L'angolo dell'intervista Alessandro Orgiato: "È da un po’ che osservo ogni cosa con uno sguardo stupito"

A volte basta uno sguardo diverso per trasformare la realtà in uno sketch. C’è chi ha iniziato con la grafica e poi ha scoperto che la propria strada era scrivere per la TV e per il web. L'ospite di oggi è Alessandro Orgiato, conosciuto sui social come Ciaolale.
​Alessandro, 37 anni, ha un percorso solido alle spalle: ha lavorato come autore per programmi come Le Iene, ha collaborato con Scherzi a Parte e ha portato i suoi format in trasmissioni come Honolulu. Recentemente è stato tra i protagonisti di Money Road su Sky. Originario di Lecce ma milanese d'adozione, oggi lavora come consulente creativo e autore di contenuti web, portando avanti la sua passione per le imitazioni e gli scherzi.
​Si definisce un uomo estremamente parsimonioso — al punto da non accendere il riscaldamento in casa e scegliere sempre la vacanza più economica — e osserva ciò che lo circonda come se fosse un grande esperimento sociale. In questa intervista mi racconta il suo rapporto con la creatività, del perché preferisce il buio di un cinema alla frenesia della metropoli e di come la comicità resti una dote umana insostituibile. Una chiacchierata senza filtri per capire cosa c'è dietro i video che vediamo ogni giorno sugli schermi.

1) Alessandro, se dovessi descrivere chi sei a una persona che non ha mai posseduto uno smartphone, senza usare le parole "social", "follower" o "internet", cosa le diresti?
Una volta ero molto apprezzato dal popolo come grafico pubblicitario, ma la mia indole ed irrefrenabile voglia di immaginare degli sketch probabilmente inutili, ma essenziali alla mia felicità, mi hanno portato a scrivere per la tv come autore. Oggi compaio anche su varie piattaforme. 

2) Lavorando come autore TV, hai imparato a smontare i meccanismi della comunicazione. C'è qualcosa della realtà quotidiana che oggi non riesci più a guardare con occhi "ingenui"?
Da quando ho preso davvero coscienza di esistere, verso i 25 anni, ho iniziato a non percepirmi più come persona appartenente a questo Mondo. Diventare un autore non ha inciso più di tanto. È da un po’ che osservo ogni cosa con uno sguardo stupito. Tutto ciò che riguarda la società non lo vedo reale.

3) Qual è stata l’ultima cosa che ti ha lasciato senza parole, spingendoti solo a osservare senza voler aggiungere alcun commento?
Vedere come le persone abbiano questo bisogno esagerato di avere un buon lavoro, per garantire ai propri figli una buona scuola, università e studi vari, con la speranza che un giorno anche loro possano avere un buon lavoro. Allora mi son chiesto, che senso ha la procreazione? Perché lo facciamo?

4) Cerchi spesso il lato assurdo di ciò che ci circonda. Qual è un dettaglio della vita quotidiana a cui nessuno fa mai caso, ma che secondo te meriterebbe un intero documentario?
Quello citato prima. 
Potrei chiederti anche come mai si ha questa forte voglia di fare un figlio. Dicono che lo si faccia per coronare una storia d’amore. In poche parole, due persone decidono di punto in bianco che un nuovo essere umano dovrà camminare su questa terra e pagare le tasse senza che nessuno abbia chiesto loro di farlo. Lo fanno perché nelle loro teste in quel momento c’è solo l’immagine di un dolce bebè che viene preso in braccio e coccolato. Io quando penso ad un figlio, me lo immagino già a 14 anni che pretende il motorino e nasconde le sigarette. 
E comunque ne vorrei fare uno perché mi piacerebbe osservare il comportamento umano sin dai primi passi. Come fosse un esperimento.

5) Muovendoti spesso tra i ritmi frenetici delle grandi città e la tua sfera privata, dove senti di ritrovare davvero il tuo equilibrio?
L’equilibrio lo trovo spesso al cinema. 
Per quelle due ore vieni proiettato in un mondo che non esiste, ma che la maggior parte delle volte si presenta molto meglio di quello che viviamo tutti i giorni. 
Poi finisce il film ed io ci metto sempre quei 2-3 minuti a riaccettare il mondo vero. 

6) Oggi tutti fuggiamo dalla noia con lo scrolling infinito. Per te la noia è un nemico da sconfiggere o una risorsa per creare?
Credo di avere l’ADHD. Per cui per me stare fermo non esiste. Devo fare sempre qualcosa. Qualsiasi. E non ho mai capito come facciano le persone a passare la vacanza sdraiati su un lettino al sole. Come aspettassero che succeda qualcosa.

7) C'è un contenuto che consideri un "flop" a livello di numeri, ma a cui sei profondamente legato perché diceva esattamente ciò che volevi?
Più di uno. Quando ho un’idea non sempre ciò che pubblico riesce a rappresentarla appieno. Faccio passare del tempo e poi la rinnovo con delle modifiche. Di solito poi funziona.

8) Con l'intelligenza artificiale che ormai crea di tutto, cosa pensi che resterà di "insostituibile" nel tocco umano di un autore?
La vera comicità. Quella sottile sensibilità di riuscire a far ridere in un momento difficile, di trovare la battuta giusta nel contesto giusto. Ci vuole sensibilità. E l’iA, penso, non l’avrà mai.

9) Tra cinquant'anni, se qualcuno dovesse ritrovare un archivio dei tuoi video, cosa speri che capirebbe della nostra epoca?
Penso che avrebbe da subito la sensazione di essersi perso un’epoca in cui politici e clown avevano lo stesso ruolo. Un’epoca in cui non ci sono regole scritte, perché è tutto un gioco da bambini. Un’epoca indecifrabile ma comprensibilmente infantile.

10) Scrittura creativa 
Immagina che il tasto "Pubblica" del tuo profilo Instagram diventi improvvisamente un portale fisico. Descrivi, in massimo tre righe, cosa vede Alessandro quando ci entra dentro prima che il contenuto arrivi agli schermi degli altri.
Vedo una schiera di senegalesi che controllano che nel mio video non ci siano nudità, blasfemia e omofobia. Arrivato alla fine di questo tunnel mi trovo davanti un cinese con la 104, quindi assunto con le agevolazioni statali, che si complimenta con me perché ho pubblicato già il terzo video in una settimana.


Immagini prese dal profilo Instagram di Ciaolale 


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