Aprile: il mese in cui il mio pensiero rompe gli schemi
La creatività prende i suoi spazi
Non mi ero mai resa conto di quante giornate importanti si celebrano.
Ve ne elenco qualcuna partendo dal 15 aprile, la Giornata Mondiale dell’Arte. Beh, anche la scrittura può trasformarsi in qualcosa di diverso. In che modo? Non siate scettici...ora ve lo dimostro...poggio la penna e dipingo. Immaginate questa scena: sulla tela del blog esplode un blu cobalto che cola tra le righe, mentre cerchi gialli pulsano al posto dei punti fermi. Non vado alla ricerca di concetti ma di forme. È il "quadro che non si vede", dove le parole sono pennellate di un’astrazione che non chiede permesso alla logica. È pura estetica del pensiero, un gesto vivo che vibra prima ancora di avere un significato reale.
Ma l’arte è anche vibrazione.
Il giorno dopo, il 16 aprile, il silenzio della scrittura si rompe per la Giornata Mondiale della Voce.
Mi vedo presa dalla mia voce interiore, dal mio 'flusso di coscienza': nessuna logica, nessuna regola grammaticale, solo una lunga serie di pensieri che vengono trascritti. La voce cade sulla pagina grezza, senza filtri, con i suoi salti logici e quel respiro affannato tra una virgola e l'altra. È il pensiero parlato che sfida quello pensato: una trascrizione autentica, che suona come la verità catturata nel momento esatto in cui nasce.
Poi, il 21 aprile, tutto viene ricostruito in modo nuovo.
È la Giornata della Creatività e il mio mondo deve "rompersi". Guardo la scrivania e vedo una tazzina sbeccata, un mazzo di chiavi e un vecchio caricabatterie. Il mio flusso di coscienza è costretto a passare attraverso questi tre oggetti, come una corrente elettrica che cerca un ponte. È un corto circuito forzato: l’innovazione che nasce quando costringi la mente a deviare dai suoi binari soliti per inventare connessioni impossibili. Riprendo la penna e scrivo: non mi ero accorta di bere da una tazzina sbeccata. Era lì, poggiata sulla scrivania e, nel preciso momento in cui ho spostato il mazzo di chiavi, ho visto l'incrinatura. Sembrava seguire una linea precisa, non dritta, ma tortuosa come quella del vecchio caricabatterie che ho buttato l'altro giorno.
Come vedete la creatività non ha limiti, il pensiero è travolgente, è un fiume in piena.
Provateci anche voi...
Quale oggetto sulla vostra scrivania sta aspettando di diventare l'inizio di un pensiero?
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