero. Quali emozioni sono nate nel trasformare queste due parole così forti in una canzone e quanto è importante per te il sostegno di tua madre?
La prima volta che ho ascoltato il brano dopo averlo scritto mi è venuta la pelle d’oca, l’ultima volta anche.
Spero di essere riuscito a trasmettere con realtà e semplicità un rapporto madre figlio, che subisce ha subito e subirà tutti i momenti positivi e negativi che ti dà un percorso di crescita.
Io e Mamma non abbiamo un rapporto perfetto, e neanche così dipendente, ma la forza è proprio questa, lei mi ha sempre detto di volare con la consapevolezza che semmai dovessi cadere ci sarà sempre lei ad attutire la caduta.


5) Giochi spesso con la Nazionale Cantanti. Cosa hanno in comune la concentrazione che serve in campo e l'adrenalina che provi durante un concerto?
Tanto, io ho giocato 20 anni a calcio, diciamo che preparo canzoni e concerti e più in generale tutta la mia carriera musicale come si prepara la partita la domenica, allenamenti, allenamenti, tattica, forza, tecnica e rifinitura.
Il calcio mi ha insegnato che nella vita si può perdere e che fa parte di un percorso, l’importante è non mollare mai.

6) Quanto è fondamentale per te tornare a casa dai tuoi cani Ettore e Circe, che compaiono spesso nelle tue storie sui social, e ritrovare la serenità dopo le giornate più intense?
Circe è arrivata da poco, quindi per quanto sia bella e dolce ancora ci stiamo conoscendo.
Ettore è il mio migliore amico, Ettore è casa, il giorno che non ci sarà più non mi sentirete per un po', se potessi gli darei tutti gli anni che mi restano, senza neanche rifletterci.
Ora gli stanno venendo un po' di peli bianchi, e questa cosa mi fa veramente male, lui è il mio posto nel mondo e lo sarà sempre, sapere che un giorno tornerò a casa e non troverò il suo muso ad aspettarmi mi distrugge ogni volta che ci penso.


7) Dai Radiohead a Tommaso Paradiso, fino al sogno di duettare con Giorgia. Se dovessi scegliere i tre artisti che hanno "educato" il tuo orecchio, chi sarebbero e perché?
Lucio Dalla (la penna più bella e più pura).
Pino Daniele (il genio a cui deve ambire chi fa musica).
Gino Paoli (avere la presenza scenica senza neanche doverla cercare, senza coreografie).

8) Sui social racconti tutto di te con molta naturalezza. Come riesci a mantenere questo rapporto così vero con chi ti segue?
Mah, in realtà non ci faccio neanche caso, è come se stessi parlando ai miei amici di ciò che succede durante la giornata, niente di più.

9) Sei un laureato in legge con dodici anni di teatro. In che modo queste due esperienze così diverse si uniscono quando scrivi le tue canzoni?
Oddio che bella domanda difficile, non saprei, ho bisogno di conoscermi un po' di più ed alla prossima intervista rispondo, promesso.

(Lorenzo, ti prendo in parola: ti aspetto ufficialmente per la prossima intervista per scoprire questa risposta!)

10) Scrittura creativa 
Immagina una canzone intitolata "L'odore della pioggia sull'asfalto". 
Scrivimi le prime tre righe del ritornello usando il dialetto romano.
Mamma Roma come odori stasera
Ma mo nun piagne che è arrivata primavera
Nun fa la stupida e ricordate com’era
Innamorasse pe le piazze a prima sera


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