Portaspilli: "La voglia di non essere più soli" Il nuovo singolo è fuori
Il lancio
Dopo averlo avuto come ospite qui nel blog, torno a parlarvi di Portaspilli.
Christian Cassoni, giovanissimo cantautore di Anzio, ha lanciato da pochi giorni il suo secondo inedito: "La voglia di non essere più soli".
Un brano che segna una nuova tappa nella crescita artistica sotto la guida della Beat Up Music Factory, dove Christian studia e lavora insieme al produttore Stefano Russo e alla vocal coach Arianna Manias.
🎙️ Il nuovo brano è un colpo diretto al cuore: una storia di primi amori, delusioni e della bellezza di scoprirsi veri, oltre le apparenze.
Ecco la mia recensione.
"La voglia di non essere più soli"
I primi amori sono gioia e tormento, è come andare sulle montagne russe con le braccia alzate. Quanti ricordi affollano la mia mente, teneri e allo stesso tempo "amari".
Il nuovo brano di Portaspilli, presente sulle piattaforme da pochi giorni, parla proprio di questo: della bellezza dell'innamoramento e della delusione di non aver vissuto totalmente quel sentimento così grande.
"La voglia di non essere più soli" è un viaggio nelle storie adolescenziali, un vedere dentro la realtà dei protagonisti che si sono amati. C'è chi soffre di più per la fine di questo cammino insieme, chiedendosi se, forse, abbiano fatto troppo presto. È l'incipit di un addio che non cerca colpevoli, ma risposte.
La canzone esplora proprio il contrasto tra la tenerezza mostrata e l'egoismo scoperto, dipingendo il ritratto di una "faccia da bambina" che nascondeva una verità diversa. Si finisce per realizzare di essere stati ingannati non da una bugia detta, ma da ciò che si è voluto mostrare: "Mi hai fatto credere solo a quello che c'era fuori".
Poi c'è il dolore, "mi hai fatto male più del male": una frase intensa per chi credeva nella persona al proprio fianco, pieno di fiducia al punto tale da non riuscire a pensare che potesse realmente ferirlo. Un dolore fisico, quello delle "notti insonni", che diventa un'arma che colpisce direttamente al cuore. Nonostante la ferita, però, resta un senso di rassegnazione: la colpa è del destino. Ci ritroviamo tutti in quel "mare di rose un po' tristi", tormentati dalla stessa voglia universale: quella di non essere più soli.
Vi invito ad ascoltare questa canzone e a lasciarvi trasportare dai vostri ricordi, ma anche dalle speranze per i nuovi amori che verranno. Perché, in fondo, ogni fine è solo l'inizio di un nuovo battito.
Questa recensione mi ha fatto viaggiare con la fantasia ...grazie
RispondiEliminaLa ringrazio
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