DNA e altri scherzi della natura

Ricordate le lezioni di biologia su Mendel, i piselli colorati e quei quadratini infiniti per capire se avresti avuto gli occhi azzurri o i capelli ricci? Bene, scorda la noia dei libri di testo. Oggi entriamo in un laboratorio dove la genetica diventa un giallo e i caratteri dominanti e recessivi giocano a nascondino.

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DNA e altri scherzi della natura

Il laboratorio del professor Genetis sembrava un set di un film di fantascienza, ma con l'odore di plastica riscaldata e merendine tipico dell'ultimo anno di liceo.

Lui, il luminare che parlava con i geni come se fossero vecchi amici, cercava disperatamente di far funzionare il telecomando della lavagna luminosa: "La genetica è ordine! È come un software programmato a regola d'arte: metti dentro due genitori dominanti e ottieni figli uguali a loro. Semplice, no?"
Sofia, dal banco in fondo, alzò la mano con la faccia di chi sta per mandargli il sistema in crash. "Prof, allora mi spiega perché nella famiglia Bianchi, tutta occhi scuri e lineamenti decisi, è nato un bimbo che sembra un elfo svedese? Occhi azzurro ghiaccio e lobi delle orecchie così attaccati che sembrano saldati al collo!"
Il professore si bloccò, fissando lo schermo che non caricava. "Impossibile. Sarà un errore del database... o un clamoroso bug nel sistema!"
"Macché bug!" intervenne Thomas, indicando il tablet. 

"Qui non c'è nessun errore. I genitori sono eterozigoti; significa che all'esterno mostrano i caratteri dominanti, ma sotto sotto nascondono il segreto dei geni recessivi. Quel bambino è un piccolo genio della statistica: ha beccato quel 25% di probabilità che spunta quando meno te lo aspetti!"
Sofia ridacchiò. "Praticamente quel gene è come quel parente imbarazzante che non tagghi mai nelle foto, ma che commenta per primo mettendoti in imbarazzo davanti a tutti".
Genetis guardò il suo schema digitale perfetto e poi i ragazzi. "Quindi mi state dicendo che la mia lezione sulla dominanza assoluta è stata sabotata da un gene che gioca a nascondino da tre generazioni?"
"Esatto, prof!" rispose Sofia. "Il DNA non è un codice binario noioso. È più come un gruppo social dove i nonni postano vecchi ricordi proprio quando pensavi di averli cancellati!"
Il professore sospirò, ma stavolta con un sorriso. "Va bene, avete vinto voi. Spegnete tutto. La genetica non è una legge ferrea... è solo un grande, imprevedibile scherzo di famiglia".

Sofia e Thomas si scambiarono un'occhiata trionfante. Erano riusciti a smontare le certezze del grande Genetis, dimostrando che la scienza, a volte, è molto più divertente e imprevedibile di quanto i libri vogliano far credere. Mentre riprendevano i loro zaini, sapevano di aver imparato la lezione più importante: la vita è un enigma meraviglioso, e a volte, per capirla, bisogna solo saper ridere dei suoi colpi di scena.

Il tuo "bug" genetico 🧬
Thomas ha capito che la natura ama gli errori. Ora tocca a te!
Inventa un tratto assurdo: un talento strano o una mania che hai ereditato (es. la capacità di svegliarsi sempre due minuti prima della sveglia).
Dagli un nome scientifico: inventa un nome buffo per questo gene.
Scrivi il finale: racconta in due righe come Thomas lo spiegherebbe al professor Genetis

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