Nostalgia dei cartoni animati Flusso di Coscienza con Gianpaolo Sacconi

Ci sono ricordi che appartengono solo ai pomeriggi della nostra infanzia mentre aspettavamo che la TV ci portasse altrove. In quei momenti, tra una merenda veloce e i libri di scuola aperti sul tavolo, abbiamo imparato a conoscere il mondo attraverso gli occhi di eroi ed eroine che non ci risparmiavano nulla, nemmeno il dolore.
Mi rivedo bambina, e poi ragazza, sospesa davanti a quelle storie che sapevano di sogni e di grandi ingiustizie. Ho pianto lacrime vere per il destino di Candy, mi sono persa nei tormenti di Georgie e ho sentito sulla pelle ogni delusione e ogni addio dei miei personaggi preferiti. Non erano semplicemente cartoni, ma emozioni forti, che ci hanno scavato dentro e ci hanno insegnato la malinconia prima ancora che diventassimo adulti.
Crescendo, ho scoperto che quel bagaglio di ricordi non era solo mio, ma di un’intera generazione. Siamo in tanti a portarci addosso quel segno, ed è per questo che parlare con Gianpaolo Sacconi, il fondatore della community dei Sopravvissuti ai cartoni animati, è stato come ritrovare un vecchio amico che ha vissuto le mie stesse battaglie emotive.
Dalla commozione per le note di Goldrake - la cui sigla ricordo perfettamente a memoria - alla nascita di un libro che è una vera e propria impresa collettiva, Gianpaolo ci apre le porte di un mondo dove la nostalgia non è solo ricordo, ma un modo per capirci ancora oggi. Un progetto che finalmente prende forma fisica e che potremo toccare con mano: la presentazione ufficiale del libro si terrà infatti il 25 aprile alle ore 17:00 a Roma, all'interno dell'evento Japan Days presso l'Ippodromo delle Capannelle.

Chi è Gianpaolo Sacconi
Romano, esperto di comunicazione e voce di RID 96.8 FM, Gianpaolo ha trasformato la sua passione per la cultura pop in una delle community più attive d'Italia. Professionista degli eventi e docente, ha curato il primo libro collettivo dei "Sopravvissuti", unendo memoria storica e partecipazione digitale.

1) Gianpaolo, qual è stato il primo cartone che ti ha fatto sentire quella strana malinconia che poi abbiamo scoperto di avere un po' tutti noi cresciuti in quegli anni?
Senza ombra di dubbio Goldrake, che ho sempre considerato il cartone animato più importante della mia infanzia e non solo. Ancora oggi mi basta ascoltare una delle sigle della sua splendida colonna sonora italiana (e per questo ringrazierò eternamente Luigi Albertelli e Vince Tempera) per farmi scendere una lacrima.

2) Com'è stato accorgersi che, sotto i vostri post, migliaia di persone stavano aspettando solo qualcuno che dicesse: "Ehi, è successo anche a me"?
E’ una domanda complessa...perché la community esiste dal 2014 e sia il tono generale dei messaggi che la percezione nel leggerli è molto cambiata. Fa sempre piacere l’interazione con gli utenti ma, devo ammettere, che oggi i commenti sono meno legati ad un discorso “di gruppo”. Diciamo che passare dall’essere una Pagina su Facebook con qualche migliaia di persone è ben diverso dall’essere una community con 500 mila utenti distribuiti su più piattaforme.

3) Se dovessi fare una lista di quei titoli che per noi sono nostalgia pura, quali sono secondo te i cartoni che non possono assolutamente mancare per sentirsi un "sopravvissuto" al 100%?
E’ molto soggettivo, cercherò di tener conto delle preferenze sia maschili che femminili: Lady Oscar, Holly & Benji, Georgie, Goldrake, Mila e Shiro, Lupin, Creamy...sono troppi!

4) Com’è stato scavare tra le migliaia di storie e commenti dei vostri follower per scegliere cosa mettere nel libro?
Quello del libro era un sogno che avevo da più di dieci anni, ci provai ai tempi ma alla fine non se ne fece nulla. Non perché non ci fu partecipazione, anzi! Arrivarono decine e decine di contributi da parte della community ma, per un errore di impostazione di cui mi assumo le responsabilità, non era stata data alcuna linea guida. Imparando da quegli errori, ho deciso di riproporre il progetto, ma con delle regole precise e uguali per tutti.

5) Se dovessi scegliere un personaggio dei cartoni per rappresentare lo spirito di questo libro, chi sceglieresti come simbolo?
Oddio che domanda complicata. Fammi pensare… forse Heidi, per la sua capacità di adattarsi e di non perdersi mai d’animo.

6) Ma secondo te, chi creava quelle storie lo faceva apposta a metterci davanti a situazioni così forti o eravamo noi bambini a caricarle di un significato che è rimasto nel tempo?
Nessuna delle due, semplicemente c’era un divario culturale tra il tipo di contenuti che l’industria dell’intrattenimento offriva al pubblico giapponese rispetto ai contenuti che il mercato europeo produceva per noi. E’ proprio questa l’anomalia che ha determinato quella generazione: la mancanza di comprensione del mercato asiatico portava ad una generalizzazione che si traduceva in “cartoni animati=programmi per bambini". L’ignoranza della generazione che ci ha preceduto ha generato la nostra generazione, per fortuna.

7) Cosa pensi che manchi ai cartoni moderni rispetto a quel senso di realtà e di sfida che ci arrivava ogni pomeriggio in TV?
Non penso questo, anzi. Ci sono anime moderni che hanno una narrativa ben più curata rispetto alle produzioni che vedevamo noi da bambini. Titoli come “Attack on Titan” o, andando un po’ più indietro, “Death Note” hanno una profondità che difficilmente potevamo trovare nella produzione degli anni Settanta. Non nego che oggi ci siano anche più titoli “spazzatura” o costruiti esclusivamente per il mainstream. Ma il mercato è fatto prevalentemente di interessi economici, chi vende di più vince.

8) Se potessi cambiare il finale a un solo cartone per riparare a un'ingiustizia che non hai mai digerito, quale sceglieresti?
Penso che Oscar e André avrebbero meritato una chance in più…

9) Se la tua giornata avesse una sigla che parte in sottofondo ogni volta che esci di casa, quale sceglieresti per descrivere il Gianpaolo di oggi?
Non sceglierei di averne solo una, ce ne sono talmente tante così belle che vorrei ascoltarne ogni giorno una diversa!

10) Adesso che il libro è realtà, cosa c’è all'orizzonte per voi? Qual è il prossimo passo di questo viaggio insieme alla community?
Sono sincero: mentre da una parte è la realizzazione di un sogno, dall’altra è stata una fatica inimmaginabile che ho portato a compimento esclusivamente perché dovevo. Lo dovevo a me e lo dovevo a tutti coloro che hanno creduto in me. Vedremo cosa succederà, il libro non è mai stato qualcosa sulla quale io riponessi aspettative di guadagno considerevoli, è sempre stato solo un mezzo per riportare la community alle origini, alla partecipazione collettiva. All’interno delle sue pagine ci sono spunti per creare progetti nuovi, che io spero prendano vita. Dipende sempre tutto dalla volontà di fare.



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