Intervista esclusiva . Dalle scene sullo smartphone al cinema per dire basta al bullismo: la nuova sfida dei fratelli Calò
Oggi su Flusso di Coscienza ospito due volti che molti di voi conoscono per la loro simpatia sui social, ma che questa volta hanno scelto di prestare voce e immagine a una causa che tocca il cuore di tutti noi. Edoardo e Tommaso Calò, con naturalezza e talento, sono passati dai brevi video su Instagram al grande schermo, per raccontare una storia che non può lasciare indifferenti.
Fanno parte della famiglia Calò, una realtà che molti hanno imparato ad amare attraverso i loro contenuti quotidiani. Insieme a mamma Alessandra, che ho avuto il piacere di intervistare, hanno costruito un legame con il pubblico basato sulla spontaneità e sull’unione familiare, portando sul web spaccati di vita vera che oggi si trasformano in un impegno sociale profondo.
Flashback: dai social al set nel nome di Paolo
Tutto è iniziato con una sfida professionale enorme e importante: interpretare una parte nel film "Il cielo che si spegne nel mare", una pellicola prodotta da Mondo REC che affronta con coraggio il tema del bullismo e del cyberbullismo. Ma non è solo cinema. La pellicola è un tributo profondo a Paolo, un ragazzino che amava la musica, suonava il basso, e che purtroppo si è arreso davanti al peso insopportabile delle molestie subite, togliendosi la vita.
Il percorso del film è stato segnato da momenti carichi di emozione, a partire dall'anteprima nazionale di inizio febbraio a Rimini: un debutto dove abbiamo visto Edoardo e Tommaso lasciare da parte la comicità per affrontare un dolore reale e profondo.
Uno sguardo al futuro: la lotta nelle scuole
Il loro impegno, però, non si è fermato allo spegnersi delle luci in sala. Il 6 febbraio, proprio alla vigilia della Giornata Nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, il film è entrato nelle scuole di tutta Italia. Per Edoardo e Tommaso questa è diventata una vera e propria missione personale: portare la loro esperienza diretta tra i banchi, trasformando la popolarità in uno scudo per i più deboli e in uno strumento per far capire ai ragazzi che un gesto sbagliato non è una bravata, ma qualcosa che può rovinare una vita per sempre.
Ecco cosa hanno raccontato in questa intensa intervista.
1) Edoardo, tu e Tommaso siete abituati a far ridere su Instagram. Com'è stato cambiare ruolo per interpretare il dolore di Paolo?
La differenza è stata abissale. Sui social siamo io, mio fratello e il telefono; sul set sei circondato da professionisti che osservano ogni tuo respiro. Passare dal far ridere al ruolo di Paolo è stato un salto di qualità enorme: ho dovuto imparare a restare nel dolore e farlo sembrare vero davanti a tutti. È stata una crescita pazzesca.
2) Tommaso, com'è stato vedere Edoardo recitare in modo serio? Vi siete dati forza a vicenda nei momenti più tristi del set?
Vedere Edoardo così serio è stato emozionante. Siamo abituati a lavorare insieme ogni giorno per i nostri video, ma lì ci siamo scoperti attori. Ci siamo fatti forza a vicenda: nei momenti più intensi del set, sapere che lui era lì con me è stata la mia ancora.
3) Il film è dedicato a un ragazzo che non c'è più. Avete sentito la responsabilità di raccontare la sua storia?
Abbiamo sentito una responsabilità enorme. Sapere che stavamo raccontando la storia vera di un ragazzo che non c'è più ti toglie il fiato. Non potevamo essere superficiali, lo dovevamo a lui e alla sua famiglia.
4) Qual è stata la scena più difficile da recitare, quella che vi ha emozionato di più?
Edoardo: la scena più difficile è stata quella in cui, come rappresentante d'istituto, dovevo parlare a tutta la scuola. Eravamo abituati a registrare i video a casa nostra, nel comfort della nostra stanza. Ritrovarmi lì, a dover recitare e trasmettere un messaggio così forte davanti a tantissimi altri attori e comparse che riempivano l'istituto, è stato un impatto fortissimo. Parlare a nome di tutti gli studenti nel film, con tutti quegli sguardi addosso, è stato difficile ma bellissimo.
5) Quali sensazioni avete provato durante le riprese? Dopo questa esperienza, pensate di continuare a usare la vostra voce per altri temi sociali?
Tommaso: durante le riprese abbiamo capito che la nostra voce può davvero fare la differenza. Dopo questa esperienza, useremo i nostri canali per continuare a parlare di temi sociali. Non vogliamo solo intrattenere, vogliamo anche sensibilizzare.
6) Il film è entrato nelle scuole proprio il 6 febbraio, il giorno prima della Giornata Nazionale contro il bullismo e cyberbullismo. Che reazioni avete ricevuto dai ragazzi che vi hanno visto sullo schermo e cosa vorreste dire loro oggi?
Vedere il film nelle scuole ci ha scaldato il cuore. Quando abbiamo annunciato alla community il film, l'affetto è stato immediato, ma dopo l'uscita siamo stati letteralmente sommersi dai messaggi nei Direct e dai commenti. Tantissimi studenti ci hanno scritto per ringraziarci del messaggio, ma soprattutto per farci i complimenti per come abbiamo recitato. Ricevere stima per il nostro livello come attori ci ha riempito d'orgoglio: sapere che i nostri fan hanno apprezzato questo salto di qualità è la nostra vittoria più grande.
7) Che cos'è per voi il bullismo e come andrebbe affrontato oggi?
Edoardo: il bullismo oggi è la maschera di chi è insicuro. Si affronta con l'empatia: mettersi nei panni degli altri è l'unico modo per comprendere il male che si può fare.
8) Come si può far capire ai ragazzi che certi comportamenti sono sbagliati e possono non solo far soffrire, ma rovinare la vita?
Tommaso: dobbiamo trasmettere ai giovani che un gesto dura un secondo per chi lo fa, ma può segnare una vita per chi lo riceve. La vera forza oggi è avere il coraggio di difendere chi è in difficoltà.
Ieri, 26 marzo, è stato il compleanno di Edoardo. Gli invio tanti auguri insieme alla speranza che lui e Tommaso continuino a diffondere quegli stimoli positivi di cui i ragazzi oggi hanno più che mai bisogno.
Buon compleanno, Edoardo!
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