L'angolo dell'intervista Teo Scarpellini: "La grammatica inglese è estremamente semplice, ma la pronuncia è la cosa più irregolare che esista"

"Fino ai 21 anni non parlavo una parola di inglese". Quando Teo Scarpellini mi dice questa frase, resto un attimo a bocca aperta. Guardando i suoi video sui social oggi, dove mostra una pronuncia perfetta con uno stile unico, non lo si direbbe mai. Eppure, il suo successo nasce proprio da una difficoltà iniziale.
​Dopo aver vissuto a Londra per diversi anni, Teo torna in Italia e si dedica inizialmente alle lezioni di musica. È proprio in quel periodo che scopre la sua vocazione per la didattica. Da lì parte lo studio vero e proprio: sfruttando la passione per la psicologia cognitiva, analizza come funziona il nostro cervello quando apprende cose nuove. Fa da cavia a se stesso e, nel giro di un anno, cambia tutto: non solo impara a parlare fluentemente la lingua inglese, ma riesce persino a perfezionarne l'accento.
Oggi, attraverso la sua Academy, usa l'ironia per aiutare gli altri a fare lo stesso salto. 
Gli ho chiesto di raccontarmi com’è iniziato tutto e come funziona il suo mondo.


1)  Welcome Teo.
Se dovessi usare tre aggettivi inglesi per presentarti (escludendo "British"), quali sceglieresti? E qual è stato l'errore di pronuncia che ti ha spinto a portare il tuo British humour sui social?
​Lui va dritto al punto: "Irreverent, cheeky, playful". E sul motivo che lo ha fatto iniziare, Teo è molto onesto: "Non sono stato mosso da nessuna pronuncia in particolare ma, per il meme, diciamo FRUIT".

2) La tua comicità è una carta vincente sui social. Quanto è difficile essere costanti e trovare sempre il giusto equilibrio tra la serietà dell'insegnamento e l'essere così brillante e divertente?
È estremamente difficile. Le idee non puoi forzarle e quando sei bombardato da troppi stimoli spesso non escono, ma ci provo costantemente. Lo faccio volentieri: mi basta ignorare i social per un paio di giorni prima che mi torni l'esigenza di fare lo sciocco. Direi che è più un "weaponizzare" la mia ironia al servizio dell'educazione.

3) Tra tutti i video che hai creato, ce n'è uno in particolare che ha sbloccato qualcosa nei tuoi follower, magari generando un meme o un'interazione inaspettata che ti ha sorpreso?
La cosa che mi ha sorpreso di più è la controversia che ha generato la pronuncia di "nike", più che altro perché partono dietrologie assurde, e sbagliate, sulle pronunce greche o roba simile. Ma proprio di una violenza che non mi aspettavo.
Ma il video rimasto nel cuore di molti è quello sulla "mucca di Sondrio". Per spiegare una determinata "u" inglese, ho usato un paragone geografico: tra la "u" normale di una mucca di Milano (mu) e quella stretta di una mucca di Sondrio (mü), la pronuncia corretta sta nel mezzo. Questa spiegazione è diventata un piccolo classico.

4) Molti criticano l'uso eccessivo di termini inglesi nel parlato e nel giornalismo italiano. Tu che ne pensi: è davvero un abuso o è solo l'evoluzione naturale della lingua?
Non credo sia mai un uso ingiustificato. È come funziona il cervello: quando parli di getto, usi ciò che senti più spesso. Se non ci fosse questo prestito linguistico, parleremmo ancora latino. Opporsi è un po' un segno di vecchiaia: le lingue cambiano e non ci si può far nulla.

5) Qual è l'errore o la pronuncia che vedi fare più spesso agli italiani (magari una singola parola) che ti fa davvero salire il "British humour" fino al soffitto?
Sicuramente Fruit e Juice, perché la gente pronuncia quella 'i' che non esiste. Poi i soliti colpevoli: Linkedin e PayPal. O anche Manager, che dicono giusto, per poi sbagliare l'accento in Management.

6) Se potessi riscrivere le regole, come dovrebbe essere insegnato l'inglese nelle scuole italiane, specialmente per sbloccare la conversazione e la pronuncia, superando l'approccio classico (e spesso noioso)?
L'approccio classico fallisce perché tratta la lingua come la matematica. In realtà è un'attività motoria! Il parlato usa la memoria muscolare, come la danza. Con il mio metodo ho riscritto le regole: la grammatica inglese è estremamente semplice, una delle più semplici al mondo, ma la pronuncia è la cosa più irregolare che esista. Ho inventato nuovi modi di spiegare la grammatica perché sia funzionale per un cervello italiano e imparabile molto velocemente.

7) Qual è la tua parola inglese preferita in assoluto? E no, non vale dire "Cucumber" se è la prima che ti viene in mente!
Non esiste. Non credo a chi ha parole preferite, spesso è una cosa inventata per fare scena nelle interviste.

8) Oltre a guardare i tuoi video, qual è l'unica cosa, la più assurda e inaspettata, che suggeriresti a chi vuole davvero migliorare l'inglese in modo veloce?
Parlare a oggetti inanimati: muri, pupazzi, qualsiasi cosa. Bisogna parlare tantissimo. Ai miei studenti regalo il "Mineo", un omino di carta con le mie fattezze, così possono parlargli o riempirlo di insulti. Altre cose utili sono cantare a squarciagola o fare Shadow, ovvero imitare gli attori cercando di essere il più vicino possibile alla loro pronuncia e cadenza.

9) Hai già fatto tanto con la tua Academy. C'è un sogno (o anche un progetto molto concreto) che hai in mente per Teo The Teach nei prossimi due anni?
La mia soddisfazione è vedere i progressi degli studenti: persone supertimide che dopo tre mesi parlano già inglese. Tengo i prezzi bassi per scelta, anche se mi mette in difficoltà economica. Credo che la cultura debba essere obbligatoria e, proprio per questo, accessibile a tutti.

10) Scrittura creativa 
Incontri per strada Mr. Bean. Quale frase in inglese (magari una delle tue correzioni più famose) gli diresti per vedere la sua reazione? E come credi che il silenzioso Mr. Bean risponderebbe (con un'espressione, un verso o una smorfia)?
Gli direi "link teen" (la pronuncia sbagliata di Linkedin)! Immagino che lui si girerebbe di tre quarti, guardando nel vuoto con un’espressione di mockery (scherno). Sarebbe una scena perfetta.


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