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Il mattoncino dei sogni e dei ricordi

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I Lego in mostra a Bologna  Chiunque sia cresciuto con una scatola di mattoncini in casa conosce quel brivido. Il ricordo nitido di un pomeriggio passato sul tappeto si mescola alla passione di chi, anche da adulto, passa le sere a dividere i pezzi per colore e sfumatura. Per chi colleziona questi piccoli frammenti di mondo, il mattoncino è un vero e proprio linguaggio. È la certezza che, finché due pezzi si uniscono alla perfezione con quel click secco, c’è ancora una possibilità di mettere in ordine i propri pensieri. Se fate parte di questa tribù di costruttori e sognatori, c’è un luogo a Bologna che alimenta questo stesso immaginario. Fino al 2 maggio 2027 , gli spazi di Grand Tour Italia (in Via Paolo Canali 8) ospitano infatti la più grande mostra di modelli con mattoncini LEGO® in Europa. Parliamo di 15 milioni di mattoncini distribuiti su oltre 2.000 metri quadrati. Un'esposizione enorme che per un appassionato lascia letteralmente a bocca aperta. Camminar...

La mente non ha più segreti?

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Chi di voi non ha mai desiderato che i propri pensieri o la propria immaginazione diventassero realtà ? Ebbene, forse non dovremmo aspettare molto che tutto ciò si verifichi. A volte rimango stupita di fronte a certe scoperte, ve lo assicuro, eppure oggi la scienza sta facendo un passo vicinissimo a questo sogno. O forse, a un piccolo incubo. Pochi giorni fa, pensate un po', alcuni ricercatori hanno presentato una tecnologia incredibile. Collegando il cervello a un'Intelligenza Artificiale, il computer è riuscito a fare una cosa mai vista prima: ha letto gli impulsi della mente di alcune persone e ha ricostruito sullo schermo l'immagine esatta che stavano guardando o immaginando . Questa scoperta ci mette davanti a tre riflessioni importanti sul nostro mondo interiore: • la mente non ha più segreti : il flusso dei nostri pensieri è sempre stato l'unico posto davvero privato. Nessuno poteva vedere le nostre fantasie o le nostre paure. Cosa succederà quan...

Dentro l'immagine

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Eccoci ad un altro appuntamento con la rubrica Visioni creative .  Questa volta vi propongo u no scatto rubato al cielo per immortalarlo in un'immagine diversa. Non più la solita fotografia, ma una trama fitta e leggera, un ricamo di nuvole che sembra un pianeta visto dallo spazio.   A guardarlo bene, quel cielo sembra anche una golosa coltre di panna montata, densa e vaporosa, dove il sole, filtrando prepotente, ha creato un varco di luce abbagliante. Ai margini dell'inquadratura, i tetti e le antenne ci riportano alla realtà, ma l'occhio è irresistibilmente rapito da quella distesa soffice e mutevole, un disegno che cambia forma a ogni istante.   E tu? Quando è stata l'ultima volta che hai alzato gli occhi per cercare una forma nascosta tra le nuvole? Esci, concediti una pausa e prova a rubare anche tu il tuo pezzetto di cielo: basta un attimo di meraviglia per trasformare il grigiore del quotidiano in una pagina tutta da inventare.

Zio Paperone e il Canto di Natale: la storia infinita si rinnova ancora

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Chi non ricorda Scrooge , nel fantastico racconto di Dickens ? Quel vecchio burbero, avaro e freddo, che pensa solo al denaro e odia le feste. Per molti di noi, quel personaggio ha le piume, le basette e la giacca rossa di zio Paperone . Il film animato del 1983, Il Canto di Natale di Topolino , fa parte dei ricordi d'infanzia di intere generazioni.  Io non smetterei mai di guardarlo! ( Fonte : Il Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol), cortometraggio animato del 1983 distribuito da Walt Disney Pictures ) Ogni anno, a dicembre, quella storia torna a emozionarci. Ma se pensate che sia un semplice ricordo del passato, vi sbagliate di grosso. Proprio così: zio Paperone sta per tornare ad affrontare i fantasmi del Natale in una avventura completamente nuova. La grande novità arriva dal mondo dei fumetti. La Marvel , la famosa casa editrice dei supereroi, ha deciso di pubblicare un albo speciale dedicato proprio a questa storia. A scriverla sarà Louise ...

Gli e le: i dubbi infiniti

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​Bentornati a questo nuovo appuntamento di Parole in tasca . Oggi vi metto alla prova con una parolina che fa confondere ancora un po' tutti. ​C'è un pronome che si è preso ogni spazio possibile nelle nostre conversazioni quotidiane: sto parlando di " Gli ". Lo usiamo praticamente per tutto: che il destinatario sia un uomo, una donna o persino un gruppo di persone, il povero " Gli " viene convocato ovunque come un jolly onnipresente. Ve ne siete accorti? E la sua legittima controparte al femminile, " Le "? Spesso resta in disparte, a guardare impotente mentre il collega maschile le ruba costantemente la scena.  Eppure la regola di base è semplice e chiara: " Gli " si usa per il maschile singolare ("Gli ho scritto", nel senso di ho scritto a lui). " Le " si usa per il femminile singolare ("Le ho chiesto", nel senso di ho chiesto a lei). Ma tra la teoria della grammatica e la comodità della vita d...

Visioni creative Architetture del pensiero

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Bentornati all'appuntamento di questa rubrica che altro non vuole che farvi spingere l'immaginazione al massimo. Guardate la foto. A prima vista sembra un’installazione fantascientifica, ma la realtà non è poi così diversa. Questa monumentale struttura d’acciaio è l’Atomium di Bruxelles , un’opera straordinaria alta 102 metri e costruita nel 1958 per l'Esposizione Universale. L’architetto André Waterkeyn ha voluto dare forma visibile all'invisibile, ingrandendo 165 miliardi di volte una cella elementare di un cristallo di ferro e collegando nove sfere d'acciaio attraverso lunghi tubi metallici.  Nato per celebrare il progresso scientifico e l'energia atomica, oggi è diventato il simbolo della capitale belga. Vista da vicino la struttura è fantastica, ve lo assicuro! E ora ci aggiungo del mio... Ma se la sua vera natura andasse ben oltre la chimica e la fisica?  Vi spiego: proviamo a esplorare questo meraviglioso gigante d'acciaio attraverso una m...

Perché il pensiero umano è "lento"

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Il grande paradosso del cervello Siamo abituati a immaginare i nostri pensieri come saette fulminee, capaci di viaggiare alla velocità della luce. È quello che ho sempre creduto anch'io perché, dopotutto, la nostra mente è una macchina biologica in grado di sognare, creare e risolvere problemi complessi in un secondo. La neuroscienza, però, svela un paradosso che, onestamente, non conoscevo: sebbene il cervello raccolga miliardi di informazioni ogni secondo, la nostra mente cosciente elabora i dati a un ritmo incredibilmente lento. I numeri del paradosso Un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) ha cercato di quantificare la velocità della coscienza in uno studio incentrato sulle interfacce mente-computer (pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neuron).  I risultati cambiano completamente la percezione che abbiamo di noi stessi. • Il bombardamento invisibile (inconscio): gli occhi, la pelle e le orecchie raccolgono stimoli dall...