L'angolo dell'intervista Matteo Pagano: "La spontaneità è la mia forza: è quello che rende i miei video riconoscibili e veri"
Cosa succede quando la spontaneità creativa di un ragazzo incontra il grande schermo di Amadeus? Ne nasce un racconto vero da cui emerge il lato più autentico dell'ospite che vi presento oggi. Matteo Pagano è sì un volto che scorre nel feed, ma è soprattutto un artista che usa ogni mezzo a disposizione per esprimersi.
È un ragazzo solare ed energico: content creator, cantautore, animatore e anche modello, con una forte passione per lo spettacolo in ogni sua forma. I video che pubblica portano sui social scene autentiche di vita familiare, tradizioni della propria terra e momenti semplici trasformati in contenuti riconoscibili, spontanei e carichi di energia.
All'attivo c'è già la pubblicazione del singolo "Il cuore vuole pace" e nuovi inediti in lavorazione, per portare avanti una dimensione da cantautore fatta di autenticità e sensibilità. L'obiettivo è andare oltre lo schermo, crescere come attore e dimostrare che un telefono può essere il ponte verso qualcosa di molto più grande.
L’intervista 🎤
1) Ciao Matteo, benvenuto nel mio blog! In tre aggettivi: chi sei per chi ancora non ti conosce?
Sono una persona solare, energetica e piena di iniziativa. Mi piace stare a contatto con la gente, avere sempre idee nuove e mettermi in gioco in qualsiasi situazione. Non riesco a stare fermo: ho sempre bisogno di creare, sperimentare e buttarmi in qualcosa di nuovo.
2) Venerdì 13 febbraio sei arrivato all'ultima sfida con papà Giuseppe nel programma "The Cage – Prendi e scappa" di Amadeus. Cosa avete provato quando il tempo è scaduto a un soffio dal premio?
Il 13 febbraio siamo arrivati fino all’ultima sfida e, anche se purtroppo non abbiamo vinto, ci siamo portati a casa qualcosa di ancora più grande: un’esperienza piena di emozioni e adrenalina. È stato bellissimo viverla con mio padre. Ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo fatto gag comiche e ironiche, siamo riusciti a far sorridere il pubblico in studio e anche Amadeus e Giulia Salemi.
A un certo punto ho trovato un pupazzetto dentro un pacco e ho improvvisato facendo il ventriloquo… è stato un momento totalmente spontaneo, ma proprio lì ho capito che quando mi lascio andare viene fuori la parte più vera di me.
3) Qual è la cosa che ti ha sorpreso di più della macchina organizzativa di Amadeus rispetto alla creazione di contenuti social?
Mi ha colpito tantissimo la precisione e l’organizzazione. In TV ogni secondo è studiato, ogni movimento ha un senso. È un lavoro di squadra enorme, completamente diverso dai social dove sei tu, il telefono e la tua creatività. Sono due mondi diversi, ma entrambi affascinanti a modo loro.
4) Com’è il "padrone di casa" dal vivo? Ti ha dato qualche consiglio particolare durante le registrazioni?
Amadeus dal vivo è esattamente come lo vediamo in televisione: tranquillo, professionale e molto umano. Ti mette subito a tuo agio. Anche quando l’emozione sale, lui riesce a farti sentire sereno. Più che un consiglio tecnico, mi ha trasmesso calma. Mi ha fatto capire che quando sei te stesso, arrivi davvero al pubblico.
5) I tuoi video sulla quotidianità siciliana sono amatissimi. Come nasce l'idea: è tutto improvvisato o c'è un copione?
Prendo spunto da frasi comiche, scene in famiglia o espressioni tipiche di qualcuno che conosco. Di solito parto da un’idea chiara: una situazione o un personaggio. Però poi lascio tantissimo spazio all’improvvisazione, perché è lì che rendo di più. Non ho un copione rigido, ho una traccia mentale. La spontaneità è la mia forza: è quello che rende i miei video riconoscibili e veri.
6) Qual è il segreto per tenere alta l'attenzione di chi ti guarda, che sia su un palco o attraverso uno schermo?
L’attenzione non si trattiene, si conquista ogni secondo. Ogni secondo che passa è una piccola conquista. Il segreto è essere se stessi e avere qualcosa che tocchi una corda emotiva: ironia, energia, autenticità. L’energia è quella che metto sempre io. Che sia un palco o uno schermo cambia il mezzo, ma non la sostanza. Se chi guarda si sente visto, resta. L’interazione con il pubblico per me è fondamentale.
7) Qual è la sfida più difficile nel gestire la popolarità e il rapporto con i commenti?
Cerco di gestire quasi tutti i commenti personalmente. Faccio spesso dirette dove rispondo a tutti e anche nei direct provo a esserci, anche se adesso sta diventando più difficile. I complimenti possono gonfiare l’ego, le critiche possono colpire. L’equilibrio sta nell’accogliere le critiche costruttive e ignorare l’odio gratuito, che purtroppo c’è sempre. E ricordare che dietro ogni schermo c’è una persona. Ma la prima persona che devo proteggere sono io.
8) Capaci e la Sicilia sono protagoniste dei tuoi post. Cosa vorresti far scoprire di questa terra che i social non mostrano mai?
Essendo palermitano, cerco di raccontare la mia quotidianità anche attraverso sketch e momenti comici, magari mentre “cucino” piatti tipici per fare la battuta siciliana. Ma oltre ai cannoli e al mare che si vedono ovunque, vorrei far scoprire la dignità di chi resta e costruisce invece di andarsene. Le storie raccontate al tramonto, le tradizioni vere, la comunità. La Sicilia non è solo cartolina, è identità.
9) Ami il calcio e lo sport: in quale sfida "impossibile" fuori dal web ti butteresti per metterti alla prova?
Non si direbbe, ma amo la pallavolo. Da piccolo ci giocavo e ho praticato anche il badminton, il volano. Ho partecipato a dei mini campionati e sono arrivato terzo, vincendo una medaglia di bronzo. Poi mi sono fermato perché avevo altre idee in testa. Oggi faccio palestra, ma una sfida che mi piacerebbe affrontare sarebbe rimettermi davvero in gioco nello sport, magari tornando a competere o provando qualcosa di completamente nuovo per mettermi alla prova sul serio.
10) Scrittura creativa
Facciamo un gioco di immaginazione: scrivi il titolo del "film della tua vita" tra dieci anni.
In quale scena ti vedremo recitare e qual è il messaggio finale che lasci al pubblico?
Tra dieci anni mi vedrete su un palco, a fare l’attore, o con un microfono in mano. Non solo a far sorridere, ma anche a cantare le mie canzoni. Perché oltre ai video, io scrivo musica: sono un cantautore. Ho già pubblicato "Il cuore vuole pace" e quest’estate uscirà un nuovo inedito. La musica è una parte profonda di me, forse la più intima.
Ho iniziato da pochissimo anche la carriera da modello.
Il film della mia vita potrebbe raccontare proprio questo percorso: da uno schermo acceso in una stanza, alle luci di un palco vero. Racconterebbe le paure, i momenti di dubbio, le critiche, ma anche la determinazione di chi non si è mai fermato. Racconterebbe un ragazzo che ha iniziato facendo sorridere le persone e che, passo dopo passo, ha trasformato la sua passione in qualcosa di più grande.
Tra dieci anni mi vedo così: magari attore, magari ancora sul palco, ma sempre con la stessa energia.
Non abbiate paura di iniziare da uno schermo… perché può diventare un ponte verso qualcosa di molto più grande, VIVI.
-ilPagano
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