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Perché i nostri bambini non sanno più stare attenti?

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Attenzione in calo: 4 strategie pratiche per ricalibrare il cervello dei più piccoli ​Cosa distrae maggiormente i più piccoli? Perché i livelli di attenzione sembrano calare costantemente? Oggi voglio portarvi a scoprire alcuni punti fondamentali che spesso ignoriamo, ma che spiegano molto del comportamento dei nostri figli tra i banchi e a casa. ​1. Questione di biologia: la "batteria" dell'attenzione ​Dobbiamo capire che la distrazione non è quasi mai una mancanza di volontà. La scienza ci dice che l’attenzione ha limiti biologici precisi legati all’età: un bambino ha una capacità di concentrazione che si esaurisce in fretta. La corteccia prefrontale, ovvero la parte del cervello che controlla l’autodisciplina e la messa a fuoco, finisce di maturare solo intorno ai vent’anni. Chiedere a un bambino di stare immobile e attento per un'ora è, tecnicamente, una sfida contro la sua stessa natura. Non è solo una sensazione dei genitori: lo conferma ...

Conosciamo il web?

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Un viaggio senza tempo   Ogni virgola al giorno d'oggi sembra calibrata per gli algoritmi. Ma c’è stato un tempo in cui il web era una giungla di pensieri senza filtro. Entrare in quel passato è una ricerca continua per capire dove abbiamo perso la nostra spontaneità. Il mio blog nasce nel 2025 proprio per questo: unire la libertà di allora alla consapevolezza di oggi. Chi ricorda lo stridìo del modem e la scrittura senza filtri? L'epoca in cui restare connessi significava occupare la linea telefonica di casa, rischiando l'ira dei genitori, per pubblicare un pensiero che oggi l'algoritmo ignorerebbe in un secondo. Vi vorrei portare ora in una stanza immaginaria dove il tempo si intreccia con tre vite che si trovano davanti a uno schermo. Seguitemi... Sibilla (2005)  L'urgenza di esserci Sibilla scrive davanti a un vecchio monitor che le arrossa gli occhi. Non conosce né i "like" né il personal branding. Apre il suo blog , una finestra aperta su...

Nostalgia dei cartoni animati Flusso di Coscienza con Gianpaolo Sacconi

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Ci sono ricordi che appartengono solo ai pomeriggi della nostra infanzia  mentre aspettavamo che la TV ci portasse altrove. In quei momenti, tra una merenda veloce e i libri di scuola aperti sul tavolo, abbiamo imparato a conoscere il mondo attraverso gli occhi di eroi ed eroine che non ci risparmiavano nulla, nemmeno il dolore. Mi rivedo bambina, e poi ragazza, sospesa davanti a quelle storie che sapevano di sogni e di grandi ingiustizie . Ho pianto lacrime vere per il destino di Candy , mi sono persa nei tormenti di Georgie e ho sentito sulla pelle ogni delusione e ogni addio dei miei personaggi preferiti. Non erano semplicemente cartoni , ma emozioni forti, che ci hanno scavato dentro e ci hanno insegnato la malinconia prima ancora che diventassimo adulti. Crescendo, ho scoperto che quel bagaglio di ricordi non era solo mio, ma di un’intera generazione. Siamo in tanti a portarci addosso quel segno, ed è per questo che parlare con Gianpaolo Sacconi , il fondatore della communit...

Appuntamenti da non perdere

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La prossima settimana il blog si tinge di ricordi e passioni. Un viaggio tra le emozioni della nostra infanzia e le voci che hanno dato un’anima a personaggi leggendari. Siete pronti a tornare bambini? 🚀✨ 📅 LUNEDÌ: sopravvissuti alla nostalgia 📅 VENERDÌ: l’uomo dalle mille voci

Aprile: il mese in cui il mio pensiero rompe gli schemi

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La creatività prende i suoi spazi  Non mi ero mai resa conto di quante giornate importanti si celebrano. Ve ne elenco qualcuna partendo dal  15 aprile,  la Giornata Mondiale dell’Arte . Beh, anche la scrittura può trasformarsi in qualcosa di diverso. In che modo? Non siate scettici...ora ve lo dimostro...poggio la penna e dipingo. Immaginate questa scena: sulla tela del blog esplode un blu cobalto che cola tra le righe, mentre cerchi gialli pulsano al posto dei punti fermi. Non vado alla ricerca di concetti ma di forme. È il "quadro che non si vede", dove le parole sono pennellate di un’astrazione che non chiede permesso alla logica. È pura estetica del pensiero, un gesto vivo che vibra prima ancora di avere un significato reale. Ma l’arte è anche vibrazione .  Il giorno dopo, il 16 aprile , il silenzio della scrittura si rompe per la Giornata Mondiale della Voce .  Mi vedo presa dalla mia voce interiore, dal mio 'flusso di coscienza': nessuna logica...

L'angolo dell'intervista Stibazzi: "Ho iniziato questo percorso sui social, promettendomi che non avrei mai indossato maschere e che sarei stato sempre me stesso con tutti"

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Se navigate su TikTok o Instagram e cercate qualcuno che parli di anime in modo autentico, vi imbatterete sicuramente   in Steven Binotto, conosciuto online come “Stibazzi” . Con migliaia di follower che lo seguono ogni giorno, è diventato un punto di riferimento per chi vuole andare oltre la semplice visione di un episodio. Steven non è solo un creator: è un divulgatore che usa la sua sensibilità per connettere la finzione dei disegni animati con le emozioni della vita quotidiana. Attraverso il suo format " Anime Life ", ha trasformato la passione per il Giappone in una missione: dimostrare che le storie che amiamo possono uscire dallo schermo e parlarci di coraggio , fatica e crescita personale . Ingegnere informatico di formazione e analista per vocazione, Steven riesce a smontare la struttura di un’opera con precisione scientifica, senza però mai perdere quel tocco di umanità che lo ha reso un " amico di famiglia " per la sua vasta community.  In questa i...

15.633 passi silenziosi: chi c'è al di là dello schermo?

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​Fra meno di un mese il mio blog compie un anno. ​È tempo di riflettere sul percorso fatto insieme: 15.633 visite. Possono sembrare poche, ma per un blog personale che vuole catturare l'attenzione e spingere a leggere, è un traguardo importante. Ho portato alla luce la mia parte più nascosta, condividendo il piacere della scrittura, le emozioni e il bello che si cela dietro le parole. ​Ho unito la mia creatività alla voglia di raccontarvi i personaggi che seguite e ammirate. Da giornalista, ho analizzato il lato più umano di quei volti che mi hanno aiutata a costruire un posto dove trovo finalmente il mio alter ego. ​Ora chiedo a voi: questo blog è un punto di riferimento? Spesso scrivo immaginando una stanza piena ma, quando pubblico, vedo solo questa sedia vuota. Mi chiedo chi ci sia seduto lì davanti. Chi sono le persone entrate a trovarmi? Mi piacerebbe dare un segno a questi numeri. ​Se sei passato di qui anche una sola volta, se un mio pensiero ti ha tenuto comp...