L'angolo dell'intervista Michele Lettera: "Se sento scorrere le endorfine so che quella è la strada giusta"
"La voce è lo strumento più bello che esista in natura".
Oggi presento così un professionista che ho avuto il piacere e l'onore di intervistare: Michele Lettera, un nome che, non appena lo senti, ti cattura perché è la voce che prende, che ti fa venire voglia di stare lì ad ascoltarla all'infinito.
Doppiatore pubblicitario e vocal coach, Michele Lettera è un vero "Voice Over Talent" che fa vibrare le parole e i testi.
Attratto sin da piccolo dalle voci pubblicitarie e documentaristiche, si forma presso la prestigiosa Voice Art Dubbing, un percorso che lo vede al fianco di doppiatori di calibro come Carlo Valli, Dante Biagioni, Massimo Bitossi, Antonio Palumbo, Nino D’Agata e altri grandi professionisti.
La sua carriera decolla e lo porta a collaborare con la Rai, dove presta la sua voce narrante a numerosi documentari per programmi come Geo&Geo. Oltre al microfono, Michele è anche un apprezzato formatore aziendale, mettendo la sua esperienza vocale al servizio della comunicazione e del public speaking efficace, aiutando gli altri a "suonare" al meglio il proprio strumento più prezioso.
Non manca un lato più leggero e ironico: sui social, Michele Lettera (noto anche per il suo alter ego sarcastico, Robbertino, che commenta ricette impossibili con un tono irresistibile) rompe le scatole in decine di spot e tiene i suoi fan incollati allo schermo, dimostrando che la voce, oltre a emozionare, sa anche far sorridere. È proprio questa miscela di professionalità, empatia e umorismo che rende la sua voce un vero e proprio incanto.
E io non mi fermerei mai di ascoltarlo...
1) Michele, qual è il personaggio che hai doppiato e che ti ha fatto "morire" dalle risate in sala di registrazione?
Il doppiaggio (ma è più uno speakeraggio) che mi ha fatto morire dalle risate, ma anche un po' imbarazzato, è la narrazione radiofonica di una scena porno: ho dovuto commentare con tono da superquark tutta la sequenza. Ancora oggi rido se ci penso!2) Se potessi doppiare un oggetto inanimato quale sarebbe e che voce gli daresti?
Adoro doppiare il cibo. Magari doppierei i cibi più spavaldi dei social, tipo i fiocchi d'avena, il pistacchio (dittatore culinario, voce snob), lo yogurt greco (palestrato e insapore, voce grossa che se la tira).
3) Tra tutte le voci che fai ce n'è una che usi per ordinare la pizza al telefono?
Certo, di solito uso la voce affamata: è quello che deve trasmettere urgenza :)
4) Qual è l'errore di dizione o un'abitudine linguistica che ti fa letteralmente rizzare i capelli in testa?
Dipende. Di solito ho le antenne spente nella vita di tutti i giorni (altrimenti soffrirei troppo :) ) le accendo con i miei allievi: la parola ciélo con la E chiusa mi fa abbastanza male, mentre béne, detta con la E chiusa, mi fa lo stesso effetto del gessetto sulla lavagna.
5) Hai mai provato a far fare un esercizio di public speaking a Robbertino?
Provo tutti i giorni ad insegnare qualcosa di utile a Robbertino. Lui impara in quel momento, poi si distrae e dimentica: ha la memoria di Dory.
6) Tra le "ricette impossibili" quale ti ha lasciato più sconcertato, quella che ancora ti tormenta la notte?
Per fortuna sono talmente allenato da aver sviluppato calli multipli allo stomaco e non ho ricette che mi tormentano la notte, a differenza della grammatica di miss vallea :). Però le ricette che mi colpiscono di più sono quelle dove il "cuoco/a" assaggia davvero il piatto, ecco, là sono contento per la punizione che si autoinfliggono.
7) Se Robbertino dovesse cucinare, quale sarebbe il suo cavallo di battaglia?
Robbertino è bravo coi dolci, adora le crostate moderne multistrato (più strati ci sono è meglio è), soltanto che sono preparazioni che richiedono tempo, giorni, lustri e allora ne prepara una ogni 4 cicli lunari.
8) Hai una frase che dici a te stesso prima di iniziare un nuovo progetto?
Sì, mi dico: Michele, ti emoziona pensare di realizzare questo progetto? Dove per emozione intendo coinvolgimento, passione, euforia. Se sento scorrere le endorfine so che quella è la strada giusta.
9) Se la tua carriera fosse un piatto, che ingredienti ci sarebbero e come lo chiameresti?
Bella domanda: adoro la pizza. Se la mia carriera fosse un piatto sarebbe una pizza 4 stagioni e la chiamerei 4 stagioni meno 2: 2 spicchi belli corposi già conditi e altri due tutti da condire da qui in avanti.
10) Scrittura creativa: sei al tuo primo giorno di lezione in una classe e tutti gli studenti sbagliano gli accenti. Cosa succede?
Scherzo, rido, li correggo ma sono contento: succede qualcosa di bello: tutti gli studenti, già alla prima lezione, impareranno tante pronunce corrette. Nei miei corsi sprono tutti a sbagliare, l'errore è parte attiva del processo di apprendimento.
Commenti
Posta un commento