Il segreto del granito blu

Benvenuti a un nuovo appuntamento su Flusso di coscienza.

Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno finalmente preso il via. Mentre gli occhi del mondo restano puntati sulle nostre cime innevate e sulla velocità degli atleti, oggi voglio portarvi oltre il traguardo.

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​Curiosità dal ghiaccio

​Il segreto delle pietre da curling 🥌
Quasi tutte le pietre usate ai Giochi arrivano da un'unica piccola isola scozzese: Ailsa Craig. Il suo granito è speciale perché è densissimo. Non assorbe acqua e quindi non si spacca mai, anche quando viene lanciato sul ghiaccio gelido a velocità incredibili.

​I giochi salvati dall'esercito ❄️
A Innsbruck, nel 1964, non c’era neve e il governo austriaco chiese aiuto ai suoi soldati. L'esercito portò a mano dalle montagne più alte ben 40.000 metri cubi di neve e scavò 20.000 blocchi di ghiaccio per costruire le piste da bob. Senza di loro, i giochi non si sarebbero fatti.

​La regia di Walt Disney 🎬
Nel 1960, Walt Disney fu il direttore artistico delle cerimonie olimpiche. Fu lui a inventare lo show moderno: introdusse i grandi fuochi d'artificio, cori di migliaia di persone e il rilascio di migliaia di colombe bianche come simbolo di pace.

​La danza sugli sci (Ski Ballet)⛸️
Fino agli anni '90 esisteva una gara bellissima chiamata Ski Ballet. Gli atleti danzavano e facevano piroette sulla neve a ritmo di musica, usando i bastoncini per darsi la spinta. Era un mix tra sci e pattinaggio artistico, pieno di eleganza e magia.

​Tutte queste storie, fatte di pietre millenarie, ghiaccio trasportato a braccia e danza sulla neve, non sono solo polvere negli archivi. A volte il passato decide di riemergere proprio quando il presente ne ha più bisogno, magari negli angoli meno illuminati di uno stadio olimpico, dove il freddo conserva segreti che aspettano solo di essere ritrovati.
​Ed è proprio qui, tra l'eco di Innsbruck e il ghiaccio di Cortina, che inizia la nostra storia...

​Il segreto del granito blu
​L'aria di Cortina d'Ampezzo era così fredda da sembrare di essere in un paese artico, ma il cuore di Marco batteva a un ritmo forsennato, insensibile a quelle temperature polari. Era il primo giorno ufficiale delle Olimpiadi 2026 e, durante la cerimonia d'apertura, aveva visto le frecce tricolori solcare il cielo buio e aveva giurato a se stesso che quel ghiaccio sarebbe diventato la sua casa.
​Marco non era un atleta famoso, aveva un lavoro particolare che consisteva nel preparare le piste di curling, in altre parole un "ice maker". Quella mattina, nel magazzino dell'Olympic Ice Stadium, aveva trovato qualcosa che non doveva essere lì.
​In una vecchia cassa di legno, rimasta sepolta sotto teli cerati dai tempi di Innsbruck 1964, brillava una pietra da curling diversa dalle altre. Non era del solito grigio opaco perché aveva venature blu elettrico che sembravano pulsare.
​Accanto alla pietra, un vecchio diario rilegato in pelle raccontava una storia incredibile: era di un soldato austriaco che, nel '64, aveva trasportato blocchi di ghiaccio a mani nude. Scriveva di aver trovato quella pietra incastonata in un ghiacciaio perenne e che non apparteneva all'isola di Ailsa Craig, ma a una leggenda molto più antica.
​"Questa pietra non scivola - diceva il diario - ascolta solamente il desiderio di chi la lancia".
​Proprio in quel momento, la campionessa italiana in carica entrò nel magazzino. Aveva gli occhi lucidi e la mano fasciata. "Marco, ho un problema con la spinta. Se non trovo l'equilibrio oggi, il sogno finisce qui".
​Marco guardò la pietra blu, poi guardò l'atleta. Sapeva che le Olimpiadi erano fatte di sudore e fatica e che, a volte, nei momenti di massima tensione, serviva un pizzico di magia.
​"Prova questa - disse Marco, porgendole la pietra leggendaria - viene da lontano, ma oggi ha deciso di diventare italiana".

​Quello che avvenne sulla pista di Cortina fu un dialogo silenzioso tra due epoche. La pietra blu non si limitò a scivolare: accarezzava il ghiaccio, disegnando una scia di luce che ricordava i passi dimenticati dello Ski Ballet. Era un movimento magnetico, quasi ipnotico, che lasciò il pubblico nel silenzio più assoluto.
​I Giochi erano appena iniziati e, mentre la pietra si fermava esattamente al centro della pista, il ghiaccio sembrò vibrare. Il passato aveva appena trovato un modo per restare vivo, ancora una volta.


​Scrittura creativa: tocca a te!
​Dopo aver letto del "Granito Blu", proviamo a giocare con la fantasia. Immagina di trovare un oggetto antico dimenticato in un impianto sportivo: una vecchia torcia olimpica che non si spegne mai, un paio di pattini che ricordano ogni coreografia del passato o un fischietto che ferma il tempo.

​L'esercizio del giorno:
Scrivi nei commenti o sul tuo diario tre righe partendo da questa frase: "Ho aperto la vecchia borsa di cuoio e, tra la polvere, ho visto brillare un oggetto che non vedeva la luce da cinquant'anni..."

​Cosa hai trovato? Quale segreto nasconde per Milano Cortina 2026? 

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