L'angolo dell'intervista Stibazzi: "Ho iniziato questo percorso sui social, promettendomi che non avrei mai indossato maschere e che sarei stato sempre me stesso con tutti"
Se navigate su TikTok o Instagram e cercate qualcuno che parli di anime in modo autentico, vi imbatterete sicuramente in Steven Binotto, conosciuto online come “Stibazzi”. Con migliaia di follower che lo seguono ogni giorno, è diventato un punto di riferimento per chi vuole andare oltre la semplice visione di un episodio.
Steven non è solo un creator: è un divulgatore che usa la sua sensibilità per connettere la finzione dei disegni animati con le emozioni della vita quotidiana. Attraverso il suo format "Anime Life", ha trasformato la passione per il Giappone in una missione: dimostrare che le storie che amiamo possono uscire dallo schermo e parlarci di coraggio, fatica e crescita personale.
Ingegnere informatico di formazione e analista per vocazione, Steven riesce a smontare la struttura di un’opera con precisione scientifica, senza però mai perdere quel tocco di umanità che lo ha reso un "amico di famiglia" per la sua vasta community.
In questa intervista, ci racconta come la bellezza di un aereo ancora da modellare rappresenti perfettamente il suo percorso creativo.
In che modo la tua mente scientifica ti aiuta a capire la struttura di un anime e, se potessi vivere dentro una scena per descrivere chi è Steven oggi, quale sceglieresti?
Avendo un background da ingegnere informatico, mi sono reso conto che tendo sempre ad analizzare troppo la realtà che mi circonda. Se per esempio sto avendo una conversazione, mi capita di pensare a quale sia la risposta migliore da dare e a quali scenari queste risposte mi condurranno, valutando quindi quale delle opzioni sia la migliore. Questo approccio mi porta a formulare teorie su come un'opera andrà a concludersi, portandomi spesso a creare dei finali che avrei apprezzato maggiormente rispetto a quelli reali. Ciò però riesce anche a farmi capire quanto un'opera sia scontata o quanto sia stata in grado di stupirmi.
La scena che più mi descrive in questo momento è il dialogo tra Caproni e Jiro in Si alza il vento.
In particolare il momento in cui discutono sulla forma dell'aereo e di come questo sia ancora da modellare: è così che vedo il mio percorso sui social...ci vedo molta bellezza e potenziale, ma devo ancora trovare il modo per esprimerla e farla arrivare a più persone.
2) Nel tuo format "Anime Life" porti le storie nella realtà. Qual è stata la sfida più difficile che hai affrontato e perché hai scelto proprio quella?
Anime Life è un format su cui voglio puntare molto in futuro, ma la sfida più difficile che ho fatto e quindi il mio episodio preferito della serie, è un episodio che non ho mai realizzato. Avevo contattato un ricercatore d'oro ed eravamo d'accordo sull'andare a cercare gemme preziose nei fiumi, ispirati dall'anime Ruri Rocks, dove si parla appunto di mineralogia. Visto lo scarso successo del primo episodio e i costi che questa serie richiede, mi sono scoraggiato e ho pensato di riproporla quando avrò una community più grande.
3) Ti piacciono molto gli "spokon" (anime sportivi). Cosa insegnano queste trame sulla fatica e sul coraggio ai giovani di oggi?
Sicuramente non è il mio genere preferito, ma devo dire che tutti gli spokon che ho visto mi hanno tenuto incollato allo schermo.
L'inseguire un obiettivo con la costanza e la determinazione, il peso che si prova nell'affrontare un rivale più forte di te e la maturità di trovare nella competizione dei legami sinceri fatti di stima e rispetto reciproco, mi hanno sempre affascinato, portandomi spesso a riflettere sul vero senso di mettermi alla prova in sfide più grandi di me. Nella mia testa è l'unico modo per superare i miei limiti e, come dice un famoso anime, "dare un calcio alla ragione, per lasciar spazio all'impossibile".
4) Secondo te, perché oggi un ragazzo sente un personaggio di una serie così vicino alla propria vita quotidiana?
