Quo vadis, ragazzi?

Se hai letto il post/intervista di sabato (17 gennaio) al professor Salvatore Amedeo, ricordi che il tema del latino alle elementari può essere una palestra per la mente. Se lo vivi come un gioco, scopri la musicalità di una lingua antica, proprio come è successo in questa storia...(che dedico a Mattia Z.)

Andiamo in una classe di quinta elementare dove il latino è un gioco per correre a mangiare. 👇🏻
Quo vadis, ragazzi?

La maestra Piera, conosciuta per i suoi maglioni coloratissimi e la passione per le civiltà antiche, era entrata in classe con un’aria misteriosa. I bambini di quinta elementare si aspettavano la solita verifica di storia, il lunedì era sempre così.
Ma, questa volta, la maestra scrisse alla lavagna: QUO VADIS?


Silenzio assoluto, i bambini guardavano con sospetto e non sapevano cosa dire.
“Cosa significa?” chiese la maestra, sorridendo.
Marco, il più sveglio e sempre affamato, alzò la mano con sicurezza. “È il codice segreto per sbloccare la merenda extra, maestra?”
Una risatina generale. La maestra Piera scosse la testa, sorridendo. “No, Marco, questo è… Latino, la lingua degli antichi Romani, la base di tante lingue moderne, compreso l’italiano. Oggi facciamo una lezione speciale e vi spiegherò solo i verbi più semplici".
Il piccolo Matteo, seduto in prima fila, arricciò la fronte. “Maestra, assomiglia al dialetto di mio nonno, quello che non capisco mai?”
“Quasi - rispose lei divertita - ma è più complicato. O, forse, più semplice, se lo guardiamo bene".
Tornò alla domanda sulla lavagna: “Quo Vadis? Significa: Dove vai?”
Marco si illuminò. “Ah! Adesso capisco! Significa: Dove vai, che devo venire anch’io a mangiare!” Ancora tante risate.
La lezione, poi, proseguì con i verbi.
“Iniziamo con due verbi potentissimi, da vero gladiatore!" Scrisse, una sotto l'altra, le due parole: AMO e VIDEO. “AMO significa io amo,” spiegò. “VIDEO significa io vedo.”
​“Allora, se io dico 'io amo', voi ripetete la parola in Latino!”
​“Io amo?” chiese la maestra, indicando se stessa e poi la lavagna.
​“Amo!” rispose la classe in coro, alcuni sussurrando con la mano davanti alla bocca, trovando la cosa un po' troppo sdolcinata.
“Io vedo?”
Video!”

Carla, la bambina più attenta, intervenne. “Maestra, ‘video’ è quello che facciamo su YouTube o quello che vediamo in televisione, no?”
La maestra Piera sorrise, felice. “Esattamente, Carla! La parola ‘video’ che usiamo per i filmati significa proprio ‘IO VEDO’! 
Un mormorio di stupore si diffuse tra i tutti i bambini. L'antico Latino era ovunque e nessuno lo sapeva.
​Marco, intanto, si era distratto. Stava disegnando un gladiatore che teneva in mano un panino gigantesco, come se volesse dire: “Quanto amo il cibo!”
​Alla fine della lezione, la maestra tornò alla domanda iniziale, ma con un’aggiunta: "QUO VADIS MARCE?"
Marco si sentì chiamato in causa. Ci pensò un momento, si grattò la testa, poi guardò l'orologio. Era quasi l'ora della mensa.
Si alzò in piedi, mise la cartella in spalla e rispose, con un sorriso da vero romano:
“VADO AD MENSA!” (io vado alla mensa!)
Tutta la classe scoppiò a ridere, e anche la maestra Piera dovette ammettere che, pur non essendo Latino corretto, quella era la risposta più onesta di tutte 
Il Latino poteva essere strano, ma almeno, adesso sapevano come salutare la fame in modo "antico" e molto, molto comico.

✍️ Esercizio di scrittura creativa: inventa il tuo Latino!

Le parole cambiano ma restano vive. Prova a giocare anche tu:
Scegli un oggetto moderno (ad esempio: smartphone, tablet o pizza), inventa un nome che suoni come il Latino per descriverlo.
Scrivi nei commenti una frase brevissima usando la tua nuova parola!
Esempio: "Vado ad pizzam!"

Aspetto le vostre invenzioni nei commenti!

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