L'angolo dell'intervista Christian Paparini: "È interessante vedere come siamo consapevoli di ciò per cui possiamo essere presi in giro, apprezzando chi riesce a farlo"
Avete presente quel viso che si trasforma, si modella e, in un attimo, riesce a catturare tutti i nostri piccoli tic quotidiani? Dietro quelle espressioni c'è Christian Paparini, classe 2002, il creator che ha trasformato la sua cameretta in un palcoscenico durante il lockdown e non si è più fermato.
Non chiamatelo solo "influencer": Christian è un osservatore acuto con una mimica travolgente.
Comico e camaleontico, interpreta con umorismo eccessi e contraddizioni dell’umanità contemporanea, trasformando ogni personaggio in una lente sul presente.Tra una clip e l'altra, ci racconta come l'ironia sia la chiave per restare autentici in un mondo di filtri. L'ho invitato in questo spazio perché mi ha colpito subito: la sua espressività è forza creativa che arriva dritta a chi guarda.
Insieme scopriamo cosa scrive nel suo "diario segreto", i suoi sogni nel cinema e perché, tra cent'anni, l'unico messaggio da tramandare sarà ancora... "lascia stare"!
1) Benvenuto nel mio blog, Christian!
Se dovessi presentarti a chi ancora non ti conosce, come ti descriveresti? E com’è stato accorgersi, a vent'anni e durante il lockdown, che la tua camera stava diventando un palcoscenico per milioni di persone?
In realtà, mi presento semplicemente come Christian Paparini e, se sono di buon umore, dico di essere un comico. Ho cominciato a metabolizzarlo una volta finito il lockdown, anche se in parte sto cercando di metterlo a fuoco tutt’ora.
2) Qual è la contraddizione della società di oggi che trovi più divertente da raccontare attraverso i tuoi video?
Molti miei video ironizzano su vari stereotipi di persone nella società attuale, che il pubblico apprezza. Quindi è interessante vedere come siamo consapevoli di ciò per cui possiamo essere presi in giro, riuscendo nonostante questo ad apprezzare chi ci riesce nel farlo.
3) Come nasce l'idea di un nuovo sketch e quanto studio c'è dietro le tue iconiche espressioni facciali?
Di solito tutto nasce nel momento in cui sperimento e conosco cose nuove, spesso mettendomi in situazioni che si trovano al di fuori della mia comfort zone. Questo mi stimola e mi fornisce idee che poi scrivo nel mio diario segreto. Queste idee poi diventano la mia arte, che tiene vivi me e il mio portafoglio.
4) Nelle tue clip sfrutti tantissimo il viso e i movimenti. È un modo di fare che hai sempre avuto o hai imparato a comunicare così specificamente per i tuoi contenuti?
Credo si tratti di una capacità innata, non ho mai studiato per questo, penso di essermi ritrovato a fare una cosa per cui sono portato. Per quanto riguarda l’espressività, invece, tendo spesso a esagerare, a “teatralizzare” la mia recitazione per rendere sempre più ironici e provocatori i miei contenuti. Solitamente sperimento sul momento, ogni video ha uno studio singolare, ma alla fine il risultato è quasi sempre di un’estremizzazione comica del personaggio. Come dicevo, non ho fatto studi specifici per migliorare la mia comunicazione espressiva, ma ho intenzione di cimentarmici in futuro, ad oggi ho già frequentato un corso di dizione per incrementare la scioltezza nel parlare.
5) Come vivi il rapporto con la tua community e come riesci a bilanciare la tua identità reale con quella digitale?
Non mi piace raccontare troppo di me, per questo non mi piace definirmi un vero e proprio “influencer”. Mi vivo questo lavoro come se avessi un alter ego, e questo mi permette di restare Christian nella mia vita reale, in cui coltivo serenamente le mie relazioni off camera.
6) Se domani sparissero i social, in che modo continueresti a raccontare la realtà? Ti sentiresti più portato a osservare la gente in una piazza o a studiare un copione per il cinema?
Mi piace molto il mondo del cinema: scrivo spesso trame più lunghe di un semplice Tiktok, pensate quindi per un cortometraggio (o anche di più). Penso che eventualmente mi dedicherei a questo, fare l’attore al momento sarebbe per me un passo importante, ma non tralascerebbe la mia osservazione critica sulla panchina della piazza.
7) In un mondo sommerso dai filtri e dalla perfezione, tu scegli di giocare con la tua espressività in modo ironico. Secondo te l'ironia è l'unico modo rimasto per essere davvero autentici oggi?
Punto primo, la mia faccia, ironica o meno che sia, sarà sempre bellissima. Secondo, credo che per essere autentici basti credere genuinamente in ciò che si fa: si deve vedere che ciò che stai facendo ti appaga senza secondi fini.
8) Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Ti vedresti più proiettato verso la recitazione tradizionale o vorresti continuare a innovare il linguaggio dei social?
Non credo che potrò innovare per sempre il mondo dei social: anche io, come tutti, crescerò e dovrò fare i conti con il tempo che passa, considerando sia quelle che possono essere le mie passioni (che possono sempre cambiare o evolvere), sia l’ipotetico cambiamento degli interessi del pubblico. Detto ciò, il mio percorso sui social mi ha mostrato moltissime strade da poter prendere, dovrò solo capire qual è quella che mi piace di più.
9) Cosa accade quando la telecamera si spegne? Chi è Christian nella vita di tutti i giorni? Raccontaci brevemente i tuoi hobby e le tue passioni.
Vorrei dirti che quando la telecamera si spegne faccio la vita del divo, all’insegna dell’eccesso e del lusso, ma in realtà ho una vita piuttosto tranquilla, normale: vedo i miei amici per una birretta e qualche risata, tifo il mio Milan, ogni tanto prenoto qualche viaggio qua e là, molto spesso vado al cinema (anche 5 o 6 volte al mese), e mi piace così.
10) Scrittura creativa
Immagina di dover scegliere un solo fotogramma di uno dei tuoi video da inserire in una "capsula del tempo" per spiegare la nostra epoca tra cent'anni. Quale sceglieresti e che titolo gli daresti?
Tra cent’anni l’esistenza di tante cose sarà incerta, ma i discendenti degli Zarri odierni avranno ancora qualche “Lascia stare” nei loro riflessi innati. Perciò sarebbe questo il messaggio che lascerei ai futuri abitanti del mondo: “Lascia stare”.
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