Penso che da Evangelion in poi, tutti i protagonisti degli anime riescano a mostrare fragilità, desideri e paure che chiunque potrebbe provare, ma che molto spesso non si riescono ad esprimere bene agli altri. Magari la paura di risultare deboli o semplicemente di essere giudicati, ci porta a chiuderci e a non guardare in faccia quei sentimenti. Credo che gli anime invece diventino il modo perfetto per mettersi davanti allo specchio e per vedere quali sono i veri pensieri che popolano il nostro cuore.
5) Quando conduci i tuoi show dal vivo, come a Udine o Vicenza, qual è la reazione del pubblico che ti colpisce di più?
Devo essere onesto: non percepisco un gran legame col pubblico durante i miei show dal vivo. Ciò che mi colpisce veramente è il numero di persone che incontro successivamente al meet & greet: è solo in quel momento che realizzo quanto i miei contenuti non si fermino alle pareti di casa mia, ma arrivano veramente alle persone. Un commento ti scalda il cuore, ma ritrovarti davanti una persona che ti ringrazia per i video che fai...è tutta un'altra cosa. Il mio incontro più bello è stato al Napoli Comicon di 2 anni fa, quando un bambino mi ha voluto dire che anche a lui piace la fisica e lì ho compreso che anche i miei format più complicati, possono venire apprezzati dai più piccoli.
6) Su Instagram e TikTok sei molto diretto e sincero. Cosa ti piace del dialogo quotidiano con la tua community?
Ho iniziato questo percorso sui social, promettendomi che non avrei mai indossato maschere e che sarei stato sempre me stesso con tutti. Ciò nel tempo ha creato una community di amici e non di fan: è questo il motivo per cui posso sempre essere diretto e onesto... non sono l'idolo di nessuno, semplicemente sono un buon amico con cui poter parlare e a cui chiedere dei consigli. Non vorrei mai un rapporto diverso da questo, perché amo potermi sentire libero di scherzare senza preoccuparmi di ferire qualcuno ed è bello sapere che non si è mai davvero soli.
7) Oggi conta di più un'animazione con bei disegni o una storia scritta bene e profonda?
Se fossi obbligato a scegliere, sceglierei una storia scritta bene e profonda. Do molta importanza ai sentimenti e a quanto quell'opera riesce a parlare un po' di me, perciò sebbene io ami l'animazione tra le due cercherò sempre qualcosa che mi sappia coinvolgere.
8) Oltre ai grandi titoli famosi come One Piece, Dragon Ball o Demon Slayer, c'è un manga o un anime poco conosciuto che consiglieresti a tutti?
Un anime che io considero un 10/10 e che penso possa piacere a tutti è Welcome to NHK. Magari non è sconosciuto a chi naviga già questo mondo, ma sono certo che chiunque l'abbia visto lo consiglierebbe. Parla di un hikikomori che viene aiutato da una giovane ragazza a riabilitarsi e a tornare ad una vita normale. Però quello che colpisce è come l'anime mostri che tutti hanno bisogno di aiuto, anche chi in apparenza sembra avere un carattere forte.
9) Quali sono le opere uscite o annunciate quest'anno che, a tuo avviso, lasceranno il segno come hanno fatto i grandi classici del passato?
Sicuramente le opere di quest'anno che per popolarità e gradimento lasceranno un segno, sono jujutsu kaisen e frieren, ma ammetto che non sono quelle che più lo lasceranno in me. Un anime famoso che invece continua a stupirmi e ad appassionarmi è Oshi no ko, ma come ogni anno... confido in nuove sorprese.
10) Immagina di dover scrivere il finale perfetto per un anime che oggi segna la vita degli adolescenti. Come lo descriveresti in poche righe?
Scriverei un finale che parli di come chiunque possa realizzare i suoi sogni semplicemente essendo sé stesso.
Probabilmente il risultato sarebbe simile al finale che My Hero Academia ci ha regalato l'anno scorso: non serve essere i più forti per cambiare il mondo, a volte anche una semplice mano tesa può fare la differenza. Vorrei che chi guardasse il mio anime, alla fine pensasse di essere importante e di poter fare del bene in questo pianeta.
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